Elezioni amministrative non sono voto politico, ma per Salvini ci sono guai in vista

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Forse si esagera un po’ ad attribuire tutta questa importanza alle prossime elezioni amministrative. Certo, voterà una buona fetta di cittadini, tra cui quelli residenti in diverse grandi città (come, ad esempio, Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli) e sarà dunque un test molto ampio. Ma, nella maggior parte dei casi, si dovranno scegliere Sindaci e consiglieri comunali, con un sistema elettorale molto diverso da quello adottato per le elezioni politiche. E occorre ricordare che per votare il sindaco si pensa molto spesso alla persona, alla figura del candidato, di sovente ancor più che alla appartenenza di partito.

Lo dimostra ad esempio il caso di Milano, ove, malgrado la maggioranza degli elettori risulti tuttora di centrodestra, tutti i sondaggi (anche quelli di Eumetra) danno come favorito Sala, il candidato del centrosinistra: una quota significativa di elettori del centrodestra dice di voler votare il sindaco uscente. Nel capoluogo lombardo, come in quasi tutti gli altri contesti, tutto sembra dipendere dal candidato. I test effettuati da Eumetra nei mesi scorsi su altre figure del centrodestra davano risultati differenti: ad esempio, Albertini mostrava di avere buone chances di vincere (ma ha rinunciato alla candidatura). Invece il candidato attuale, Bernardo, forse perché meno conosciuto, pare destinato alla sconfitta.

Insomma, la prossima tornata di elezioni amministrative, benché importante, non rappresenta un test affidabile sulle preferenze politiche degli italiani, nemmeno a livello locale. Tanto che, secondo i sondaggi attualmente disponibili, i candidati di centrosinistra sembrano prevalere – nella gran parte dei casi al ballottaggio – in quasi tutte le grandi città su quelli di centrodestra, malgrado le stesse ricerche mostrino come, considerando le preferenze politiche dell’elettorato italiano nel suo complesso, il centrodestra sia in (abbastanza largo) vantaggio. Certo, come abbiamo sottolineato anche su queste pagine, le ricerche di opinione vanno considerate con cautela perché molti elettori fanno la loro scelta all’ultimo momento, sulla base della campagna elettorale. E, come ormai accade sempre, il numero degli indecisi è cospicuo. Ma il dato è indicativo della difformità tra le preferenze alle elezioni amministrative e quelle politiche.

D’altra parte, questa differenza – e, specialmente, il prevalere del centrosinistra nelle città più grandi – è un fatto comune a molti altri paesi europei. Il centrosinistra ha vinto a Parigi, Londra e anche Budapest e Varsavia e perfino ad Istanbul (che, come si sa, è in Europa solo per metà). La sola eccezione sembra sia quella di Madrid.
È insomma un dato acquisito – su cui occorrerebbe una riflessione pacata e approfondita – che il centrosinistra ottenga risultati migliori nelle elezioni per il sindaco dei centri più grandi, mentre il centrodestra appaia avere più successo nelle zone non urbane. Ma, anche se non rappresentative degli orientamenti politici nazionali, gli esiti della tornata elettorale di ottobre avranno comunque delle conseguenze sugli equilibri politici attualmente esistenti a livello nazionale. Più su quelli interni alle singole forze politiche che sulla compagine governativa.

In particolare, è probabile che – se quanto asseriscono oggi i sondaggi si realizzerà – Letta (che vincerà probabilmente anche le elezioni suppletive a Siena che lo riguardano personalmente e gli consentiranno di sedere in Parlamento) risulterà rafforzato all’interno del Pd e quindi sarà incoraggiato a proseguire con la linea di condotta attuale, anche se essa non sembra venire premiata dagli elettori quando vengono interrogati sulle loro intenzioni di voto a livello nazionale. Dall’altro canto, la probabile sconfitta del “suo” candidato a Milano può in qualche misura sfavorire Salvini, specie nella sua competizione con la componente “governativa” all’interno della Lega e, naturalmente, nella sua incessante “gara” con Giorgia Meloni. Molto dipenderà anche dal numero di voti che conquisteranno rispettivamente la Lega e Fratelli d’Italia.

Un eventuale indebolimento di Salvini potrebbe rafforzare anche la posizione di Berlusconi (per il quale, secondo gli ultimi sondaggi, i consensi sembrerebbero in ascesa) che, come si sa, ha assunto di recente posizioni assai diverse dal Capitano, ad esempio sul Greenpass. E questo potrebbe influire nel confronto sulla federazione delle forze di centrodestra, di cui si riparlerà dopo le elezioni, anche sulla base dei risultati di queste ultime. Al tempo stesso, se a Roma Michetti dovesse essere davvero sconfitto al ballottaggio da Gualtieri (come sostengono fino ad oggi i sondaggi), la stessa Meloni subirebbe una sconfitta proprio nella sua città. Ma poi tutto probabilmente riprenderà il suo corso, senza grandi mutamenti nello scenario politico, in vista della prossima scadenza, questa sì decisiva: l’elezione del Presidente della Repubblica.

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