Green pass falso o di un’altra persona: le sanzioni e cosa si rischia

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Usare un green pass falso o il certificato verde di un’altra persona costa caro, oltre alle sanzioni e alla multa, fare i furbetti comporta conseguenze penali. Da settimane le cronache riportano casi di certificazioni pirata, che si trovano su internet a prezzi tra i 200 e i 400 euro e che funzionano grazie a chiavi di generazione sottratte in altri Paesi dell’Unione Europea. Un fenomeno che crea problemi di sicurezza alle norme anti-Covid, tant’è che sono scattate le indagini delle forze dell’ordine. Ma cosa si rischia se si è sorpresi a usare un green pass falso o quello di un’altra persona, quale multa è prevista?

Le sanzioni per chi non ha il green pass: multa da 400 euro

Partiamo dalle cosiddette sanzioni amministrative ossia la multa che rischia chi non rispetta l’obbligo di green pass nei luoghi dove è previsto: dai 400 ai 1.000 euro, a seconda della gravità del fatto. La verifica può essere effettuata dagli addetti delle attività commerciali e produttive o da quelli individuati dal datore di lavoro, mentre la multa viene elevata dalle forze dell’ordine.

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Dai ristoranti (al chiuso) ai trasporti fino al posto di lavoro, il passaporto anti-Covid è richiesto in molti ambiti della vita civile e la lista delle cose da fare senza il certificato verde ormai è ridotta al minimo. Inoltre il governo sta pensando ad ampliare la durata dell’obbligo del green pass dal 31 dicembre 2021 fino al mese di giugno 2022 ed è anche in discussione l’eventuale taglio della validità della certificazione da 12 a 9 o 6 mesi, per incentivare le somministrazioni della terza dose di vaccino.

Cosa si rischia con un green pass falso, le sanzioni

La situazione si complica se viene mostrato un green pass falso, perché alle normali sanzioni amministrative, si aggiungono anche le conseguenze penali: il cittadino che mostra un certificato fasullo a un pubblico ufficiale rischia di essere accusato del reato di uso di atto falso. La denuncia può essere fatta anche dai semplici addetti al controllo o da altri cittadini perché questo reato è procedibile d’ufficio.

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In sostanza il QR code è considerato come un normale certificato: chi lo falsifica rischia il carcere da 6 mesi a 3 anni (pena che può essere ridotta fino a un terzo), mentre per chi lo usa la pena è ridotta ulteriormente di un terzo.

Usare il green pass di un’altra persona espone a rischi penali

Rischia grosso anche chi, al posto di un certificato falso, mostra un green pass valido ma di un’altra persona. È possibile ravvisare il reato di sostituzione di persona, che nel nostro ordinamento viene punito con il carcere fino a un anno. Chi “presta” invece il suo certificato può essere accusato di concorso al reato principale.

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