Elezioni 2022, +Eu resta col Pd dopo strappo Calenda/ Meloni: “io Premier del Cdx”

REBUS CENTROSINISTRA ALLE ELEZIONI 2022: CALENDA STRAPPA, +EU RESTA COL PD

Il “campo largo” non c’è più. Per ora. Vista l’evoluzione finora della breve ma già intensissima campagna elettorale verso le Elezioni 2022, di certezze ormai non si possono più dare per “definite”. In 4 giorni si è ribaltato l’asse nel Centrosinistra, con prima un (sofferto) accordo tra Pd, Azione e PiùEuropa: ieri invece lo strappo di Carlo Calenda dopo che nella coalizione erano entrati anche Di Maio (Impegno Civico), Fratoianni (Sinistra Italiana) e Bonelli (Europa Verde). Alle ore 18 oggi è convocata la direzione nazionale di Più Europa, ma visto il livello di “stracci in volo” tra i due firmatari del “patto repubblicano” di qualche settimana fa, è ormai quasi conclamato la rottura anche di questo patto. Cosa ne rimane? Tutto da rifare per le ipotesi sui collegi delle Elezioni 2022: al momento, il Pd corre con Articolo1-SI-Verdi-ImpegnoCivico-+Europa. Renzi e Calenda, senza ancora aver trovato un accordo, saranno “al centro”, con il Centrodestra compatto (e gongolante dopo l’ennesima lite nel campo avversario) e con il M5s in solitaria, dove Conte ha già escluso un possibile riavvicinamento con il Partito Democratico.

Letta ieri sera ha accusato di Calenda di «aiutare Salvini e Meloni» con lo strappo: Bonino in diretta tv si è detta esterrefatta per l’atteggiamento del leader di Azione, accusandolo di non mantenere promesse fatte solo 4 giorni prima. La replica di Calenda è piccata e affidata ad un video sui social: «Ma cari amici del Pd se la nostra presenza era così essenziale perché Enrico Letta ha sottoscritto un patto con due antitutto, sapendo cosa sarebbe accaduto? Ponetevi questa domanda. Perché vi metto per iscritto che vi ritroverete anche con 5S un minuto dopo le elezioni», aggiunge su Twitter, sottolineando poi come «La risposta è che PiùEuropa ha assicurato che comunque non avremmo strappato per il problema delle firme. Questa è l’amara verità che è giusto che anche gli elettori di PiùEuropa conoscano». Secondo l’ex Ministro MISE tale ragionamento è stato miope: «Perché saremmo riusciti a non avere quel patto contraddittorio. Purtroppo Della Vedova e Letta hanno sbagliato valutazione pensando che avremmo chinato la testa. Questo è ciò che è accaduto. Fine». Rivolgendosi poi direttamente al segretario di +Europa Della Vedova, Calenda conclude la sua replica alle accuse ricevuto dopo lo strappo in diretta tv da Lucia Annunziata: «Caro Benedetto, eri perfettamente consapevole di cosa sarebbe accaduto in caso di firma di un patto con SI, eri presente alla riunione con Letta, ci siamo parlati sempre. Vai con Di Maio, Di Stefano, Fratoianni e Bonelli? State distruggendo il lavoro di 2 anni. Pensateci bene».

Leggi anche:  Dalla Regione 4,5 milioni per l'acquisizione delle aziende in crisi

ELEZIONI 2022, CENTRODESTRA PUNTA ALLA VITTORIA: MELONI E SALVINI…

Si fa ora incandescente la campagna elettorale: le scadenze impongono verso le Elezioni 2022 tempi strettissimi, con già dal 12 al 14 agosto la presentazione dei contrassegni elettorali mentre il 20-21 agosto andranno presentate le liste con le candidature. La cifra da tenere d’occhio è quella di 36.750, ovvero la soglia minima per le firme da presentare a sostegno di un partito: sono dunque gli ultimi giorni per possibili accordi elettorali tra piccole liste e partiti “esentati” dall’obbligo di firme (Pd, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, M5s, Liberi e Uguali, Italia Viva e Coraggio Italia, PiùEuropa). La corsa è serrata, specie se si guardano poi anche i sondaggi più recenti: il Centrodestra è dato in vantaggio e solo una riallineamento tra Pd, sinistre, M5s e centristi si potrebbe arrivare ad una sorta di pareggio (almeno per il momento, ndr). «Io non sto facendo la campagna elettorale con l’idea che abbiamo già vinto – ha detto Giorgia Meloni a “Non Stop News” su Rtl 102.5 stamane – Non mi piace dare per scontata la vittoria, a me piace combattere. Bisogna restare concentrati e lo dobbiamo dire chiaro e tondo agli italiani che dovranno andare a votare»: per la leader di FdI il Centrodestra viaggia compatto e la regola su chi prende più voti potrebbe portarla a Palazzo Chigi da fine settembre, «la regola del centrodestra è che chi prende più voti propone al presidente della Repubblica la figura indicata a guidare il governo. Se Fdi prenderà il 23% alle elezioni cosa succede? Che quel nome sono io; io presumo di sì, perché non dovrebbe essere così? Perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fdi lo faccia in questa ottica».

Leggi anche:  Elezioni, credo che darò l'ultima possibilità a chi non si è scordato degli ultimi

Per il principale alleato nel Centrodestra, ovvero Matteo Salvini con la Lega, la partita delle Elezioni 2022 ancora non è definita eppure l’impegno della coalizione è compatto su programma e candidature: «Il programma del centrodestra sarà pronto entro questa settimana. Io l’ho letto: è sostanzialmente pronto al 99%, tranne qualche limatura, quello che interessa a me e milioni di italiani c’è: la pace fiscale, la rottamazione delle cartelle esattoriali, l’estensione della flat tax», spiega il segretario del Carroccio ai giornalisti assiepati a Milano per la visita in un canile. «Rispetto le scelte che faranno a sinistra, ma sono molto convinto della forza delle nostre idee. C’è un centrodestra compatto e ci sono almeno tre o quattro centrosinistra, quindi siamo sereni e tranquilli e aspettiamo il 25 settembre», ribadisce Salvini che non nasconde come i problemi economici e sociali ci saranno comunque nei primi mesi di Governo, «Vogliamo azzerare l’Iva sui beni di prima necessità, su pasta e pane, i costi sono sostenibili. Mi sono impegnato su 3 o 4 temi, con numeri, e proposte concrete, le emergenze sono lavoro e costo della vita, sulle pensioni vogliamo a quota 41». Per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte lo strappo di Calenda non rappresenta un’occasione per rientrare nel campo largo, come “minacciato” da Giorgia Meloni stamane: «Entrare in una coalizione in cui c’è tutto e il contrario di tutto, per aiutare qualcuno che è rimasto fuori dalle danze non ci interessa. Il Pd ha dimostrato di preferire la ridente forza politica di Di Maio e Tabacci. Meloni? Ha definito il reddito di cittadinanza ‘metadone di Stato’. Quando un leader politico si esprime in questo modo credo che non abbia l’idoneità a governare», ha chiosato il leader 5Stelle a “Morning News” su Canale 5.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi anche:  “Sleepers”, stasera in tv il cult di Barry Levinson

Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook GRAZIE!.

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Facebook