Draghi: ‘Un governo con ultimatum non lavora. Molti i punti di convergenza con agenda del M5s’

 

“Un governo con ultimatum non lavora e non ha senso. Il resto bisogna chiederlo a Mattarella”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo l’incontro con i sindacati, rispondendo anche alle domande sulle fibrillazioni nel governo ribadendo: “Ho già detto che per me non c’è un governo senza M5S e non c’è un governo Draghi altro che l’attuale, questa è la situazione”.

“Queste fibrillazioni sono importanti – spiega il premier – riguardano l’esistenza del governo ma sarebbe ancora più importante se il governo non riuscisse”. “Quando ho letto la lettera (dei 5 Stelle) – ha detto in un altro passaggio – ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di governo, quindi l’incontro di oggi con le forze sociali va esattamente in quella direzione”.

Draghi quindi ha indicato quali sono i punti che era necessario sollevare. “Abbiamo presentato ai sindacati le linee guida su temi chiave come i contratti collettivi e il cuneo fiscale. Abbiamo concordato di rivederci tra due settimane quando il governo presenterà un provvedimento corposo e in quell’occasione, prima di discuterlo in Consiglio dei ministri, avremo un altro incontro con le forze sociali” confermando quando riportato dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri. Draghi ha aggiunto subito però che “il governo non è che non ha fatto nulla: abbiamo già fatto molto per famiglie e imprese con interventi da 33 miliardi. Cifra che una volta era di una-due manovre di Bilancio mentre ora sono per mitigare i prezzi per i più fragili”.

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Le richieste avanzate dalle parti sociali nell’incontro di oggi con il presidente del Consiglio e i ministri economici del governo,  sono state : il taglio del cuneo fiscale per mettere più soldi nelle buste paga dei lavoratori; il rinnovo dei contratti  scaduti con decontribuzione che riguarda circa 7 milioni di dipendenti; il salario minimo per ogni settore produttivo per dare dignità a chi lavora ed è sottopagato. Secondo l’Istat sono circa 4 milioni gli  italiani che guadagnano meno di mille euro al mese.  

E poi c’è anche il Reddito di cittadinanza tra i principali punti messi sul tavolo della discussione dal governo e sui quali Draghi vuole stringere un accordo: un patto sociale, con i sindacati e con gli industriali, che vedrà nei prossimi giorni. 

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Un piano d’azione, con misure strutturali da inserire nella prossima finanziaria e anche misure tampone da prendere subito con un nuovo decreto anti-inflazione da varare entro fine luglio.

L’obiettivo è quello di dare le risposte, chieste da tempo dai sindacati e dagli imprenditori, al mondo del lavoro e ai pensionati, messi in difficoltà dall’inflazione galoppante che di fatto erode il loro potere d’acquisto spingendoli verso la povertà. 

“Un incontro definito  positivo e potenzialmente decisivo” ha commentato alla fine dell’incontro Sbarra. Ma per Landini  non ci sono state risposte concrete. 

 

 

 

 

 

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