Fdi in Veneto, il sondaggio del sorpasso: Siamo noi la voce delle imprese

Mentre dentro la Lega montano i malumori, nello scontento generale della compilazione delle liste elettorali, Fratelli d’Italia si gode la scena e prepara il sorpasso.


Più voti della Lega

Nella base militante del Carroccio addirittura c’è chi medita di votare i nemici-amici meloniani, un po’ per disaffezione, un po’ per delusione, un po’ anche per dare una lezione a chi, imponendo decisioni sui listini, ha falciato nomi e territori. Chi sa ascoltare le voci delle città e delle periferie, se n’è accorto. Negli ambienti politici gira anche un sondaggio di cui tutti hanno sentito parlare ma che rimane custodito nei cassetti più segreti. Lì, nero su bianco, ci sarebbe scritto che per la prima volta – e sarebbe clamoroso – Fratelli d’Italia prenderebbe in Veneto più voti della Lega. Nella terra del 70% al governatore Zaia, del 49% alle europee 2019, del 32% alle politiche del 2018, il Carroccio tornerebbe in una forbice calcolata fra il 20 e il 22%. E Fdi, sempre secondo questo sondaggio della scorsa settimana (quindi prima della compilazione delle liste) che fa tremare i leghisti, avrebbe un punto e mezzo in più: una rivoluzione. Ne gira anche un altro, elaborato dal’Istituto Noto su tutte le regioni d’Italia, con una suddivisione per collegi: sembra perfino esagerato perché Fdi otterrebbe, in quelli Veneti alla Camera, fra il 28 e il 35%, e la Lega fra il 19 e il 22%. Ma è l’altro a generare curiosità, quel punto e mezzo che sembra molto, molto vicino alla realtà.

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Lavoro e crescita

Nel frattempo, Fdi si prepara alla campagna elettorale sapendo di avere tutti i riflettori puntati. E cambia pelle: la strategia comunicativa non parte più da sicurezza e immigrazione, legati agli esordi del partito, ma dalle ragioni del lavoro e della crescita. «La priorità è far ripartire la nazione attraverso le sue imprese, soprattutto in una regione come il Veneto fatta di tante piccole e medie attività, ossatura della società e modello di sviluppo – afferma il coordinatore regionale Luca De Carlo -. Fdi parla la lingua dell’Italia che produce e che lavora. Non siamo cambiati, è ciò che ci circonda che è mutato, la gente ci chiede di pensare prima alle fasce deboli, alle aziende. Non a ius soli, ddl Zan, o a chi riceve il reddito di cittadinanza e rimane sul divano. I soldi vanno dati a chi ne ha bisogno». I «fratelli» parlano già da esponenti di governo. Candidato all’uninominale, come De Carlo, è il consigliere regionale Raffaele Speranzon, fedelissimo meloniano in Veneto: «Una forza politica radicata come Fdi deve difendere gli interessi delle imprese e delle famiglie, eliminando ogni possibile ostacolo alla crescita, alla produttività e alla creatività. I nostri interlocutori, oggi, sono le imprese». E i cari temi dell’immigrazione e della sicurezza? «La sicurezza è sinonimo di libertà – rimarca Speranzon -, non è di destra o di sinistra. E dobbiamo contrastare l’immigrazione incontrollata che crea conflitti sociali e business illegali».

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Tre capisaldi

Del programma del partito per le politiche del lavoro si è occupata Elena Donazzan, assessore regionale: «I capisaldi del nostro programma sono tre. L’interesse nazionale, dentro l’Europa mediterranea e nel patto atlantista. Il sistema produttivo, per dare risposte alle imprese che sono il motore del Nord, con una vocazione “produttivista”, per usare la definizione di Meloni. Il Veneto, in questo, è un modello culturale. E le politiche per la famiglia e per la vita». Silvio Giovine, assessore vicentino e candidato, rimarca che «le azioni da mettere in campo subito riguardano il lavoro, l’economia, l’abolizione del reddito di cittadinanza da sostituire con premialità per le aziende che decidono di assumere, la riduzione delle tasse sul lavoro, ma anche la revisione del Pnr, concepito prima del conflitto in Europa». Il senatore Adolfo Urso, citando per prime «demografia ed economia» chiede che l’attenzione venga destinata fin da subito, ai rincari energetici, «servono azioni concrete e immediate». Interessi collettivi e niente proteste. Fratelli d’Italia ha cambiato pelle, anche in Veneto.

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26 agosto 2022 (modifica il 26 agosto 2022 | 08:08)

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