Draghi (furente) chiede la fiducia in Senato. Centrodestra e M5S non partecipano al voto

Il Governo di Mario Draghi è al capolinea. Dopo una seduta lunga un’intera giornata al Senato, viene messa in votazione la risoluzione presentata da Pier Ferdinando Casini che recita: “Il Senato, udite le comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri, le approva”. A votarle in Aula però non si presenta il centrodestra – come annunciano in Aula il senatore Candiani per la Lega e Bernini per Forza Italia – mentre sono presenti non votanti i 5 stelle che erano stati i primi ad attivare la crisi di Governo, ma restano nell’ombra per tutto il giorno.

È il centrodestra a prendere l’iniziativa politica. Ascoltano il discorso con cui Mario Draghi chiede una fiducia “non di facciata, ma sincera”, propone di “ricostituire da capo un patto” di fiducia della maggioranza di unità nazionale, illustra alcuni punti di programma da cui ripartire. Poi però è l’intervento del leghista Massimiliano Romeo a cambiare le carte in tavola: il centrodestra pone il veto sui 5 stelle, sostiene un Draghi bis senza M5S, non ci sta a votare una prosecuzione dell’attuale esperienza di Governo. Si decide una sospensione di 90 minuti per capire il da farsi, prova a ricucire persino Sergio Mattarella, che parla al telefono con tutti i leader della maggioranza.

Con Giuseppe Conte che tace e temporeggia, non incide neanche una replica accorata e furente di Mario Draghi che picchia duro sui 5 stelle – Superbonus e reddito di cittadinanza in primis.

Draghi va alla conta sulla risoluzione Casini, ma non ha più i numeri per governare. La parola torna a Mattarella.

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Il discorso integrale di Draghi al Senato. Diversi brusii, lungo applauso quando dice “orgoglioso di essere italiano”

La replica di Draghi: “Nessuna richiesta di pieni poteri, decidete voi”. Cambiano i toni del presidente del Consiglio nella replica al dibattito in Senato. È piuttosto infastidito e duro, Draghi, nei passaggi sul superbonus – “colpa di chi lo ha fatto, bisogna riparare al malfatto” – sul reddito di cittadinanza – “è buono, ma se non funziona è cattivo” – sul salario minimo – “non c’è alcun diktat del Governo” – e sull’accusa di volere pieni poteri, lanciata da Giorgia Meloni. “Il sostegno che ho visto nel paese mi ha indotto a riproporre un patto di coalizione e sottoporlo al vostro voto, voi decidete. Niente richieste di pieni poteri”, ha chiarito. “Chiedo che sia posta il voto di fiducia presentata dal senatore Casini”.

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Le risposte di Draghi: l’integrale della replica al Senato

Sospensione, si tratta. Al termine degli interventi in sede di discussione, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha sospeso la seduta dell’Aula per un’ora e mezzo, su richiesta di Forza Italia. Parte una girandola di incontri e di trattative per definire il futuro del Governo Draghi: la cronaca riferisce di contatti fra Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte; di un confronto fra Meloni e Salvini; di continui contatti fra le forze governative del centrodestra, che si presenta compatto nel porre il veto sui 5 stelle e nel chiedere discontinuità, un Draghi-bis. Ci prova anche Sergio Mattarella, che parla al telefono con tutti i leader della maggioranza. 

Lo strappo del centrodestra: “Sì a nuovo governo con Draghi, senza M5S”. “Noi ci siamo ma serve nuova maggioranza e nuovo  governoDobbiamo capire se l’obiettivo è quello di salvare il Paese o il campo largo progressista”, ha detto il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, intervendo nell’Aula del Senato dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. “Noi ci siamo se si tratta di fare una nuova maggioranza senza M5S, e se serve ricostituire un nuovo governo”. Poi la nota unitaria del centrodestra: “come ha correttamente sottolineato il presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento, la decisione del Movimento 5 stelle ha rotto il patto di fiducia che era alla base del governo di unità nazionale, che pure ha affrontato – con successo e ha avviato con il nostro leale contributo – gravi emergenze e avviato un lavoro prezioso sul Pnrr. Il centrodestra di governo è disponibile a un ‘nuovo patto’ di governo e continuerà a dare il suo contributo per risolvere i problemi dell’Italia soltanto con un nuovo governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il M5S e profondamente rinnovato”. Appena finito l’intervento di Romeo in Senato, Draghi lascia l’Aula del Senato.

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Romeo (Lega): “Il 14 luglio è nata nuova maggioranza. Chiediamo un Draghi-bis, senza i 5 stelle”

Deputati della Lega: “Sul fisco stupiti da Draghi”. “Siamo stupiti dal discorso del presidente Draghi: nessun accenno a flat tax e pace fiscale nonostante 50 milioni di cartelle esattoriali già partite o in partenza che rappresentano un’emergenza nazionale. Anche il passaggio sul credito di 1.100 miliardi di magazzino fiscale che l’Agenzia delle Entrate ha nei confronti di cittadini e imprese ci lascia perplessi. In questo momento di grave crisi economica con l’aumento delle bollette e delle materie prime anche alimentari, cosa si chiede? Di rimborsare subito? Se non bastano pandemia e guerra per un rinnovato patto fiscale tra cittadini, fisco e agenzia delle entrate cos’altro dovremmo aspettare?”. Lo dichiarano i deputati della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e capo dipartimento Attività produttive e Alberto Gusmeroli, vicepresidente commissione Finanze e responsabile Unità fisco del dipartimento Economia della Lega.

Giorgia Meloni: “Draghi pretende pieni poteri, urne subito”. “Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del Pd”. Lo scrive su Facebook la leader di FdI, Giorgia Meloni. “Sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza bisogno di far votare i cittadini, non le democrazie occidentali. Fratelli d’Italia non intende assecondare questa pericolosa deriva. Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni subito”.

Draghi in Senato: “Non basta una fiducia di facciata. Unica via è ricostruire il patto, siete pronti?”. ​“Le comunicazioni di oggi mi permettono di spiegare le ragioni di una scelta tanto sofferta quanto dovuta”, ha aperto così il suo attesissimo discorso, il presidente del Consiglio Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti”, ha detto. “Non votare la fiducia di un governo di cui si fa parte è un gesto politico evidente. Non è possibile ignorarlo, non è possibile contenerlo perchè vuol dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo perchè viene dopo mesi di strappi e ultimatum. L’unica strada se vogliamo ancora rimanere insieme è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità. A chiederlo sono soprattutto gli italiani”. L’unità nazionale, ha sottolineato “è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia”. Questo perché “ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento un consenso più largo possibile in Parlamento”. A lungo le forze di maggioranza “hanno saputo tenere da parte le divisioni, per interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini”. Ma “c’è stato un progressivo sfarinamento della maggioranza”. Da qui l’appello: “Siete pronti?”. 

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Draghi ai partiti: “Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto. Siete pronti?”

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