Elezioni politiche 2022, Toti si offre a Berlusconi: io nasco nel centrodestra

Pierpaolo La Rosa

Un programma, articolato in dodici punti, con l’obiettivo di aprire un confronto con le altre forze politiche in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. È un’agenda ambiziosa, quella presentata ieri in conferenza stampa, alla Camera, dal presidente di Italia al centro, Giovanni Toti, e dal coordinatore nazionale, Gaetano Quagliariello. «Io nasco nel mondo di centrodestra e governo una Regione di centrodestra. Vorrei che il Paese fosse governato come è governata la mia Liguria, ovvero che si facciano le cose, si costruiscano i ponti in un anno o poco più, si aprano i cantieri, che si facciano le grandi opere. Vorrei che la smettessero con le manifestazioni sui rigassificatori. Vorrei vedere tanti termovalorizzatori nelle nostre città al posto dei cumuli di rifiuti. Continueremo a chiedere di confrontarci con i programmi e siamo disponibili a farlo con gli amici di centrodestra. Mi pare che le coalizioni siano ancora in una situazione nebulosa. Io non ho ancora iniziato a parlarne con nessuno», afferma il governatore della Liguria che rimanda alla prossima settimana per una decisione sul delicato nodo delle alleanze.

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Un cenno, poi, al Patto repubblicano di Calenda-Bonino. «Non ho capito francamente come si strutturerà quell’offerta politica», segnala sempre Toti. Chi, invece, è convinto che Italia al centro si presenterà inseme al centrodestra è proprio il segretario di Azione, Carlo Calenda. «Con Toti continuo a parlare, ma ha già fatto l’accordo con il centrodestra, come è noto a chiunque frequenti qualunque antro della politica italiana. Mi dispiace perché avevo capito che fosse un sostenitore di Draghi. Poi se cambia idea, porte spalancate», osserva l’ex ministro dello Sviluppo economico. Dal canto suo, il presidente della regione Liguria non esclude del tutto neppure una corsa in solitaria, anche se ammette che andare da soli «sarebbe un esercizio di pura testimonianza». Quanto all’agenda, si passa dalla collocazione dell’Italia «nell’Occidente euro-atlantico, senza se e senza ma» alla diversificazione delle fonti energetiche, dall’adeguamento delle infrastrutture materiali ed immateriali alla pace fiscale con i contribuenti. Ed ancora, stop alle distorsioni del superbonus e del reddito di cittadinanza, sì alla transizione ecologica, no alla transizione ideologica, avanti con le liberalizzazioni e con una riforma semipresidenziale sul modello francese.
 

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