È possibile non pagare il canone Rai con la Legge 104? La risposta vi lascerà molto perplessi

È possibile non pagare il canone Rai con la Legge 104? La risposta vi lascerà molto perplessi

Alcune categorie di soggetti sono esonerate dal pagamento del canone Rai. Si discute se tra di essi rientrino anche i titolari di Legge 104.

Il canone Rai è la tassa sulla detenzione di apparecchiature radiotelevisive. Va pagato, dunque, da chiunque abbia un televisore presso la propria abitazione.

esenzione canone rai
A chi spetta l’esenzione dal canone Rai? – InformazioneOggi.it

Dal 2016, vige la cd. presunzione di detenzione e il canone viene addebitato direttamente sulla bolletta dell’utenza elettrica.

Ci sono, tuttavia, delle ipotesi in cui è possibile beneficiare dell’esenzione dal canone Rai. Analizziamo la normativa e scopriamo se il beneficio spetta anche ai portatori di handicap e ai loro familiari che li hanno fiscalmente a carico.

Legge 104 ed esenzione canone Rai: chi può richiedere l’agevolazione?

Chiariamo che non tutti i disabili con Legge 104 hanno il diritto di non pagare il canone Rai. L’esonero dal pagamento, infatti, spetta solo se il disabile è ricoverato a tempo pieno presso uno struttura di riposo e, allo stesso tempo, dimostra di non possedere alcun apparecchio televisivo.

A tal fine, bisogna inviare all’Agenzia delle Entrate un’apposita documentazione, con la quale si attesta di non essere in possesso del televisore. In altre parole, l’esenzione dal canone Rai non è automatica per i portatori di handicap e per i familiari di cui sono a carico.

Esistono, tuttavia, altri metodi per accedere all’agevolazione, perché essa è concessa anche al ricorrere di specifiche condizioni.

Se il disabile non è titolare di Legge 104 o non è ricoverato presso una casa di cura, potrebbe lo stesso evitare il pagamento del canone Rai. La legge, infatti, riserva l’esenzione dal versamento dell’imposta a determinate categorie di soggetti. In particolare:

  • cittadini che hanno compiuto 75 anni di età e che hanno un reddito annuo proprio e del coniuge non maggiore di 8 mila euro;
  • i soggetti che dichiarano che in nessuna delle abitazioni in cui è attiva un’utenza elettrica a loro intestata si trova un apparecchio televisivo;
  • gli agenti diplomatici, in base all’art. 34 della Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961;
  • i funzionari e gli impiegati consolari, ai sensi dell’art. 49 della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963;
  • i funzionari delle organizzazioni internazionali;
  • i militari non italiani o il personale civile non italiano appartenenti alle forze NATO in Italia, ai sensi dell’art. 10 della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951.

Dichiarazione sostitutiva di non detenzione: le modalità di invio

Qualora il disabile rientri in una di queste categorie, può usufruire dell’esenzione dal versamento dell’imposta sugli apparecchi televisivi.

Per accedere al beneficio, tuttavia, è necessario presentare, all’Agenzia delle Entrate, una specifica documentazione: la cd. Dichiarazione sostitutiva di non detenzione. Il Modulo può essere scaricato direttamente dal sito dell’Ente.

La Dichiarazione può anche essere inviata in uno dei seguenti modi:

  • tramite l’app dell’Agenzia delle Entrate;
  • per mezzo di intermediari abilitati;
  • tramite PEC, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it;
  • in forma cartacea, presso un Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. In tal caso, è necessario allegare un valido documento di identità.

Per evitare di pagare il canone, il documento va presentato dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Se viene presentata dal 1° febbraio al 30 giugno dell’anno di riferimento, l’esonero si applica solo per il semestre luglio-dicembre dello stesso anno.

Per esempio, se si presenta la Dichiarazione dal 1° luglio 2022 al 31 gennaio 2023, si è sollevati dal pagamento per tutto il 2023. Se, invece, la Dichiarazione è presentata dal 1° febbraio al 30 giugno 2023, l’esenzione spetta solo per il secondo semestre, cioè da luglio a dicembre 2023.

Ricordiamo, infine, che il documento ha scadenza annuale e, quindi, se persistono le condizioni, bisogna ripresentarlo ogni anno.

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