Green pass – “Vaccinati, senza certificato e senza risposte”. Storie dei cittadini nel limbo: ‘Ci restituiscano il diritto di lavorare e …

Medici ospedalieri, insegnanti, istruttori che si guadagnano lo stipendio andando in palestra, ma anche gente comune che non può uscire a cena la sera. Sono quelli che ilfattoquotidiano.it ha ribattezzato i “prigionieri del green pass”, il certificato che non hanno nonostante ne abbiano diritto. Spesso hanno avuto solo una dose di vaccino, perché si sono ammalati o prima o dopo la prima somministrazione: il loro ciclo vaccinale dovrebbe essere considerato completato, invece il loro pass risulta non valido (e riporta la dicitura “1 dose su 2“) oppure della durata di soli 6 mesi, come se fossero solamente guariti. In alcuni dei casi segnalati si tratta di problemi di comunicazione tra Asl o tra Regione e Regione, ma altre volte viene fuori che la trappola è solo burocratica e addirittura tecnologica. C’è perfino chi ha fatto le due dosi e non ha ricevuto nulla: esiste una procedura online per ottenere il certificato anche senza l’sms o la mail con il codice, ma evidentemente non riesce a risolvere tutte le casistiche.

Da tempo la questione è nota al governo, alle Regioni che hanno competenza in materia di sanità, fino alle singole Asl. I cittadini, infatti, hanno chiesto ai numeri verdi dedicati, hanno scritto alle email di relazioni con il pubblico. Ma nessuno ha saputo rispondere e soprattutto nessuno ha risolto. Sono testimonianze che spesso si somigliano l’una con l’altra e che ilfattoquotidiano.it raccoglie qui di seguito con una piccola parte di lettere arrivate sulla casella di posta redazioneweb@ilfattoquotidiano.it. Una di loro, un’insegnante, racconta di aver presentato denuncia ai carabinieri. E’ stata necessaria una selezione perché dopo un primo articolo uscito due giorni fa sono arrivate oltre 50 email di storie tutte simili tra loro: la parola che ricorre più spesso è “kafkiano”. E hanno un comun denominatore: il mancato ascolto delle istituzioni.

Il ministero della Salute, contatto da ilfattoquotidiano.it, conferma che esistono alcuni nodi ancora da risolvere, ma spiega che le problematiche riguardano una percentuale esigua di cittadini rispetto a coloro che hanno ottenuto regolarmente il certificato, anche se in valore assoluto sono comunque migliaia di persone. Inoltre, dal ministero sottolineano che talvolta gli errori sono da imputare alle singole Asl o ai centri vaccinali: è il caso dei pass in cui risulta la dicitura “1 dose su 2” rilasciati ai guariti che hanno fatto l’unica somministrazione per loro prevista. Inoltre, proprio pochi giorni fa, il 9 settembre, il ministero della Salute con una circolare ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla vaccinazione di chi ha contratto il Covid dopo la prima somministrazione. Nel caso in cui il contagio sia avvenuto entro i 14 giorni prima dalla dose, “è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose da effettuare entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione”, si legge nel documento firmato dal direttore generale Giovanni Rezza. Se invece il contagio è avvenuto dopo 14 giorni, “la schedula vaccinale è da intendersi completata in quanto l’infezione stessa è da considerarsi equivalente alla somministrazione della seconda dose“. Inoltre, ” l’eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata“. Basterà questo a risolvere almeno parte dei problemi?

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Sono una docente di una scuola primaria di Collegno (Torino), vi scrivo per condividere con voi l’enigma che sto vivendo a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. A inizio marzo ho ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca e dopo una settimana ho avuto i sintomi del Covid, per tale ragione a maggio i medici si sono rifiutati di somministrarmi la seconda dose dicendomi che il protocollo non la prevedeva per i guariti da Sars-CoV-2 e di conseguenza mi è stato consegnato il certificato vaccinale riportante la dicitura “immunità per malattia pregressa”. Peccato che, dal punto di vista amministrativo, attualmente mi trovi con il green pass scaduto poiché mi sono stati contati sei mesi dal tampone positivo, senza nessuna considerazione degli anticorpi acquisiti con il vaccino precedente alla malattia. Inoltre mi è stato detto dai sanitari “per il sistema è come se lei il primo vaccino non l’avesse fatto, le viene contato solo il periodo della guarigione successiva”.

Credendo nella medicina e nell’importanza della campagna vaccinale, consapevole della scadenza del green pass, prontamente mi sono recata all’hub vaccinale di Lingotto ma dal punto di vista medico io non necessito di una dose ulteriore di vaccino avendo raggiunto l’immunità, e per tanto i medici, in mancanza di indicazioni, non me l’hanno giustamente somministrata invitandomi a contattare il 1500 per delucidazioni che purtroppo non sono mai arrivate. Ora mi chiedo perché a causa di un vuoto normativo debbano farne le spese i cittadini che come me hanno aderito alla campagna vaccinale ma hanno avuto la sfortuna di aver contratto la malattia? Perché chi è nella mia situazione deve essere considerato come chi è guarito dalla malattia e pertanto può usufruire di sei mesi di validità del green pass? Io il vaccino l’ho fatto e non credo sia cosa di poco conto! Infine credo che un vaccino sia utile se necessario, in primis dal punto di vista medico e non per vedersi rinnovato il green pass ed avere la possibilità di accedere all’edificio scolastico. Chi è a conoscenza del livello dei miei anticorpi per decidere di vietarmi l’ingresso a suola se non dopo un tampone da eseguire ogni 48 ore? Vi chiedo di dar voce attraverso il vostro giornale a queste problematiche importanti che stanno affliggendo numerosi cittadini facenti parte dell’ambito scolastico e sanitario.

Federica F.

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Insegno in un liceo artistico della provincia di Roma. A marzo 2021 ho fatto la prima dose di vaccino e pochi giorni dopo mi sono ammalato. Dopo la guarigione ho ottenuto l’agognato greenpass ma… sorpresa! La scadenza è il 19 Settembre (durata: sei mesi) e non c’è modo di prolungarla perché – secondo il sistema sanitario – ormai io ho completato il mio ciclo vaccinale. Insomma, non posso prolungare la durata del greenpass perché la piattaforma di prenotazione non mi permette di fissare un nuovo appuntamento.

Né il mio medico di base né il personale del 1500 – né nessun altro – sa dirmi cosa devo fare per evitare di dovere, a breve, fare un tampone ogni due giorni per poter entrare a scuola a svolgere il mio lavoro. Faccio notare che sono genitore di due bambini affetti da grave disabilità e non sono certo ricco. Eppure, ci si aspetta che alla scadenza del green pass io faccia a mie spese un tampone ogni 48 ore.

Concludo sottolineando che ho seguito le regole. Non sono né un no-vax né un oppositore del greenpass. Ma la politica non può e non deve precipitare la vita dei cittadini nel caos in questo modo semplicemente kafkiano.

Andrea C.

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Sono una guarita da Covid ad aprile 2021 (presso la Regione Lombardia) e ho fatto un’unica dose il 21 luglio (presso la regione Puglia). Ad oggi non ho Green Pass in quanto il mio unico Green Pass (in allegato) riporta la dicitura 1/2 ed è scaduto. Ho chiamato chiunque: Asl di Bari, Ats di Milano, medico curante, ma tutti dicono di non poter far nulla.

Sono un’insegnante di scuola secondaria di secondo grado e per la normativa vigente dovrei avere il green pass per accedere all’interno dell’istituto. Questo significa dover fare tamponi ogni 48 h, al di là dello stress, i costi sono allucinanti, dato che io ho adempiuto al mio dovere di cittadino. La Regione Puglia, devo dire mi ha dato una soluzione: fare la seconda dose, in barba a qualunque disposizione vigente medica.

Valentina F.

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Sono un’insegnante di scuola primaria, presto servizio all’Ics La Giustiniana di Roma. In data 22 marzo 2021 ho effettuato, nel punto vaccinale RM1 – Stazione Termini, la vaccinazione in una dose unica poiché tra ottobre e novembre 2020 avevo avuto il covid (il primo tampone positivo è del 30 ottobre 2020). Nel mio fascicolo sanitario, sul portale dedicato del Ministero della Salute, sull’app IO risulta ancora non essere disponibile il Green Pass.

In data 14 luglio 2021 ho scritto una prima mail alla quale è stato attribuito il codice 02705940 e in data 6 agosto una seconda mail alla quale è stato attribuito il codice 03027563 all’indirizzo messo a disposizione dal Governo (cittadini@dgc.gov.it). Richieste che tuttora sono rimaste inevase. Sono stata in farmacia, mi sono rivolta al medico di base, ho contattato la Asl RM1, ho provato ad ottenere il codice AUTHCODE per acquisire la certificazione verde Covid-19 attraverso la nuova applicazione attiva dal 30 luglio 2021 inserendo il codice fiscale, le ultime 8 cifre della tessera sanitaria e la data della vaccinazione, ma nulla.

Ho telefonato al numero verde 1500 del Ministero della Salute in data 17 agosto e mi è stato risposto che avrebbero lavorato alla mia pratica e che entro il 20 agosto avrei ricevuto la certificazione. Mai arrivata. Ho ritelefonato al 1500 in data 23 agosto e sono passata in data 25 agosto al punto vaccinale della Stazione Termini a chiedere un ulteriore sollecito ma ancora niente. Al numero verde 800912491 risponde da giorni un disco che dice che al momento non è possibile rispondere alla chiamata.

Il primo settembre ho preso servizio a scuola e ho dovuto fare un tampone per ottenere il green pass della durata di 48 ore per accedere ai locali della scuola. Ho dovuto rifare il tampone il 3 settembre per partecipare al collegio dei docenti in presenza.

Ho telefonato il 4 settembre ancora al 1500, mi è stato risposto di contattare il mio medico di base che forse non aveva inserito sul sistema tessera sanitaria il certificato di guarigione. La mia dottoressa mi ha inviato copia del certificato richiesto facendo presente che era stato inserito subito nel sistema. Ho fatto un ulteriore sollecito al 1500 ieri, 8 settembre 2021.
Dal 6 agosto 2021 il Governo ha messo l’obbligo dell’esibizione del Green Pass per musei, biblioteche, teatri, palestre, cinema, ristoranti, bar, ecc… Dal primo settembre tale obbligo è stato esteso anche al personale scolastico. La scuola dove insegno si è attivata con una circolare sul sito in cui si dice che se non presento certificazione verrò considerata assente ingiustificata, non prevedendo proprio che possa esserci la possibilità che sia stato fatto un errore per cui io, pur avendone i requisiti per averla, non la ho.

Per andare a lavorare dovrò fare tre tamponi rapidi a settimana, per una spesa che, se mi va bene, sarà intorno ai 180 euro al mese. L’altro ieri ho presentato un esposto al Comando Stazione Carabinieri di Roma La Storta. Ringraziandovi per aver dato voce a noi insegnanti senza green pass dopo covid e vaccino e che dobbiamo pagare per lavorare, porgo cordiali saluti.

Anna Teresa F.

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Dopo aver letto il vostro articolo sull’argomento, vorrei raccontarvi la mia situazione. Vaccinato lo stesso giorno, alla stessa ora , nello stesso hub in provincia di Cuneo dove si è vaccinata mia moglie, (7 giugno prima dose, 7 luglio seconda dose) lei ha ottenuto il greenpass pass mentre io non riesco in nessun modo a risolvere il mio problema. Tutti, e dico tutti, i suggerimenti dati dal Ministero non hanno sortito nessun risultato. Numeri dedicati, asl per reinserire dati, farmacie, fascicolo personale, spid, app IO, scritto al Ministero Salute, a cittadini.gov.it, ecc. ma niente. In questa situazione ci sono migliaia di persone in Italia e, come potrete verificare per esempio su Instagram nei siti istituzionali, le persone che scrivono non sono assolutamente solo i guariti dal COVID: la casistica è molto varia. Questa situazione limita la libertà di vivere la quotidianità in modo sereno, dovendo nell’eventualità, sottostare a tamponi delle 48 ore pur avendo un regolare certificato vaccinale che, però, non può sostituire il greenpass.

Pasquale C.

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Ho fatto la prima dose del vaccino Pfizer il giorno 08/07/2021 alla struttura Cecchignola di Roma. Successivamente, in attesa della seconda dose, ho contratto l’infezione da Covid. Mi sono recata il giorno 29/07/2021, giorno del richiamo della seconda dose, alla struttura per verificare se era necessario procedere con la vaccinazione, ma il medico della Asl li presente, valutando il mio esame sierologico ha ritenuto di non procedere con la seconda vaccinazione ma di dichiarare concluso il ciclo vaccinale per pregressa infezione, con validità immunitaria di 9 mesi. Il problema che è sorto riguarda la generazione del green pass, in quanto quello che mi è stato fatto riguarda solo la prima dose e quindi validità fino alla seconda e non quello totale di ciclo vaccinale concluso per prima dose più pregressa infezione. Sulla mia anagrafe vaccinale risulta ciclo vaccinale concluso, ma non riesco ad entrare sul fascicolo sanitario per problemi di hackeraggio. Mi sono rivolta a tutti, Salute Lazio, il punto vaccinale che mi ha somministrato il primo antidoto, la mia Asl di appartenenza e il ministero della Salute e nessuno non sa come risolvere situazioni di questo genere, che tra l’altro sono comuni a tantissime persone impedendoci una vita normale di cui ne abbiamo il completo diritto.

Attendo risposte urgenti perché la non erogazione di un green pass completo porta gravi problemi per la vita quotidiana.

Noemi S.

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Anch’io sono un docente. Ho ricevuto una dose astrazeneca a febbraio e a maggio ho contratto il Covid. L’hub vaccinale mi ha detto che non devo fare seconda dose con tanto di timbro e firma sul certificato vaccinale 1/1 dose. A Ottobre mi scadrà il green pass (validità 6 mesi), il numero 1500 mi ha risposto che non hanno indicazioni in merito. Vergogna tutta italiana!

Antimo A.

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Ho effettuato la prima dose di vaccino anti covid nel mese di gennaio 2021 fortemente consigliata perché lavoro come amministrativa in una Asl della Provincia di Torino. Pochi giorni prima di effettuare la seconda dose sono risultata positiva al covid pertanto come da normativa vigente non ho potuto effettuare la seconda dose di vaccino. Ho atteso la guarigione dal covid avvenuta nel mese di febbraio 2021 e sono tornata al mio lavoro.

Ad oggi mi ritrovo sprovvista di green pass perché ho potuto scaricarlo solamente il 28 luglio con validità fino al 4 agosto in quanto hanno tenuto conto soltanto del certificato di guarigione valido 6 mesi. Non hanno tenuto conto della dose di vaccino che ho effettuato prima della malattia, e ad oggi sono senza certificato verde e costretta a fare il tampone se voglio partecipare alla normale vita sociale ( non posso nemmeno andare in mensa al lavoro ) ma quel che più importa è che dovendo lavorare, tra un po’ di giorni, quando entrerà in vigore l’obbligo del certificato verde nei posti di lavoro, sarò costretta a fare il tampone ogni 48 ore, in quanto ho gli anticorpi e non posso al momento fare altre dosi di vaccino.

Purtroppo non ho potuto scegliere quando avere la malattia, se prima o dopo la dose di vaccino, anzi avrei preferito senz’altro non contagiarmi.

Spero vivamente che lo Stato Italiano e il Servizio Sanitario Nazionale riesca a sistemare velocemente la questione, altrimenti anche io come tanti altri cittadini italiani non posso continuare la mia vita in serenità, pur avendone tutti i diritti e rispettando tutte le regole imposte.

Grazie e buon lavoro.

Margherita C.

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Sono un medico ospedaliero e ho il problema che il mio Green Pass risulta scaduto il 15/07/21. Questo è dovuto al fatto che dopo la prima dose di vaccino avvenuta il 07/01/21 ho contratto la malattia (primo tampone positivo 16/01/21),quindi non mi è stata somministrata la seconda dose per malattia naturale. Il problema sta nel fatto che per quel che riguarda il Green Pass io son considerato un soggetto guarito dalla malattia per cui la validità prevista del Green Pass è di 6 mesi dopo la guarigione. Per quel che riguarda invece la campagna vaccinale io sono considerato un vaccinato a tutti gli effetti, quindi non è prevista un’altra dose di vaccino al momento, ma rimango in attesa di eventuale terza dose come tutti i vaccinati.

Ovviamente in queste condizioni non posso frequentare palestre, musei, cinema, ristoranti al chiuso, ecc. Tutte le risposte che ho ricevuto da chi si occupa di vaccinazioni nella mia AUSL sono state che siamo persone entrate in un “limbo” da cui non si sa come uscire. Qualcuno è disposto a fare (e ha fatto) una dose di vaccino senza alcuna evidenza scientifica che sia indicata.

Probabilmente è quello che sarò costretto a fare anch’io. Il bello è che nella mia azienda noi medici siamo sottoposti a controlli periodici degli anticorpi, che io ancora risulto avere a sufficienza per esser protetto dalla malattia! Ho scritto al ministero ma niente riposte!

Andrea T.

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In fase di prima dose di vaccinazione mi viene detto che per me non è necessaria la seconda dose perché ho avuto il covid a novembre 2020. E come successo a tanti altri, del green pass neanche l’ombra nonostante le molteplici segnalazioni. Moltissimi disagi e la rabbia per il niente che riceviamo dalle istituzioni.

Milena B.

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Volevo segnalarvi la mia situazione. Il 02/03/21 ho effettuato la prima dose del vaccino Astrazeneca, purtroppo il 14/04/21 ho scoperto di essere positivo al covid-19. Ho ricevuto il green pass con scadenza 11/10/21. Al momento nessuno è in grado di dirmi cosa devo fare. Tra qualche giorno potrei essere chiamato a scuola per una supplenza. Grazie per aver messo in evidenza questa problematica.

Michele B.

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Sono un’operatrice socio sanitaria di una Ulss del Veneto. Ho letto il vostro articolo riguardo il nodo burocratico per i guariti da Covid dopo prima dose vaccino. Sono in questa situazione ( prima dose inizi gennaio e dopo poco contratto virus) , come già qualche lettore ha detto “kafkiana“, senza risposte. Svariate mail ad ogni organismo competente, telefonate a numeri verdi e di competenza senza risposte certe o di rimbalzo responsabilità. Il fatto curioso è che posso (praticamente fa comodo all’azienda) lavorare in reparto, pur essendo senza green pass. Ma, se dovessi andare a far visita a parenti in altra Asl non sarebbe possibile. Oltretutto mi è stato detto che se voglio muovermi per cose personali di fare il tampone privatamente, a pagamento (al momento è una volta al mese al lavoro). Aggiungo che i non vaccinati vengono ancora al lavoro, si fanno il tampone ogni 48 ore a spese dell’azienda. Umiliata e delusa da uno Stato che non riesce a trovare velocemente una soluzione. Grazie per la comprensione. Spero si raggiunga per chi ha questo problema una vera soluzione.

Laura B.

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Ho letto le varie problematiche sul green pass. Vorrei aggiungere quella di mio figlio, insegnante in Inghilterra, iscritto Aire con figlio e compagna in Veneto. Ha ricevuto ambedue le dosi di vaccino in Italia, non è successo nulla ed allora ha telefonato al 1500 che gli ha dato il codice, ciò nonostante non è riuscito a scaricare il green pass, da ulteriori contatti con Asl e 1500 gli hanno ipotizzato che non sono stati caricati i suoi dati nel sistema per il 1500 compito di Asl e per l’Asl compito del Sisp che non risponde. Ora ha provato con un modulo online ma ancora nessuna risposta. Lui collabora con università italiane e quindi questo creerà un grande problema. Prima di fare decreti bisognerebbe accendere il cervello!

Lorenzo M.

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Mia moglie, cittadina namibiana, ha aderito alla campagna vaccinale della Regione Lombardia col solo codice fiscale in quanto è momentaneamente non iscritta al Ssn e sprovvista della tessera sanitaria. Purtroppo si è iscritta con codice fiscale errato, copiandolo tra l’altro dal suo vecchio permesso di soggiorno per studio, il quale era stato stampato in maniera sbagliata durante il processo di rilascio. Il sistema comunque accetta la sua domanda e mia moglie porta a termine, il 3 agosto, il ciclo di vaccini anticovid.

Al momento di scaricare la certificazione verde però, la piattaforma web del ministero non riconosce il codice fiscale (sbagliato in una cifra) e non permette di procedere. Il certificato vaccinale pare non avere alcun valore in questa situazione pandemica. Chiamo allora diversi numeri per capire come rettificare l’errore, i quali mi rinviano gli uni a gli altri, certe volte in circoli piuttosto snervanti. Finalmente mi rimandano ad una pagina web (https://covid.ats-milano.it/?q=informativa_certificazione_verde_covid19) al termine della quale trovo, scritto in caratteri molto piccoli, simili ad una nota a piè di pagina, un rifermento sul quale cliccare per raggiungere un modulo da compilare in queste situazioni. Lo compilo, ormai l’ho compilato da quasi 20 giorni, e attendo. Provo anche a richiamare il numero di Ats Milano, ma mi rispondono che loro non sanno, non possono, non comunicano con i colleghi. Insomma, che devo aspettare.

I giorni passano intanto, tutto ancora tace, e non ci resta che rimanere in questa attesa quasi autistica, nella speranza che qualcuno processerà, che la risposta arriverà, che l’errore si risolverà.

Alberto P.

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Scrivo la presente per segnalarvi che anch’io sono incappata, mio malgrado, nell’enorme problema del green pass, recante una scadenza errata. Ho eseguito la prima dose di vaccino Pfizer in data 11.05.2021 e, purtroppo, il 20.05.2021 ho contratto il Covid. A luglio ho ricevuto il Green pass, che, però, incredibilmente, riporta la scadenza a novembre 2021, anziché a febbraio 2022.
In sostanza, non si è tenuto conto della vaccinazione e sono considerata solo quale soggetto guarito dal Covid. Vani sono stati i miei tentativi di ricevere indicazioni, sia contattando il numero verde, sia scrivendo alla mail cittadini@dgc.gov.it. Vi ringrazio pertanto per la Vostra preziosa iniziativa e spero possa essere utile a risolvere questo (grave) problema.

Adelia I.

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Ho fatto la prima dose di vaccino Pfizer il 19 maggio 2021, una settimana dopo sono risultato positivo al Covid, e sono rimasto tale fino al tampone del 24 giugno 2021 che è risultato negativo. La seconda dose di vaccino era prevista per il 23 giugno, ma ovviamente è stata annullata a causa dell’infezione contratta e dalla quale sono guarito. Ma il mio green pass è solo una certificazione di prima vaccinazione e non di guarigione. Ho provato tutti i numeri verdi, asl e altro senza trovare risposte, nel senso che non rispondevano affatto. Ho chiesto al medico di famiglia che mi ha consigliato di recarmi nel centro dove ho fatto la prima dose…insomma un inferno dal quale non so come uscire. Sono un lavoratore fragile e lavoro da casa, ma se dovessi dover tornare in ufficio come farò col green pass che risulta non valido? Spero che con la vostra iniziativa riusciate a smuovere chi di dovere per risolvere questo stato delle cose veramente increscioso.

Francesco D.L.

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Purtroppo per mia suocera persiste il problema green pass: fatto 1° dose di vaccino il 22 febbraio 2021 (eravamo tra i fortunati per essere riusciti subito a prenotare in Regione Lombardia), il 04-03 si ammala di covid con ricovero e quanto di conseguenza il 12 luglio ci arriva il green pass con scadenza il 31-08-2021.

Contattato medico curante, Ats Pavia, Regione Lombardia e mandato email al Servizio Sanitario Nazionale e nessuno sa cosa si può fare in questo caso. Calcolando che mia suocera ha tantissimi anticorpi anche il suo medico conferma che non deve fare la seconda dose.

Ora capisco che mia suocera non rientra nella casistica di quelli che aspettano il green pass per potere lavorare in quanto anziana, ma è un suo diritto potersi anche solo sedere ad un tavolino del bar a bere un caffè. Ma lei è entrata in un limbo e nessuno sa come uscirne.

Io e mio marito invece fatto il covid a marzo, vaccino il 4 settembre una dose sola e il green pass ricevuto il giorno dopo.

Fiorella C.

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Mi sono ammalata di covid ad ottobre del 2020, sono guarita a metà novembre. Il 20 maggio 2021 ho fatto la prima dose di vaccino Astrazeneca (ho 68 anni), ricevendo appuntamento per la seconda dose. Quest’ultima non mi è stata somministrata in quanto la circolare ministeriale del 16 luglio disponeva che chi aveva avuto la malattia ricevesse una sola dose.

La Asl dove mi sono recata ha registrato (spero) l’evento. Dopo pochi giorni ho ricevuto l’authcode per scaricare il green pass, cosa che ho fatto e che ho utilizzato fino al 23 di agosto quando è diventato improvvisamente Non Valido. Nella stessa data ho chiamato il 1500 per denunciare l’accaduto e mi hanno spiegato che il problema dell’app è che riporta la dicitura 1 di 2 dosi

E’ stata aperta una segnalazione ma da quella data non è cambiato nulla nonostante io abbia chiamato il 1500 altre 4 volte… Mi chiedo cosa altro io possa fare per richiamare l’attenzione su questo fatto… potrei riprendere a frequentare palestra e piscina, andare al cinema e al ristorante ma tutto ciò mi è impedito non per mia cattiva volontà o avversione al vaccino ma per una ‘semplice svista’ informatica! Sono d’accordo sull’utilizzo del certificato verde, d’accordissimo perfino, ma la lentezza burocbratica e l’incompetenza dei preposti me lo impedisce…

Giziana M.

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Buongiorno. Ho appena letto un vostro articolo che parla dei problemi per il greenpass. Anche mio figlio rientra nel gruppo delle persone che non lo hanno ancora ricevuto. Lui nel mese di ottobre 2020 ha contratto il covid. Il 26 giugno ha ricevuto la prima dose del vaccino e il 5 agosto è stato esonerato dalla seconda dose, per la legge dei 21 luglio che prevede che ai guariti non venga somministrata. Da quel giorno il nulla. Greenpass scaduto, mille telefonate e mail inviate ma nessuno vi sa rispondere, lui ballerino agonista non può accedere alla palestra e perciò si trova costretto a rinunciare ai suoi sogni. Un vero pasticcio, nessuno sa come risolvere il problema.

“Una mamma disperata”

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Anche io, come tanti, pur avendo effettuato la prima dose ed in seguito avendo contratto il covid19 ho ricevuto il Green pass, scoprendo, con mia grande sorpresa, che questo mi veniva rilasciato solo per guarigione, con validità 6 mesi a partire dal tampone positivo e con scadenza il prossimo 21 settembre. Nessuno sa darmi risposte né AUSL né medico di base né ministero….

Angelo F.

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