Elezioni, ecco i programmi di centrosinistra, centrodestra e terzo polo per convincere gli elettori

Elezioni di settembre. Tutti contro tutti. Le turbolenze per il varo delle Liste sono tutt’altro che finite. Ogni leader ha prima di tutto blindato i suoi fedelissimi – da Letta a Conte –  e la bufera degli esclusi (più o meno eccellenti) tarda a placarsi.

Ora la parola passa ai programmi. O almeno si spera. C’è un buon 40%, dicono i sondaggi, che brancola nel buio, è confuso, che non sa a chi dare il suo voto. Ammesso che vada alle urne. Allora, cari candidati, spiegate. Queste le posizioni di partenza.

CENTROSINISTRA

Programma frutto dì quattro schieramenti. Il Pd di Letta, Europa verde di Bonelli e Eleonora Evi con la Sinistra italiana di Fratoianni, Impegno civico di Tabacci e Di Maio, e + Europa del tandem Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. Punti di forza: ius scholae, DDL Zan, no alla flat tax e alla revisione del Pnrr, sì Reinvece al Superbonus e al fine vita. E poi  la cannabis va depenalizzata.

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Tutto da discutere il blocco navale per frenare l’immigrazione illegale. Il governo Gentiloni ci aveva provato cinque anni fa. Prodi ancora prima. E poi: tassare le successioni dei milionari per finanziare i giovani, puntare verso la transizione ecologica, contrastare il lavoro precario, ridurre l’IRAP. Ape sociale e prepensionamento per i lavoratori precoci.

CENTRODESTRA

Anche qui quattro schieramenti per le elezioni: Meloni, Lega, Forza Italia e  Noi moderati. Quest’ultimo è di fatto una lista unica che raggruppa i centristi di Centrodestra. Cioè: UDC, Coraggio Italia di Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia ) e Noi con l’Italia di Maurizio Lupi, già ministro con i governi Letta e Renzi, successore di Corrado Passera.

Programma che fa leva su temi arcinoti come il blocco navale, correggere il reddito di cittadinanza, si al nucleare e alla separazione delle carriere dei magistrati nonché alla inappellabilità delle sentenze. E un no secco alla patrimoniale. Ancora: cancellare il reddito di cittadinanza e la Fornero, detassare il lavoro,  flat tax, pensioni minime a 1.000 euro, piantare ogni anno un milione di alberi, dentista gratuito per gli anziani indigenti.

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E tanta sicurezza (più forze dell’ordine, più Sanità, più decoro nelle città).

TERZO POLO ALLE ELEZIONI

Renzi e Calenda. Con Maria Elena Boschi, Elena Bonetti, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna. Sintetizzabile così: ripartire da Draghi. Quindi Nucleare, un bel taglio al reddito di cittadinanza. Presentato un programma che innerverà un partito liberal-democratico, riformista e liberale. Cavallo di battaglia: una mensilità in più ai lavoratori. Più che un programma è l’agenda Draghi. Dunque sì all’invio di armi in Ucraina, allo ius scholae, ai rigassificatori, al salario minimo, al fine vita, al nucleare. Un bel no al presidenzialismo,  flat tax, Superbonus, reddito di cittadinanza, patrimoniale, blocco navale, revisione del Pnrr.

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