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Cartelle, tregua fiscale fino a 3.500 euro per arginare il caro bollette: ecco cosa farà Meloni

Onorevole Maurizio Leo, responsabile del Dipartimento Economia di Fratelli d’Italia, l’Ue vi concede il termine di fine novembre per presentare il progetto di Bilancio, ma il governo è ancora da formare. Come vi state organizzando?
«Cominceremo col vedere la Nota di aggiornamento al Documento di economia e Finanza (Nadef) che il Tesoro dovrebbe presentare domani (oggi per chi legge, ndr ). Sarà la nostra base di partenza. Di certo, dal documento di aprile a oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata: l’inflazione, il rialzo dei tassi, il caro-energia…».

Sta mettendo le mani avanti?
«Guardo i fatti. Dalle agenzie di rating, come Fitch e S&P, alle istituzioni finanziarie, come l”Ocse, c’è chi prevede un Pil in crescita e chi in recessione».

Lei cosa prevede?
«Io spero che ci sia almeno una crescita dell’1% o appena sotto».

Quindi la parola d’ordine è «prudenza»?
«Sì, ma con alcune priorità: la prima è il caro-bollette. Il decreto Aiuti Ter va convertito assolutamente e con il Parlamento che si riunisce ai primi di novembre i tempi sono strettissimi».

Lo modificherete?
«Sicuramente va riscritta la norma sugli extraprofitti cambiando la base imponibile: quella attuale è legata ai cicli di fatturazione e non ai ricavi, che rappresentano il vero extraprofitto dell’energia. Così com’è, si presta a ricorsi».

Il capoeconomista della Bce, Philip Lane, ha detto che contro il caro-energia bisogna tassare i più ricchi.
«Le tasse non le aumenteremo. E poi cosa s’intende per ricchi? Il rischio è di far pagare di più quelli che già le pagano le tasse».

E dove prenderete le risorse per rifinanziare le misure emergenziali di dicembre? E quelle per pagare le pensioni indicizzate all’inflazione?
«Aspettiamo la Nadef per vedere se si trovano nuove risorse, ad esempio le maggiori entrate dell’Iva dovute all’aumento dei prezzi».

Sì, ma sarebbe una tantum. Non potrebbero finanziare misure strutturali, come quelle sulle pensioni.
«Possiamo finanziare spese una tantum, come quelle del caro-bollette».

E la riforma fiscale, la rinviate?
«La faremo gradualmente, partendo da una flat tax incrementale anche per i lavoratori dipendenti e estendendo quella delle partite Iva. Di certo va confermato il taglio del cuneo fiscale».

La seconda tranche del Pnrr è in arrivo. Davvero volete rivederlo?
«L’articolo 21 del regolamento Ue lo consente. Vogliamo vedere se alcune risorse possono essere orientate al servizio del caro-bollette. Per esempio, riprogrammando i Fondi strutturali 2014-2020 non spesi nel triennio, come è avvenuto durante il Covid».

Vi preparate a dar battaglia in Europa?
«Domandare è lecito, rispondere è cortesia».

I toni di Meloni sono stati più duri: «La pacchia è finita».
«Avremo la giusta determinazione ma useremo il dialogo, non il bazooka».

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