Elly Schlein: “Andrò nei luoghi di confine, sono certa che si possa vincere”

Elly Schlein è la vicepresidente della regione Emilia-Romagna, candidata come indipendente nelle liste del Pd. Trentasette anni, ex europarlamentare, un’antica esperienza tra i dem quando, nel 2013, fu tra i fondatori del movimento OccupyPd che contestava la linea del partito.

Sono passati quasi dieci anni e lei e il Pd vi siete ritrovati…

«Non è stata una repentina ricucitura. Ho accettato la candidatura da indipendente dopo un percorso di partecipazione sui temi che ci ha portato a riallacciare i fili con mondi con cui c’era stata una rottura».

Oggi il segretario dem Enrico Letta dice che lei «rappresenta una nuova generazione» del centrosinistra.

«Il programma progressista che abbiamo presentato è quello in cui una persona come me, di sinistra, ecologista e femminista, si può riconoscere».

Lei non è l’unico volto di questa «nuova generazione» in lista col Pd. Ma ci sono stati incidenti: Raffaele La Regina si è ritirato per un post su Israele, altri candidati sono stati presi di mira dalla destra…

«Agli elettori interessa molto di più cosa proponiamo. Sa perché si è tanto parlato delle nostre liste? Semplicemente perché gli altri, a differenza nostra, non le facevano alla luce del sole. Vedremo ora che le hanno presentate».

Resta che ci sono state molte polemiche. Come le giudica?

«Do la mia piena solidarietà ai candidati finiti nel mirino, per vecchi tweet e posizioni già chiarite. Non è Giorgia Meloni a poterci dare lezioni di etica social, lei che ha postato le immagini di uno stupro per campagna elettorale».

Meloni accusa voi di non aver dato solidarietà alla vittima. È così?

«Quando c’è un crimine così grave, la prima cosa è il pieno supporto alla vittima da parte delle istituzioni: cosa che è arrivata subito dalla sindaca Tarasconi. Ma condividere questo video è gravissimo, da chiunque venga: che lo faccia lei, in campagna elettorale, è pure peggio. Tutti devono rimuovere quel video. E Meloni dimostra di non essere una candidatura femminista».

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In che senso?

«Una leader femminista cerca di emancipare e difendere i diritti delle altre donne. Ieri Meloni ha perso un’occasione per dimostrare rispetto per la vittima, è stata una irresponsabile».

Ieri c’è stata una polemica accesa tra Letta e Meloni anche sull’uso del termine «devianze», intese da FdI anche come disturbi quali la bulimia o l’anoressia. Che ne pensa?

«Chi definisce obesità, anoressia, ritiro sociale come devianza non sa di che parla e dovrebbe scusarsi con chi ne soffre. In Regione abbiamo sentito proposte da 2000 giovani: la prima era più supporto psicologico nelle scuole».

Lei parla molto di giovani e donne, ma basta candidare un po’ di giovani e donne per rappresentarli?

«Bisogna ascoltarli, e a partire dalle Agorà democratiche abbiamo scritto un programma che parla di contrasto alla precarietà, alle disuguaglianze, alla crisi climatica su cui si sono tanto mobilitati. Il nostro piano giovani nasce da lì e mette al centro la garanzia di una pensione per chi ha carriere discontinue e l’abolizione degli stage gratuiti».

E per i diritti delle donne?

«Vogliamo introdurre novità fondamentali come il congedo paritario. Meloni dice “io sono per il merito, chi è meglio avanza, sia uomo o donna”: ma come fai a dire “chi è meglio avanza” se non sono uguali le condizioni di partenza? La destra parla di un Paese che non c’è, ha paura di cose scontate come lo ius scholae».

La cittadinanza per chi compie un ciclo di studi in Italia, che il centrosinistra propone da tempo senza successo.

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«Io ho mamma italiana e papà americano, sono nata e cresciuta in Svizzera. Grazie allo ius sanguinis, sono italiana. Non le sembra che vieppiù la cittadinanza vada data a chi è nato e cresciuto in Italia?».

Schlein, lei propone temi importanti come i diritti. Ma forse il messaggio della destra è più diretto: meno tasse.

«La questione della tassazione ha svelato il vero volto della destra. Abolire il reddito di cittadinanza e introdurre la flat tax: cioè l’idea di base è che la povertà è una colpa individuale, non un problema sociale. Le tasse abbassate ai ricchi le pagano i poveri che perdono servizi. Invece il principio corretto è già in Costituzione ed è la progressività: chi ha di più deve dare di più».

Perché la destra è così forte?

«La destra è abilissima a puntare il dito in basso, verso chi sta peggio, e farne un capro espiatorio. Ma siamo ancora in grado di recuperare e vincere. Mi è già capitato di vederlo, quando andai a fare la volontaria per la campagna di Obama. Certo, in questi dieci anni il centrosinistra ha fatto errori, ma si può recuperare. Se non lo credessi non mi sarei candidata».

Intanto però ieri si è rotta la coalizione Pd-M5S anche in Sicilia…

«Sono rammaricata e mi auguro un ripensamento, soprattutto per le decine di migliaia di persone che hanno votato alle primarie regionali».

Nella campagna delle Regionali divenne celebre un video in cui incalzava Salvini, incontrato casualmente a Bologna. Come farà questa campagna elettorale?

«È la prima che faccio senza preferenze, ma la farò allo stesso modo: strada per strada, nei luoghi di confine, anche dove ti prendono a male parole. Saremo i più grandi avversari della paura del futuro delle persone, cercheremo di parlare con loro e capire i loro bisogni».

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Un lavoro che evidentemente il centrosinistra non fa da tempo, se tutte le mappe danno come sicuri solo il centro di qualche grande città: la sinistra Ztl, vi chiamano.

«Vanno rimesse al centro tutte le disuguaglianze. Quelle sociali ma anche territoriali: in Emilia-Romagna lo stiamo già facendo, il bando per acquistare e ristrutturare case montane ha ricevuto sei volte tanto di richieste rispetto ai soldi che avevamo stanziato all’inizio. Da destra invece sento solo parole e non fatti concreti».

Cosa la spaventa della destra?

«Non mi spaventa ma mi preoccupa: ha una visione del mondo sbagliata, e ha come riferimenti politici Trump, Orban, il Pis polacco. E non basta un video di due minuti per smarcarsi dal fascismo, quando rivendichi con orgoglio la fiamma nel simbolo».

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