‘Guerra dell’acqua’: Santa Croce presenta ricorso in Consiglio di Stato

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L’istanza contro l’ordinanza del Tar sull’annullamento del verbale di assegnazione provvisoria della Regione Abruzzo. Il patron Colella: “Fiduciosi, ferma la nostra volontà di investire in un territorio che è nel nostro cuore”


 L’AQUILA/ISERNIA. È stata fissata per dopodomani 16 settembre l’udienza del Consiglio di Stato in merito al ricorso della società Santa Croce, contro l’ordinanza del Tar dell’Aquila che ha annullato il verbale di gara con cui la commissione esaminatrice della Regione Abruzzo, in base al nuovo bando regionale del 9 febbraio del 2019, aveva assegnato alla società di imbottigliamento di acqua la concessione provvisoria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro, in provincia dell’Aquila.

Lo comunica in una nota il sodalizio guidato dall’imprenditore molisano, Camillo Colella, ex concessionario della stessa sorgente, la cui acqua da circa sei anni finisce nel fiume Liri con i 75 operai a casa senza ammortizzatori sociali e con mancati incassi milionari da parte della Regione Abruzzo.

Questo perché circa sei anni fa, per un ricorso dello stesso ente regionale e del Comune di Canistro, è stato interrotto l’imbottigliamento dell’acqua Santa Croce dalle sorgenti Sant’Antonio Sponga con la negazione di proroghe in attesa di nuovo affidamenti.

Sul nuovo bando, il Tar si era pronunciato il 18 giugno scorso in seguito al ricorso del gruppo San Benedetto, che opera anche a Popoli, in provincia di Pescara, altra e unica concorrente nella gara indetta dalla Regione nel 2019, contestando il punteggio attribuito dalla commissione della Regione Abruzzo, presieduta dal dirigente Franco Gerardini.

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La Santa Croce, inoltre, comunica che il Tar di Pescara ha dato seguito alla sua richiesta di accesso agli atti, volta ad acquisire la documentazione alla base del ricorso della San Benedetto, precedentemente negata dalla Regione Abruzzo, ma, come i giudici amministrativi hanno evidenziato, necessari ai legali della Santa Croce per preparare il ricorso al Consiglio di Stato.
“Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato perché pensiamo di avere le carte in regola per avere la concessione definitiva delle sorgenti Sant’Antonio Sponga, molto importanti per la economia e l’immagine dell’Abruzzo e vitali per la comunità di Canistro – spiega l’ingegnere Camillo Colella -. È ferma la nostra volontà di investire in questo territorio che dopo anni è entrato nel nostro cuore. Nonostante le continue esperienze negative continuiamo a coltivare con grande fiducia la possibilità di riprendere a lavorare al massimo delle potenzialità. Contestualmente invitiamo tutti a collaborare, per il bene dei cittadini, in un momento in cui la pandemia ha sconvolto il mondo e la sua economia”.

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La Santa Croce intanto fa sapere che fino alla futura decisione del Consiglio di Stato, la Regione Abruzzo ha congelato il percorso amministrativo propedeutico alla concessione definitiva della sorgente Sant’Antonio Sponga.

L’ordinanza dei giudici amministrativi di primo grado è intervenuta proprio nel giorno in cui si è svolta la conferenza di servizi della Regione che, dopo il parere favorevole del comitato di valutazione di impatto ambientale, era ad un passo dall’assegnare definitivamente la concessione trentennale.

Il Piano industriale di Santa Croce, premiato con la concessione provvisoria, prevede la riassunzione a regime di almeno 50 addetti, a cui si aggiungono fino a 500 posti di lavoro creati nell’indotto. La realizzazione di un percorso tematico “Alle sorgenti della vita”, che comprenderà in un unicum la bellissima area verde attrezzata intorno alle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro e allo stabilimento Santa Croce, che sarà potenziato con una nuova linea produttiva, e ancora quattro milioni di euro di ulteriori investimenti, in primis per realizzare un parco fotovoltaico al fine di ottenere l’autosufficienza energetica, e per massicci investimenti in pubblicità, marketing e comunicazione, al fine di rilanciare il marchio legato alla sorgente di Canistro, le cui acque minerali sono considerate di qualità altissima, tra le migliori in Italia.

Un Piano che nella sua realizzabilità ha come garanzia il fatto che Santa Croce ha già operativo lo stabilimento, dove ora si imbottiglia acqua dalla più piccola sorgente Fiuggino, e possiede condutture, linee produttive e varie attrezzature, per un valore di 48 milioni di euro.

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