Ed Sheeran compie 30 anni e racconta il lato oscuro del successo


A 30 anni – li compie oggi – Ed Sheeran ha già tutto quello che una popstar desidera. Da un lato il successo nelle vendite, dall’altro quello nella vita privata. Con un patrimonio da 64 milioni di dollari ha conquistato il sesto posto della classifica dei dieci cantanti più pagati nel 2020 stilata da Forbes, la bibbia dei finanzieri: è davanti a Taylor Swift (63,5 milioni di dollari per la reginetta del pop) e ai Rolling Stones (59 milioni per Mick Jagger e compagni alla fine dello scorso anno).

 

 

Per assurdo, negli ultimi mesi Sheeran è stato quasi inattivo. Nel 2019, alla fine del lungo tour legato all’album “÷” (“Divide”), annunciò di volersi prendere una pausa dalla musica. Solo dopo un anno e mezzo di silenzio lo scorso dicembre ha pubblicato un singolo, “Afterglow”, accompagnato da un video girato tra le campagne umbre (nel 2017 ha acquistato una villa nel piccolo comune di Paciano).

Nel frattempo, la scorsa estate la moglie Cherry Seaborn, compagna di banco ai tempi delle superiori persa di vista e poi ritrovata dopo il grande successo, gli ha dato la sua prima figlia, Lyra Antarctica. Le ragioni del successo del rosso cantautore britannico, vero nome Edward Christopher Sheeran, sono semplici: mette d’accordo tutti. Piace alle ragazzine perché le sue canzoni, da “Lego House” a “Thinking out loud” (la ballata da oltre 18 milioni di copie vendute in tutto il mondo che nel 2015 consacrò la sua carriera), sono perfette per fare da colonna sonora alle loro storie d’amore.

E piace ai genitori, perché erede di quella tradizione che oltremanica fa capo a grandi cantastorie come Cat Stevens, Van Morrison, musicisti come Eric Clapton (fa un certo effetto vederlo sul palco senza band, solo con tutti quei pedali collegati alle sue chitarre) e melodisti come Elton John e Paul McCartney. Parlano i numeri dell’ultima tournée, lunga addirittura due anni. Partita nel marzo del 2017 dall’Italia (con due date sold out al Pala Alpitour di Torino), si è conclusa nell’agosto del 2019 nel Regno Unito: 258 concerti, 776.2 milioni di dollari di incasso lordo al botteghino, 8.7 milioni di spettatori. È stato certificato dalla rivista statunitense Billboard, punto di riferimento dell’industria musicale, come il tour più ricco di sempre. Eppure l’ascesa di Ed Sheeran, partito da ragazzino come musicista di strada (i tabloid britannici in passato pubblicarono le immagini di quando suonava per le strade di alcune città del Regno Unito e dell’Irlanda), non è stata immune da cadute.

A raccontare il lato oscuro del successo è stato lo stesso cantautore la scorsa estate in un’intervista concessa al produttore James Sebastiano Jr. per “Chasing the present”, serie di interviste a celebrità realizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi mentali. Sheeran ha raccontato che in seguito al successo dell’album “x” (“Multiply”), contenente quella “Thinking out loud” che lo catapultò in cima alle classifiche mondiali, perse il controllo della propria vita. Era il 2014: “Non riuscivo mai a vedere la luce del sole. I bus che mi portavano da una città all’altra durante i tour parcheggiavano direttamente nei sotterranei delle arene. Dormivo sul bus tuto il giorno, poi mi svegliavo, andavo a suonare, mi ubriacavo e risalivo sul bus. Fu così per quattro mesi, circa. All’inizio tutto era divertente: poi cominciai a sentirmi triste”.

Con cibo, alcol e droghe Ed provò a soffocare le ansie: “Bevevo e mangiavo fino a stare male. Ma cose come lo zucchero, i dolci, il cibo spazzatura, la cocaina e l’alcol non ti fanno stare bene, a lungo andare. È difficile lasciarsi alle spalle una dipendenza: oggi so che la chiave per uscirne sta nel trovare la giusta misura”. A fargli ritrovare la bussola è stata proprio la moglie Cherry, sposata nel 2018: “Mangia sano, così ho iniziato a mangiare sano anche io. Non beve e così ho smesso di farlo anche io”. In attesa del nuovo album, si è messo a dipingere: “Alla fine dell’ultimo tour ho pensato: ‘Forse dovrei provare a fare qualcos’altro nella vita per essere felice, al di fuori del mio lavoro”. La copertina del singolo “Afterglow” è proprio una sua opera. Un altro dipinto ha invece deciso di metterlo in vendita all’asta la scorsa settimana per raccogliere fondi da destinare ad un’organizzazione benefica del natio Suffolk che aiuta i malati di cancro. Lo aveva fatto già l’anno scorso, raccogliendo la cifra di 40 milioni di sterline. Ad essere d’oro non sono solo i dischi, ma anche il suo cuore.



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