Gas, bolletta dimezzata ma solo in Basilicata: l’accordo della Regione con le società può essere replicato in altre regioni?

Bolletta del gas dimezzata. Sembra una battuta, o uno slogan da campagna elettorale, soprattutto in questo periodo in cui il prezzo dell’energia, e del gas in particolare, sfonda record su record. Eppure per qualcuno sta per diventare realtà: le famiglie residenti in Basilicata. Il “cadeau” arriva dalla giunta regionale che ha siglato un accordo con le principali società estrattive nel territorio: in cambio della proroga alle concessioni, dovranno rendere gratuita la fornitura di gas per le utenze domestiche e per le pubbliche amministrazioni regionali. Un meccanismo che in pratica azzera il costo in bolletta per la componente energia, lasciando a carico degli utenti le altre voci (oneri e costi di trasporto). E così la bolletta si dimezza.

L’accordo

La Regione Basilicata ha siglato un accordo con le società che estraggono gas dalla Val d’Agri, una vasta zona che attraversa le province di Potenza e Matera. Le società hanno ottenuto una proroga per proseguire le proprie attività estrattive, ma è stata introdotta una novità sul sistema che regola le compensazioni ambientali che le stesse società pagano alla regione come contropartita per l’utilizzo del territorio per le attività estrattive: stavolta il beneficio – equivalente a 160 milioni di gas all’anno – ricadrà direttamente sulle utenze che riceveranno il gas gratuitamente mentre in precedenza i fondi erano destinati per obiettivi.

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 I numeri

Il consumo annuo di gas in Basilicata è stimato intono ai 160 milioni di metri cubi. Eni e Shell, le principali società che si occupano delle attività estrattive nella Val d’Agri, garantiscono circa 200 milioni di metri cubi di gas all’anno.

La legge

In seguito all’accordo il presidente della Regione, Vito Bardi, ha firmato  la legge regionale denominata «Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano». La legge è stata pubblicata il 23 agosto scorso sul bollettino speciale della Regione.

I beneficiari

L’erogazione gratuita della componente energia del gas in bolletta spetta alle «utenze domestiche dei residenti nella Regione Basilicata, delle pubbliche amministrazioni regionali». Nello specifico potranno usufruirne i cittadini lucani che hanno in titolarità un pdr (punto di rilascio, ovvero un contatore) classificato per consumi familiari e non imprenditoriali. Gli utenti ‘business’ sono esclusi in modo tale da rendere sostenibile la misura e anche per evitare la configurazione di aiuti di Stato alle imprese.

Il meccanismo

In bolletta gli utenti  alla voce «spesa gas naturale» troveranno la cifra zero. I distributori a loro volta saranno rimborsati dalla regione, che utilizzerà i proventi derivanti dall’accordo sulle compensazioni siglato con le società estrattive. Le operazioni in fattura coinvolgeranno potenzialmente tutti i venditori operanti sul territorio, con riferimento a circa 181.000 punti di fornitura, corrispondenti a circa 160 milioni di metri cubi all’anno. La Regione sosterrà comunque una parte dei costi e ha previsto una copertura finanziaria di 60 milioni di euro per il 2022 e «un massimo di 200 milioni di euro per gli esercizi 2023 e 2024». L’agevolazione

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Quali bollette

L’attivazione effettiva dell’agevolazione è prevista a partire dai consumi di  ottobre 2022. La prima bolletta utile sarà quindi quella di inizio dicembre, relativa al bimestre ottobre-novembre. In questo momento non è prevista una data di termine. La Regione ha previsto fondi in bilancio a questo scopo anche per gli anni 2023-2024.

I controlli

La gratuità della componente gas naturale sarà accompagnata da un sistema di controllo per verificare i consumi di ciascun contatore gas installato presso le abitazioni dei cittadini della regione, non solo in tempo reale ma anche in un quadro storico-statistico, per evitare sprechi. Per gli utenti titolari di più di un contatore, l’agevolazione sarà concessa sull’abitazione principale.

 Gli esclusi

Oltre alle imprese, non potranno godere dei benefici i residenti che non utilizzano il gas come fonte energetica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda,  affidandosi a pellet, bomboloni e camini. Per costoro comunque sono previsti incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica o di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Le spese ammissibili saranno quelle per l’acquisto e l’installazione di collettori solari termici e relativi sistemi di accumulo e per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica. Il contributo sarà a fondo perduto e coprirà il cento per cento delle spese fino a cinquemila euro a utenza. Il contributo sarà concesso a sportello, attraverso una piattaforma telematica dedicata. Il bando per queste attività di compensazione dovrebbe essere pronto nelle prime settimane di settembre, ha fatto sapere la Regione.

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Il ripopolamento

Oltre all’obiettivo di aiutare le famiglie attenuando gli effetti negativi della crisi energetica, la legge regionale si pone anche l’obiettivo  di «supportare il processo di ripopolamento del territorio lucano», evitare la migrazione dei giovani e  promuovere il ritorno in Basilicata di persone che sono emigrate in altre regioni o all’estero.

Apripista

La soluzione «gas gratis» in Basilicata è la prima del genere in Italia. Adesso però in tanti si chiedono: è replicabile anche in altre regioni? La risposta non è semplice. Nulla vieta però ad altre regioni italiane ricche di gas nel sottosuolo anche marino, di copiare l’idea. In Italia ci sono giacimenti di gas di fronte alle coste dell’Emilia Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo, del Molise. Ci sono pozzi in Puglia, Toscana, Calabria, nel Canale di Sicilia, nel fondale dello Ionio e nella zona nord-ovest della Sardegna. Complessivamente sono 1298 i pozzi presenti in Italia (750 non operativi).

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