Elisabetta Fabri, Starhotels: «Hanno priorità diverse, ma ai giovani dico: lavorare in albergo è un teatro meraviglioso»



Elisabetta Fabri è presidente e amministratore delegato del gruppo Starhotels.

Presidente, il turismo vola ai livelli pre pandemia ma le imprese continuano ad avere difficoltà a trovare personale.


«La pandemia ha modificato le consuetudini, le priorità e in alcuni casi gli stili di vita. Penso che sia un fenomeno dovuto ad un insieme di cause che si sono manifestate contemporaneamente, la riscoperta del tempo libero, della famiglia, della libertà».

Anche l’ospitalità di lusso non riesce a reperire addetti. È un problema di mentalità, di formazione o di stipendi troppo bassi?

«Il problema ha ragioni articolate, non solo legate a stipendi talvolta sotto le attese: per la maggior parte dei casi l’ostacolo è rappresentato dal sistema di turnazione che il lavoro in albergo richiede, o dall’impossibilità in certi ruoli di usufruire del lavoro flessibile. Ma molti sono felici di esser potuti tornare a lavorare nel meraviglioso teatro che è l’albergo. La difficoltà maggiore è nel reperire segretari di ricevimento, facchini, cameriere ai piani, camerieri di sala, personale di cucina. La nostra azienda ha sempre tutelato il valore etico ed economico del lavoro, garantendo forme contrattuali stabili e stipendi adeguati, spesso superiori alla media, valorizzando i giovani talenti. Su questi, in particolare, investiamo con grande entusiasmo. Così diventano essi stessi ambassador dell’azienda nell’attrarre nuovi candidati, dando consistenza al valore aggiunto di lavorare in Starhotels. Non è un caso se lo studio dell’Istituto Tedesco di Qualità ITQF sui Best Employers in Italia ci ha premiato come miglior datore di lavoro nel settore alberghiero».

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Cosa possono fare le istituzioni per aiutare a risolvere questo problema?

«È necessario fare sistema e lavorare insieme al governo, alle Regioni ed alle imprese per dare attrattività al mondo dell’hospitality e del turismo e ridare slancio al mercato del lavoro nel settore. Le misure da applicare sono soprattutto la riduzione del cuneo fiscale, maggiori agevolazioni per il welfare, incentivazione alle aziende virtuose che assumono risorse giovani anche inesperte ma con la giusta attitudine, dando supporto concreto agli aspetti formativi. Si dovrebbe ripartire da un’offerta formativa più strutturata e agile in dialogo con le imprese, per assicurare agli studenti percorsi di carriera concreti, dinamici e stimolanti, mentre gli istituti superiori dovrebbero avvicinarsi ad un sistema scuola-lavoro».

Avete una «academy» interna o iniziative simili?

«In Starhotels valorizziamo da sempre le risorse femminili: nel mercato del lavoro le donne, insieme ai giovani, hanno il potenziale di crescita più promettente per il Paese. Per questo nell’ultimo anno abbiamo ridato linfa ad un’iniziativa che già da tempo avevamo intrapreso e che ora si è concretizzata in “Un futuro da Star per 10 donne manager”, finalizzata alla crescita professionale di talenti femminili. Le supportiamo nella formazione affiancandole a tutor nei vari reparti e le accompagniamo in un percorso di 3-5 anni, che culmina col raggiungimento di ruoli di responsabilità e prestigio nell’azienda, in Italia e all’estero, incluse le direzioni dei nostri alberghi».

Cosa direbbe a famiglie e ragazzi per spiegare le opportunità di lavorare nel turismo e nell’ospitalità?

«Ai ragazzi direi che lavorando in questo settore hanno l’opportunità di vivere in contesti dinamici e variegati, con l’opportunità di incontrare persone di diversa provenienza e cultura, allargando i propri orizzonti. Inoltre, il turismo è uno dei settori che ha trainato maggiormente la ripresa economica e di conseguenza offre anche in questo senso ottime opportunità presenti e future, senza contare che da sempre chi lavora nel nostro settore si può ricollocare facilmente in altre regioni e paesi. Consiglierei poi ai più giovani di valutare anche le opportunità di stage, un’occasione per scoprire il mondo dell’ospitalità».

«Il nostro progetto di mecenatismo contemporaneo, La Grande Bellezza, nasce nel 2019 per dare valore e sostegno all’alto artigianato italiano. Grazie a questa iniziativa, anche con il supporto di partner quali il fiorentino OmA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, coinvolgiamo gli artigiani in progetti legati ai nostri hotel, creando così opportunità di lavoro. Per i talenti dell’artigianato italiano abbiamo ideato il Premio Starhotels, con un riconoscimento in denaro a chi si distingue nella creazioni di opere inedite».

Il turismo è ripartito: davvero nulla è cambiato dopo la pandemia?

«Molto è cambiato. Oggi c’è una maggiore ricerca di autenticità. Si preferisce sempre più spesso un’ospitalità riservata, servizi personalizzati e spazi dedicati. Siamo stati reattivi nell’adattare la nostra offerta ai nuovi trend. Il segmento luxury e leisure, in particolare, sono quelli che sono ripartiti prima, dando ragione alla nostra strategia aziendale di puntare in questa direzione».

«Il 2022 è l’anno di vera ripresa per il turismo. Le prenotazioni da aprile hanno ripreso a correre, grazie soprattutto ad alcuni mercati chiave per Starhotels come quello Usa, italiano ed europeo. Da primavera in poi la crescita è stata costante, con una clientela high spending. Il turismo è il motore della ripresa economica. Confidiamo di superare i livelli di fatturato pre-pandemia. Al netto di eventi che potrebbero influenzare gli equilibri globali per il 2023 ci aspettiamo una crescita ulteriore con un cambio di mix nella provenienza della clientela».

Il gruppo si è aperto al business degli appartamenti, anche a Firenze con l’ex teatro Comunale. Cosa porta questo alla città?

«L’apertura al business degli appartamenti ed al modello contrattuale dei management agreement conferma la nostra capacità di cogliere e valorizzare al massimo le molte angolazioni del fare ospitalità. Il progetto de Il Teatro Luxury Apartments ci rende molto orgogliosi: 156 appartamenti, la cui gestione è stata affidata da Hines e Blu Noble a Starhotels, situati nell’area precedentemente occupata da circa un secolo dal Teatro Comunale. Il progetto più ampio di riqualificazione dell’area sviluppato da Hines ha come primario obiettivo non solo quello di valorizzare l’immobile, luogo simbolo della storia fiorentina, ma anche l’area circostante, dove verrà sviluppata una nuova piazza che migliorerà la vivibilità dell’area anche per i residenti, con la realizzazione di posti auto riservati, aree dedicate ai bambini e al co-working, un centro benessere ed un’attività di ristorazione, servizi aperti a tutta la comunità.

3 ottobre 2022 | 11:24

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