Green bond, il mercato «divora» 6 miliardi di Btp green e un bond Fs da 1,1 miliardi- Corriere.it

Doppio successo per il collocamento di Green bond, con gli investitori in coda per sottoscrivere i 6 miliardi di Btp green emessi dal Mef e l’importo di 1,1 miliardi del green bond collocato il 7 settembre dalle Ferrovie dello stato. Per quanto riguarda il Btp Green con scadenza ad aprile 2035, la seconda emissione «green» lanciata dal Mef, i cui proventi sono destinati a finanziare progetti pubblici destinati alla sostenibilità ambientale, il titolo di Stato verde — rivolto agli investitori istituzionali — ha attirato una forte domanda degli investitori, con richieste che hanno superato i 40 miliardi di euro, compresi 3,1 miliardi di euro da parte dei joint lead manager della transazione. Il titolo ha godimento 30 aprile 2022 e tasso annuo del 4%, pagato in due cedole semestrali. Il prezzo di collocamento è stato di 99,734 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,067%. Il Tesoro ha affidato il collocamento a BofA Securities Europe, Citibank Europe, Credit Agricole Corp. Inv. Bank, Deutsche Bank e Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese. Per il Mef è il secondo Green Bond Per il Mef si tratta del secondo titolo verde.

I fondi fanno incetta

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha poi comunicato i dettagli dell’emissione. Hanno partecipato all’operazione – si legge in una nota – circa 290 investitori per una domanda complessiva che ha raggiunto i 40 miliardi di euro. Rilevante e’ stata la partecipazione di investitori ESG (Environmental, Social and Governance) che hanno sottoscritto oltre la meta’ del collocamento. Complessivamente ai fund manager e’ stato allocato il 44 per cento dell’emissione, mentre le banche ne hanno sottoscritto il 30,7 per cento. Elevata e’ stata la partecipazione degli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo, che hanno acquistato il 19,8 per cento dell’emissione (in particolare il 13,7 per cento e’ stato allocato a fondi pensione e assicurazioni, il 6,1 per cento a banche centrali ed istituzioni governative). Agli hedge fund e’ stato allocato circa il 4,8 per cento dell’ammontare complessivo mentre la quota residuale e’ stata sottoscritta da imprese non finanziarie.

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All’estero oltre i due terzi del collocamento

I 6 miliardi dell’emissione del nuovo Btp Green collocato ieri dal Tesoro sono andati per il 68% all’estero e per il 32% a investitori domestici. Lo segnala il ministero dell’Economia in un comunicato in cui si dettaglia l’esito dell’emissione conclusa ieri, che ha totalizzato una domanda per olte 40 miliardi di euro. Per quanto riguarda la tipologia di investitori, ai fund manager e’ stato allocato il 44% dell’emissione, mentre le banche ne hanno sottoscritto il 30,7%. Il 13,7% e’ stato allocato a fondi pensione e assicurazioni, il 6,1% a banche centrali ed istituzioni governative. L’analisi della distribuzione geografica evidenzia una rilevante presenza di investitori residenti nel Regno Unito (circa il 24,3%) mentre il resto del collocamento e’ stato allocato in larga parte in Europa continentale, ed in particolare in Francia (10,6%), in Germania, Austria e Svizzera (9,9%), nei paesi della penisola iberica (8,4%), nei Paesi Scandinavi (6,8%), in altri paesi europei (4,8%).

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Boom di richieste anche per il green Bond delle Ferrovie dello Stato

Nuova emissione — la sesta — di green bond da parte delle Ferrovie dello Stato, con il collocamento avvenuto ieri di un’obbligazione di valore nominale pari a 1,1 miliardi di euro con scadenza aprile 2027. L’emissione sarà dedicata al finanziamento degli Eligible Green Projects secondo quanto previsto dal Green Bond Framework di Fs aggiornato lo scorso giugno. In particolare, i proventi della raccolta consentiranno di finanziare sia l’acquisto di nuovi treni che le spese destinate alla manutenzione del materiale rotabile di Trenitalia, nonché, per la prima volta, gli investimenti per il completamento della rete alta velocità Torino-Milano-Napoli di Rfi. La cedola del bond è stata fissata al 3,75% con spread finale di 158,5 punti base sopra il tasso mid-swap di riferimento. La domanda da parte degli investitori è stata superiore ai 2,1 miliardi di euro e ha interessato più di 150 ordini, con una richiesta particolarmente forte dall’estero (pari al 67% del totale). La presenza di investitori Esg è stata pari al 65% dell’intero collocamento.

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