‘Elezioni politiche 2022, diretta oggi 8 agosto. Calenda: ‘La coalizione del Pd è fatta per perdere’, Meloni: ‘Premier sarò io se Fdi …

Elezioni politiche 2022, diretta oggi 8 agosto: il Pd cerca di reagire allo strappo di Carlo Calenda, il centrodestra punta a smussare gli angoli del programma su temi come l’mmigrazione non ancora condivisi in pieno.

Calenda e il terzo polo con Renzi

Ore 13.10 Terzo polo con Renzi? «Io in questo momento sto lavorando a una cosa sola, a costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del reddito di cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’italia». E ancora:  «Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo. E io ho detto a Letta, se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda intervistato al Tg5.

Liberi di scegliere, aumentano le adesioni

Ore 12.30 A pochi giorni dalla presentazione del manifesto dei cento costituzionalisti e giuristi contro la denigrazione degli avversari, arrivano ulteriori adesioni. Altri settanta cattedratici, infatti, hanno deciso di sottoscrivere l’appello ‘Liberi di scegliere’ per una campagna elettorale all’insegna ‘del rispetto, della pari dignità, della solidarietà politica e della responsabilità’». È quanto si legge in un comunicato. «Agli autorevoli nomi che già avevano aderito al manifesto, tra i quali Antonio Baldassare, Franco Bassanini, Luciano Violante, Felice Giuffre, Francesco Alberoni, Enzo Cheli, Paola Balducci, adesso si sono aggiunti tra gli altri Giuseppe de Vergottini (già ordinario di diritto Costituzionale, Università di Bologna), Alessandro Pajano (presidente emerito del Consiglio di Stato e già Segretario generale della Presidenza del Consiglio), Giovanni Tria (Ordinario di Economia Politica Università Tor Vergata e già ministro dell’Economia), Andrea Crisanti (Ordinario di Microbiologia, Università di Padova), Federico Carli, docente di Economia pubblica e politica economica, Università LUISS-Guido Carli, presidente Associazione Guido Carli), Giampaolo Galli (docente di Economia Politica e direttore dell’Osservatorio dei Conti pubblici presso Università Cattolica Sacro Cuore, Milano), Mauro Mazza (Giornalista, già direttore Tg2 e Rai1), Gianpaolo Rossi (già consigliere d’amministrazione Rai), Antonino Provenzano (ambasciatore), Ugo Patroni Griffi (Ordinario di Diritto Costituzionale, Università Vanvitelli Napoli e Direttore CIRB Centro interuniversitario di Ricerca bioetica)». «Si tratta di esponenti di diversi orientamenti politici accomunati dal desiderio di ricondurre ad un clima di solidarietà e responsabilità una campagna elettorale iniziata nel peggiore dei modi e che vede ogni giorno di più degenerare, anche attraverso la diffusione di false notizie e dossier che -conclude la nota- rischiano di confondere gli elettori e di avvelenare i pozzi della democrazia».

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Lupi: «Centrosinistra cerca di creare il mostro, ma non ci riesce»

Ore 11.45 «La spaccatura di Calenda ha scoperchiato un vaso di Pandora nel centrosinistra. Intanto è emersa una verità chiara e lampante: a far cadere Draghi è stato Conte. Ma, soprattutto, si svela il bluff della presunta emergenza democratica in caso di vittoria del centrodestra: a sinistra stanno cercando di creare il ‘mostro’, unico collante di forze incompatibili tra loro per programmi e idee, ma non ci riescono perché è una tesi talmente ridicola da non convincere neanche i leader che dovrebbero promuoverla. Calenda, inoltre, firmando e stracciando in tre giorni un accordo politico strategico, mostra tutta la sua inaffidabilità. Se questo è il grande centro… auguri. Il centrodestra, invece, ha una visione ed un progetto comune per rilanciare l’Italia da qui al 2027, che mette la persona al centro dell’azione politica e di governo. Per questo, più che parlare dello strappo di Calenda, preferiamo confrontarci sui temi, a rafforzare il trinomio impresa, lavoro, stipendi e mettere al centro delle politiche scuola, famiglia e sanità». Lo afferma in una nota il presidente di Noi con l’Italia Maurizio Lupi.

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Meloni: «Premier sarò io se Fdi prende più voti»

Ore 11  «Le regole si conoscono. A differenza di quello che piace molto alla stampa, non farò la campagna elettorale parlando di nomi, premier e ministri. Le regole si conoscono nel centro-destra. Il partito che prende più voti in una coalizione propone al presidente del consiglio la figura che dovrebbe essere indicata che vorrebbe fosse indicata come premier. Spetta al presidente della Repubblica. Il nome sono io, perché non dovrebbe esserlo? La cosa che non capisco è: perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fratelli d’Italia voti in quest’ottica». Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Rtl

Salvini: «Penso che vinceremo»

Ore 10.50 «Ci aspettano mesi difficili, voglio essere assolutamente chiaro, penso che vinceremo le elezioni, che la Lega vincerà con il centrodestra le elezioni, ma non è che dal giorno dopo tutti saranno più belli, ricchi, simpatici e fortunati». Così Matteo Salvini, ospite di Radio Montecarlo.

Conte: «No a nuova alleanza con il Pd»

Ore 9.50 «Noi nelle ammucchiate non entriamo». Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte a Morning news su Canale5, parlando di un possibile ritorno all’alleanza con il Pd dopo lo strappo di Calenda. Porte chiuse quindi? «Il Pd si è chiuso le porte da solo, si è messo in imbarazzo da solo – insiste Conte – il M5s stelle non chiude le porte a quelle forze politiche e alle parti sane del paese che vogliono perseguire una agenda sociale vera e una transizione ecologica vera. Noi oggi non siamo stizziti, abbiamo constatato che con il Pd non c’era un progetto sociale adeguato».

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Meloni: «Calenda ha fatto un calcolo elettorale»

Ore 9.05 «Banalmente siamo davanti a un calcolo elettorale. Stiamo assistendo a un balletto tragicomico». Lo ha detto la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, ospite di «Non Stop news» su Rtl 102.5, commentando il ‘divorziò elettorale tra Pd e Azione. «Da una parte c’è la telenovela, dall’altra parte il centrodestra è già parecchio avanti con la stesura del programma. Il centrodestra è una coalizione che ci ha messo mezzora a trovare delle soluzioni. Noi stiamo insieme per scelta, dall’altra parte l’unica idea condivisa è ‘battiamo la destra’».

Zingaretti e il tradimento di Calenda

Ore 8.50 «Calenda ha tradito in primo luogo i suoi potenziali elettori. Perché sono giorni che dice Draghi, dice che è contro Putin, dice che crede nell’Europa e ora avvantaggia la destra che è contro Draghi, filo Putin e spesso anti euro. Io penso sia un modo di fare confuso ed inaffidabile e il Pd ha davvero fatto di tutto e si conferma come la forza più vera e coerente.». Lo dice al Gr1il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. 

Calenda: «La coalizione del Pd è fatta per perdere»

Ore 7.10  «È una delle decisioni più sofferte – ha detto – ma non intendo andare avanti con questa alleanza». A fargli cambiare idea, ha spiegato, è stata l’aggiunta dei «pezzi stonati», cioè gli accordi che Letta ha stretto sia con Sinistra Italiana e Verdi sia con Luigi Di Maio e Bruno Tabacci. Una giustificazione che ha fatto infuriare il Pd: «Onore è rispettare la parola data. Il resto è populismo d’élite». Perché – ricordano i dem – quando è stato siglato quell’accordo con Azione, era inteso che ci sarebbero stati patti anche con le altre forze. Per Calenda, però, la coalizione del Pd «è fatta per perdere. C’era l’opportunità di farne una per vincere. La scelta è stata del Pd, sono deluso».

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