Elezioni 2022, a Bologna la destra punta su Vittorio Sgarbi che già va all’attacco di Casini: “E’ un fantasma”

Spunta il nome di Vittorio Sgarbi per la coalizione di destra a Bologna in vista delle elezioni del 25 settembre. Il critico d’arte ferrarese correrà nel collegio uninominale del Senato contro Pier Ferdinando Casini, candidato qualche giorno fa da Letta nel feudo dei democratici. La candidatura di Sgarbi sarà collegata con le liste di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e della lista centrista che compongono la coalizione. Il centrosinistra considera il collegio senatoriale bolognese fra quelli di sicura elezione. Domani il centrodestra presenterà ufficialmente le liste alla Corte d’Appello.

Proprio Casini, intanto, scrive una lettera a Repubblica Bologna per confermare che, in caso di elezione, si iscriverà al gruppo del Pd. “Leggo nella rubrica ‘Ditelo a Repubblica’ la risposta di Aldo Balzanelli alla lettera del signor Francesco Lesi. A prescindere dalle riflessioni che faremo assieme durante la campagna elettorale, su un tema mi preme essere chiaro perché basato su un grande equivoco. Balzanelli scrive testualmente: “I militanti ‘critici’ del Pd potrebbero piuttosto pretendere da Casini l’impegno che, una volta eletto, non ‘migri’ verso altri lidi, com’è accaduto nella scorsa legislatura”. È un impegno che non ho alcuna difficoltà a confermare perché assunto direttamente con Enrico Letta all’atto dell’accettazione della mia candidatura: quello, se eletto, di iscrivermi come indipendente al Gruppo senatoriale del Pd”.

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“Chiedo a Mattarella di nominare Casini senatore a vita, perché al Senato è come una statua o un orologio. Se, infatti, dovesse essere eletto a Bologna, rappresenterebbe solo se stesso, essendo ormai lontano fisicamente dalla città. E’ un fantasma”. Così Vittorio Sgarbi inizia la sfida“Nasce politicamente con l’Udc, che oggi candida me contro di lui”, dice Sgarbi di Casini e su Bologna lancia il suo progetto “Bologna città d’arte”: “Deve diventare patrimonio dell’Unesco non solo per i suoi portici, ma per l’immenso patrimonio artistico, da Niccolò dell’Arca a Morandi. Bologna ha un patrimonio artistico del Rinascimento che è pari a quello di Venezia e Firenze”, conclude lo storico dell’arte.

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