Educazione diffusa, così la mia prima esperienza di scrittore non resterà isolata

Il mio primo contributo fuori dalle istituzioni è il secondo libro che ho appena terminato di scrivere e che può aprire un bel dibattito culturale, politico e sociale: ‘Il manifesto della società del benessere’ è il titolo. Spero di fare un tempo per uscire nelle librerie prima del voto delle elezioni, per contribuire ad aprire il dibattito sul modello di società che propongo anche in questa tornata elettorale. Il M5S insieme ad altre forze politiche, sociali e culturali può essere protagonista per contribuire a realizzare e fondare una società che si fonda su nuovi paradigmi adeguati alle sfide del XXI secolo: quella delle disuguaglianze che aumentano da 30 anni e dei disastri ambientali che dovremmo fermare entro il 2030.

E’ così che la mia prima esperienza di scrittore non resterà isolata. Il libro “Educazione Diffusa. Per salvare il mondo e i bambini” è stato uno dei volume di punta della piccola casa editrice con cui ho collaborato. Ed è stata una bella esperienza incontrare e conoscere tanti lettori che hanno scelto la strada di mettere in pratica le mie idee, da presidenti di associazioni ad assessori, fino a parlamentari e funzionari di governo, finché la mia idea non ha ispirata la nascita dei patti di comunità educanti che oggi si stanno diffondendo in tutto il territorio e sono studiati con molta attenzione dal forum delle disuguaglianze all’ente di ricerca Indire esperta di innovazione della didattica.

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Il mentore del nuovo libro è stato Domenico De Masi, che dopo aver letto la mia prima opera mi ha sempre spronato a continuare a scrivere. Insieme ad altri pensatori ci siamo da tempo chiesti se non fosse necessario disegnare un nuovo modello di società adatto al XXI secolo, dopo l’attuale vittoria del mercato sulla vita e la crisi e l’obsolescenza di tutti i modelli sociali alternativi.

Ciò che è rilevante in questo momento storico è la costruzione di un progetto culturale e politico che non può essere quello della peggiore destra, né degli alfieri dello status quo che vogliono che tutto cambi affinché nulla cambi, mentre i cittadini con reddito medio basso sono sempre più sotto attacco.

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Resto al servizio di chi vuole ridurre le disuguaglianze e affrontare i disastri della crisi ambientale. Molte innovazioni, dal superbonus alle comunità energetiche, dal reddito di cittadinanza al salario minimo hanno indicato la strada giusta, anche se bisogna fare molto di più, essere più radicali ed osare. Imboccare la strada giusta delle imprese sostenibili, significa che la transizione ecologica non produrrà un bagno di sangue come affermava l’ex ministro Cingolani, ma può creare occupazione, far nascere imprese, ammodernare il paese e, ciò che più importante, ridurre il nostro impatto ambientale. Ed è l’unica strada per salvarsi.

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