Evasione dell’Iva e finte operazioni nel Salernitano: professionisti coinvolti

I finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Dda, nei confronti di 7 persone, due destinatarie della custodia cautelare in carcere, una posta agli arresti domiciliari e 4 destinatarie del divieto temporaneo di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese, indagate a vario titolo di evasione dell’Iva, emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio, con l’aggravante, per due degli indagati, della finalità di agevolazione del gruppo Moccia di Afragola. Contestualmente è stato eseguito il sequestro di denaro e beni per circa 20 milioni di euro, ritenuti frutto delle frodi fiscali.

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Secondo l’ipotesi accusatoria, il sistema di frode era finalizzato a evadere l’Iva sfruttando società «cartiere» di cui beneficiavano anche organizzazioni criminali di stampo camorristico. In particolare venivano utilizzate «lettere di intento» ideologicamente false al fine di far acquisire alle società cartiere la qualifica di esportatore abituale, presupposto per l’acquisto di carburante in regime di esenzione Iva.

Nel corso degli accertamenti sono stati tracciati i flussi finanziari dei conti correnti delle società cartiere, giungendo così ad individuarne i soggetti ritenuti effettivi beneficiari ed organizzatori del meccanismo fraudolento.Si è così risaliti ai nominativi di aziende e persone già coinvolte in un analogo filone investigativo condotto dalle procure di Roma e Napoli, dai quali è emersa l’esistenza di un sistema ruotante attorno ad una associazione a delinquere con fulcro nell’attività di una società romana esercente commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, sistema che vedeva direttamente coinvolti esponenti del clan. Nel meccanismo fraudolento risulterebbero coinvolti professionisti salernitani e dell’agro nocerino-sarnese che si sarebbero occupati degli adempimenti fiscali e societari strumentali alla realizzazione delle frodi. Contestualmente all’esecuzione del provvedimento cautelare, la Procura di Salerno ha depositato appello al Tribunale del Riesame contro il provvedimento nella parte in cui è stata ritenuta insussistente l’aggravante dell’agevolazione mafiosa per tre degli indagati, comunque raggiunti da misura cautelare.

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