Governo, Dl Aiuti: Camera conferma la fiducia al governo con 410 sì. In 31 del M5s non votano

Dopo le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti, ora è in corso in Aula alla Camerala chiama per appello nominale dei deputati. Il voto finale sul provvedimento si terrà lunedì. «Ok la fiducia al Governo, vogliamo collaborare: voteremo la fiducia alla Camera, al Senato vedremo» afferma il leader del M5s Giuseppe Conte. «Noi vogliamo collaborare con il governo – ha aggiunto Conte – e ieri abbiamo portato un documento con le priorità dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Quindi c’è la disponibilità, la volontà ma anche l’urgenza che si facciano quelle cose che sono importanti». Per quanto riguarda invece il voto finale del testo alla Camera, «sono misure che abbiamo invocato a gran voce, e alcune le abbiamo direttamente suggerite, ma francamente non abbiamo compreso l’ostinazione di inserire una norma del tutto eccentrica e che non c’entra nulla con questa materia dei sostegni e che riguarda una prospettiva di un inceneritore che è assolutamente obsoleta, ragion per cui abbiamo adottato una linea che non può essere quella di condividere il contenuto». Il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato a margine del convegno “Verso un’Italia Ecodigital”. A chi gli ha chiesto cosa farà il Movimento al Senato, dove non è previsto voto disgiunto, «quando arriverà il testo saprete…», ha tagliato corto l’ex premier.

15.55 – M5S, su Superbonus il governo batta un colpo
«Sul Superbonus il governo batta un colpo». A scandirlo sono le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Bilancio, Finanze, Ambiente e Attività produttive. «Abbiamo fatto un enorme lavoro per affrontare e risolvere la questione della responsabilità solidale dei cessionari dei crediti fiscali legati al Superbonus, ma il Governo non ci ha dato ascolto e la norma non entrerà nel decreto Aiuti. Uno schiaffo a famiglie, imprese, tecnici e lavoratori del settore delle costruzioni, messi in enorme difficoltà dal blocco della circolazione dei crediti e del conseguente fermo dei cantieri causati dal ministro Daniele Franco e dal premier Mario Draghi» affermano. «Le nostre proposte, condivise e approfondite con Agenzia delle Entrate, Abi e tutti i soggetti coinvolti, sono contenute anche in un Ordine del giorno che presenteremo oggi in Aula, ma abbiamo scelto di non presentare emendamenti al decreto Semplificazioni fiscali perché non possiamo permettere che si allunghino ancora i tempi» sottolineano. «Deve essere ora l’Esecutivo a intervenire immediatamente con un provvedimento d’urgenza, come richiesto dal presidente Giuseppe Conte al presidente del Consiglio: non risolvere subito questo problema significa assumersi la grave responsabilità di mandare gambe all’aria un intero comparto e centinaia di migliaia di famiglie» concludono le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Bilancio, Finanze, Ambiente e Attività produttive. 

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15.50 – Dl aiuti: ok fiducia Camera con 410 sì e sostegno M5S, voto finale lunedì
L’Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione del Dl aiuti con 410 voti favorevoli e 49 contrari (un astenuto). Sì alla fiducia anche da M5S, all’indomani del colloquio a Palazzo Chigi tra il leader M5S, Giuseppe Conte, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso del quale sono state poste condizioni politiche ribadite anche in sede di dichiarazione di voto, a Montecitorio. Il voto finale sul provvedimento con le ulteriori misure dettate dalla crisi ucraina, stimate complessivamente in circa 26 miliardi, è programmato per lunedì prossimo alle 14. Il decreto legge passera’ quindi all’esame del Senato (scade il 16 luglio). Il decreto legge dispone interventi in materia di energia (nel testo e’ confluito l’ultimo ‘decreto Bollette’), produttività delle imprese, attrazione degli investimenti e sostegni sociali.

15.28 – Dl Aiuti: Frassini (Lega), orgogliosi per stretta su Rdc
«La Lega ha accettato di entrare in questo governo di emergenza e proprio per questo non accettiamo né accetteremo la politicizzazione da parte della sinistra di temi divisivi, che nulla hanno a che fare con l’emergenza. Su Ius scholae e cannabis siamo fortemente contrari e pronti a utilizzare tutti gli strumenti parlamentari a disposizione. Rivendichiamo inoltre con orgoglio che, grazie a un nostro emendamento, il decreto Aiuti operi finalmente una prima stretta al Reddito di cittadinanza. Se il percettore del sussidio rifiuta due offerte – anche da datori di lavoro privati e senza passare per i fallimentari centri per l’impiego – perde il Rdc. Così, risolviamo due problemi: diamo una risposta alla carenza di manodopera, soprattutto nel settore turistico-ricettivo, e staniamo chi vuole il Reddito di cittadinanza e non ha voglia di lavorare». 

15.23 – 1/3 deputati M5S non risponde a prima chiama fiducia
Mentre è ancora in corso la prima chiama del voto sulla fiducia posta dal Governo sul decreto Aiuti, sono più di un terzo i deputati M5S che non hanno risposto all’appello nominale. Dei 105 componenti del gruppo a Montecitorio, infatti, una quarantina non ha espresso il proprio voto. Inizierà tra poco la seconda chiama.
15.16 – Stumpo, LeU: “Sì alla fiducia, 16 miliardi sono importanti”
«Viviamo una situazione di grande difficoltà. La pandemia da Covid 19, l’inflazione e la crisi economica, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari a seguito dell’aggressione russa all’Ucraina sono le cause di questa difficoltà. Ma non solo, ci sono anche cause strutturali che il nostro Paese si porta dietro da anni. Per questo i 16 miliardi messi in campo da questo decreto sono importanti perché servono a dare risposte, sollievo a famiglie e imprese alle prese con la drammatica crisi dei prezzi dell’energia. Però non basta perché quanto fatto sino ad ora andrebbe accompagnato con un cambio e una modifica dei consumi, dalla produzione di energia al consumo privato. Un cambio di modello di società, verso un modello più green e più giusto, più attento all’ambiente ma anche meno diseguale. Nei prossimi mesi dovremo dare risposte alle questioni sociali aperte a partire dalla difesa del potere di acquisto di salari e pensioni. Perché la crisi morde e sono necessarie risposte adeguate e di giustizia sociale. Questo deve essere il senso con il quale le forze di maggioranza si rapportano con il governo per dare risposte vere ai cittadini».
14.26 – Dl Aiuti: Camera, al via votazione sulla fiducia
Al via nell’Aula della Camera la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sul decreto legge Aiuti. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun deputato sfila davanti al banco della presidenza e dichiara il proprio voto ad alta voce.

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Approvato a maggio in Consiglio dei ministri viene votato in Aula  – a partire dalle 14.25, le dichiarazioni sono partite alle 12.40 – con delle modifiche ma l’impianto rimane quello originario. Al termine della votazione sulla fiducia – quella definitiva sarà lunedì 11 luglio – oggi vengono esaminati gli ordini del giorno al testo. E poi dopo il via libera della Camera, il decreto passerà al Senato che avrà pochi giorni per esaminarlo prima della scadenza, il 16 luglio. La fiducia posta dal governo alla Camera sul dl Aiuti rappresenta il primo passaggio parlamentare dopo l’incontro di ieri tra Mario Draghi e Giuseppe Conte.

Dl Aiuti, le dichiarazioni di voto in Aula: la diretta

Luigi Gallo del M5S ha comunicato che «diamo la fiducia oggi a questo governo», sottolineando però che «attendiamo delle risposte: ci aspettiamo misure a lungo termine che consentano ai cittadini di superare un momento di crisi così lungo, la conferma del reddito di cittadinanza senza se e senza ma, il salario minimo, il Superbonus e lo stop alla speculazione sul prezzo del gas».

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«Stare in questa maggioranza non è semplice – ha sottolineato nell’Aula Beatrice Lorenzin del Pd -. Ma qualcuno deve prendersi della responsabilità e noi del Pd ce le prendiamo. Viva Dio che siamo diversi, ma ricordiamoci anche le ragioni che ci uniscono: a partire dal bisogno di un futuro possibile per noi e per le prossime generazioni».

Da parte di Italia Viva, Sara Moretto, capogruppo in Commissione Attività produttive della Camera, ha ribadito il sostegno al governo: «A differenza di altri, che cambiano idea e posizione dalla sera alla mattina quando vedono il sondaggio del giorno dopo, noi siamo solidamente orientati ai bisogni del Paese e confermiamo il nostro pieno appoggio al governo guidato da Mario Draghi».

Lato Fratelli d’Italia, il deputato Paolo Trancassini ha dichiarato che il partito di Giorgia Meloni «vota contro questa ennesima fiducia che rappresenta una brutta pagina di un Parlamento, zittito dal governo e dal ministro D’Incà per più di una settimana e riaperto solo ora che è stata consegnata la prima ‘lettera di Conte a Draghi’. Una fiducia che non convince nessuna forza politica ma su cui si giocano tutte le altre strategie di Palazzo e di potere». 

Dl Aiuti, Conte: “Voteremo la fiducia. Disponibili a collaborare ma ci sono priorità”

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