Fedez contro il Vaticano sul ddl Zan e il Concordato: “Pagate le tasse arretrate sugli immobili”

Dopo le prime notizie sulla messa in discussione del ddl Zan da parte della Santa Sede arriva l’invettiva di Fedez contro il Vaticano. Il rapper e imprenditore milanese, dopo aver festeggiato il disco d’oro di Mille, ha ripreso la parola sul disegno di legge contro l’omolesbotransbifobia in una serie di stories pubblicate su Instagram.

Il Vaticano sul ddl Zan

La segreteria di Stato vaticana ha chiesto all’Italia di rivedere il testo del ddl Zan attraverso una comunicazione di Richard Paul Gallagher. Secondo la Santa Sede questo disegno di legge violerebbe il Concordato. Si tratta di un accordo firmato nel 1984 dall’allora premier Bettino Craxi e il Vaticano in cui venivano sostituiti i Patti Lateranensi del 1929, siglati nei tempi della dittatura fascista di Benito Mussolini.

Nello specifico, il ddl Zan violerebbe i commi 1 e 3 dell’articolo 2 del Concordato. Sostanzialmente la Santa Sede parla di Concordato violato in quanto obbligherebbe le scuole cattoliche a partecipare alla Giornata Nazionale contro l’omofobia e violerebbe le libertà di espressione e di pensiero dei cattolici.

Il caso è stato ripreso da tutte le testate perché si tratterebbe della prima volta in cui il Vaticano mette bocca sulla legge italiana. Tanti i personaggi famosi che stanno commentando la vicenda, e tra loro troviamo Fedez.

Fedez contro il Vaticano

L’invettiva di Fedez contro il Vaticano trova luogo sia su Twitter che su Instagram. Chi ha memoria ricorda che non è la prima volta in cui il rapper si pronuncia sul ddl Zan. In passato si è più volte espresso sul tema, specialmente per dissare la Lega nella persona di Simone Pillon.

Il messaggio di Fedez riporta a galla la questione degli immobili della Santa Sede, del processo ai preti pedofili e, soprattutto, della laicità dello Stato. Ecco le parole di Fedez contro il Vaticano, un commento sul tema più caldo della giornata.

“Ma chi ca**o ha concordato il Concordato? Non avevamo concordato, amici del Vaticano, che ci davate delle tasse arretrate sugli immobili? L’UE aveva stimato 5 miliardini, avete perso il conto? Magari dateci quei soldini, ci servono per mandare avanti il Paese, poi potete rompere le p***e sulle leggi italiane. Siamo uno Stato laico. Voi potete metter becco sulle leggi italiane, ma quando in Italia viene sgamato uno di quei preti cui piace toccare i bambini, perché il pretino non viene processato secondo la legge italiana, bensì in Vaticano?

Io spero che il governo italiano si renda conto che ha tra le mani un’occasione incredibile: abolire un concordato anacronistico e rivendicare la laicità dello Stato“.

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