Guerra Russia

La guerra in Ucraina è giunta al 116esimo giorno. Un conflitto che potrebbe durare molto a lungo. Ne sono convinti il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il primo ministro britannico Boris Johnson. Intanto l’Occidente fa i conti con le conseguenze: la Germania adotta misure d’emergenza sulle forniture di gas.

Sul campo continua l’assedio russo a Severodonetsk e la battaglia per il Donbass. Ieri il presidente ucraino Zelensky ha visitato due centri nevralgici sul mar Nero, Mykolaiv e Odessa. “Finché vivete voi, c’è un muro”, ha detto ai suoi soldati. Una missione non lontano dalla regione di Kherson, dove Kiev sembra organizzare la prossima controffensiva. E nella giornata di oggi è tornato a ribadire come il Paese “non cederà il sud a nessuno”.

LA DIRETTA

ORE 11:00 – KIEV: “I RUSSI HANNO BOMBARDATO PER DUE VOLTE STABILIMENTO AZOT” – Per due volte i russi hanno colpito lo stabilimento Azot di Severodonetsk, distruggendo il checkpoint e gli impianti di trattamento delle acque reflue della fabbrica dove sono nascosti circa 500 civili. Lo sostengono le forze armate ucraine come riporta Ukrinform aggiungendo che sono stati bombardati di nuovo i ponti della città del Lugansk, epicentro dell’attacco russo. I russi, secondo Kiev, hanno colpito anche Lysychansk, Metolkine, Borivske, Bila Hora, Ustynivka, Mykolaivka e Belogorivka e hanno lanciato attacchi aerei vicino a Bila Hora, Myrna Dolyna e un attacco missilistico vicino a Verkhnyokamyanka. Distruzione significativa negli insediamenti di Popasna e nelle comunità montane, dove 2 persone sono morte.

ORE 10:46 – BERLINO, MISURE D’EMERGENZA PER GARANTIRE FORNITURE ENERGIA – La Germania adotterà misure di emergenza per garantire le forniture energetiche, a fronte dei recenti tagli di gas russo, in particolare con un maggiore utilizzo del carbone. Lo ha annunciato il governo. “Per ridurre il consumo di gas, è necessario utilizzarne meno per produrre elettricità. Invece, le centrali elettriche a carbone dovranno essere utilizzate di più”, si legge in una nota del ministero dell’Economia.

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ORE 09.45 – KIEV, NUOVI ATTACCHI A SEVERODONETSK, RUSI A METOLKINE – L’esercito ucraino ha dichiarato che la città assediata di Severodonetsk ha dovuto affrontare nuovamente un pesante fuoco di artiglieria e razzi mentre le forze russe attaccavano le aree circostanti. Lo stato maggiore dell’esercito nel suo bollettino, come riporta il Guardian, ha riconosciuto che le sue forze hanno subito una battuta d’arresto nell’insediamento di Metolkine, appena a sud-est di Severodonetsk, mentre continua la battaglia per la città industriale dell’Ucraina orientale. “A seguito del fuoco di artiglieria e di un assalto, il nemico ha ottenuto un successo parziale nel villaggio di Metolkine, cercando di ottenere un punto d’appoggio”, ha dichiarato in un post su Facebook. Sergei Gaidai, il governatore di Luhansk nominato dagli ucraini, in un altro post online ha parlato di “dure battaglie” a Metolkine.

ORE 09:30 – INTELLIGENCE GB: MORALE TRUPPE RUSSE INSTABILE, CASI DI DISERZIONE – “Le forze ucraine hanno probabilmente disertato nelle ultime settimane, ma è probabile che il morale della Russia rimanga particolarmente instabile. Ci sono stati casi di intere unità russe che hanno rifiutato ordini e scontri tra ufficiali e le loro truppe”. Lo sostiene il bollettino quotidiano dell’intelligence britannica come riporta Ukraninska Pravda. “È probabile che anche molti membri del personale russo di tutti i ranghi rimangano confusi sugli obiettivi della guerra. I problemi di morale nelle truppe russe sono probabilmente così significativi da limitare la capacità della Russia di raggiungere gli obiettivi operativi”.

ORE 09:15 – MISSILE RUSO DISTRUGGE DEPOSITO DI CARBURANTE NELL’EST DELL’UCRAINA – Un deposito di carburante nella città ucraina orientale di Novomoskovsk è stato distrutto da un missile russo. Una persona è morta e due sono rimaste ferite.

ORE 09:00 – ZELENSKY: “NON DAREMO IL SUD A NESSUNO” – “Non daremo via il sud a nessuno”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video messaggio su Telegram, al rientro dalla visita a sorpresa ieri nel sud del Paese, a Mykolaiv e Odessa, i due centri strategici sul mar Nero, dove ha incontrato le truppe. “Non daremo via il sud a nessuno, restituiremo tutto ciò che è nostro e il mare sarà ucraino e sicuro”, afferma Zelensky rivolgendosi al suo popolo. Il presidente ha aggiunto di aver parlato con le truppe e la polizia durante la visita. “Il loro umore è fiducioso e non c’è dubbio nei loro occhi che l’Ucraina vincerà la guerra contro gli invasori russi”, ha detto.

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06:50 – JOHNSON: “PREPARARSI A UNA GUERRA LUNGA” – “Temo che sia necessario preparasi a una lunga guerra, perché Putin ricorre a una campagna di logoramento, cercando di schiacciare l’Ucraina con brutalità”. Così il premier britannico, Boris Johnson, in un suo intervento sul Sunday Times. “Il tempo – dice – è un fattore vitale”. “Tutto – aggiunge – dipenderà dal fatto che l’Ucraina riesca a rafforzare la sua capacità di difendere il territorio più velocemente di quanto la Russia possa rinnovare la sua capacità di attacco”.

01:30 – STOLTENBERG (NATO): “LA GUERRA PUO’ DURARE ANNI” – “Dobbiamo prepararci al fatto che potrebbero volerci anni. Non dobbiamo rinunciare a sostenere l’Ucraina”, ha detto Jens Stoltenberg – segretario generale della Nato – al giornale tedesco Bild amSonntag. “Anche se i costi sono alti, non solo per il supporto militare, anche per l’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari”. Un vertice Nato a Madrid alla fine di questo mese dovrebbe concordare un pacchetto di assistenza nel passaggio dell’Ucraina dalle vecchie armi dell’era sovietica all’equipaggiamento standard dell’Alleanza atlantica.

00:15 – GOVERNATORE LUGANSK: “CI PREPARIAMO AL PEGGIO” – Gaidai, governatore del Lugansk, regione dell’Ucraina orientale, dice: “Bisogna prepararci al peggio”. Così racconta la situazione nell’area: “A Severodonetsk le forze russe e ucraine si scontrano per le strade, mentre a Lyssychansk il fuoco dell’artiglieria russa è permanente, quasi 24 ore al giorno”. A Lysytchansk ci sono segni di preparativi per i combattimenti di strada: i soldati stanno scavando buche e montando filo spinato, e la polizia sta piazzando veicoli bruciati attraverso le strade per rallentare il traffico. La vita è molto dura per il 10% dei residenti di Lyssytchansk rimasti in città nelle cantine, senza rete telefonica, acqua corrente o elettricità. “Cerchiamo di convincerli ad andarsene”, ma “alcuni rifiutano categoricamente”, dice ancora Gaidai. E solo una “piccola percentuale” spera che Mosca trasformi la regione in un “mondo russo”.

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ORE 00:00 – IL PENTAGONO VALUTA L’INVIO DI ALTRI 4 LANCIARAZZI – Il Pentagono sta valutando l’invio di altri quattro lanciarazzi Himars in Ucraina. Lo scrive Politico. La decisione sarà “basata sui bisogni immediati dell’Ucraina”, ha detto una fonte militare. La consegna, ha affermato un altro funzionario, dovrebbe avvenire in tempi brevi. Gli Usa hanno già inviato 4 lanciarazzi a Kiev.

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