“Hammamet”, Pierfrancesco Favino sull’”umanità difficile” di Craxi

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È un film che ha fatto molto parlare di sé quello di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino nei panni di Craxi: “Hammamet”. Questo sia per la mimetica interpretazione dello storico segretario del Partito Socialista Italiano che Favino ci ha regalato, sia per l’impresa di imbarcarsi nella narrazione di un personaggio politico italiano di quel calibro.

Ciò che si sceglie di inquadrare in questo film è però il lato più inedito ed intimo della vita di Craxi. Più umano, si direbbe. Gli affetti, il rapporto con la figlia, la malattia, la paura di perdere il potere… Tuttavia, come ha sottolineato il regista, e co-sceneggiatore, in un’intervista a Radio Popolare:

Io ho fatto un film che è chiaramente un film metaforico sul potere e non credo assolutamente a chi mi dice che manca la politica. Manca la cronaca, quella che si consuma nell’arco di un giorno. Io avrei potuto prendere migliaia di giornali […], non l’ho fatto perché non mi sembrava un’operazione utile. […] La cosa bella del cinema è anche l’emozione che ti danno i silenzi, i misteri, le domande alle quali solo tu spettatore puoi dare risposta”.

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L’umanità di Craxi nell’esperienza del Favino attore

Ci sono degli aspetti dell’uomo Craxi con i quali ho empatizzato” rivela Favino in un’intervista a ComingSoon. Al di là di ogni giudizio politico, l’attore si è avvicinato all’interpretazione del colosso politico degli anni’80 con profondo rispetto e focalizzandone l’aspetto più umano.

L’aspetto di padre, l’aspetto di uomo appassionato del suo mestiere, l’aspetto di sincera attenzione nei confronti di alcuni lati dell’umanità” e dopo una breve riflessione aggiunge “la sofferenza, il patimento, la paura di perdere la propria famiglia, la propria forza, la propria vita”.

Tornando sul concetto di empatia, in un’intervista a Movieplayer.it, Favino sottolinea: “Quella leadership, non solo familiare, perché Craxi aveva anche un forte senso di paternità verso l’Italia, ti lascia da solo. Ho empatizzato molto con quella emozione e con tantissimi aspetti dell’umanità difficile di quell’uomo, non era mio compito mio giudicarlo”.

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Per immergervi nel periodo della caduta in disgrazia del colosso politico dietro il nome di Craxi, per sfiorare nell’interpretazione di Favino, la voracità dell’uomo dietro il mito, voracità nei confronti del cibo, “ma anche nei confronti della vita in generale”, stasera il film di Amelio è su Rai 3 dalle 21.25.

Debora Troiani

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