Ho visto chiamare negazionista chi ragionava e protestava e chiamare savio chi obbediva e nutriva la paura e la trasmetteva agli altri


Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, mascherate nude isteriche, trascinarsi per strade di covidioti all’alba in cerca di vaccini rabbiosi, hipsters in monopattino dementi per l’antico contatto celeste con il gomito schermato nel macchinario del lockdown.
E ho visto ragazzi fare l’aperitivo alle 3 del pomeriggio, tartine salame e prosecco.
Ho visto ottantasettenni rantolare sotto la mascherina d’agosto, indi svenire felici. Li ho visti trasportati all’ospedale dove, invece che i sintomi dell’autoasfissia, gli riscontravano il Covid.
Sì, io li ho visti inutilmente intubati morire poco dopo.
Ho visto zanzarologhi, veterinarie, guitti, parassiti, carrieristi, camici in conflitti d’interesse consigliare la cosa regolarmente sbagliata, prima di evitare le mascherine, poi di tenerle a vita, poi di spararsi una dose di siero, poi un’altra e un’altra e un’altra fino alla tossicodipendenza. Li ho visti pretendere la galera a vita per 60 milioni di persone, qualcuno anche dopo la vita, nella vita eterna, e tutto per venire arruolati dalla politica, per un posto da parlamentare, e ciascuno la sparava più grossa degli altri per ambizione e invidia.
Ho visto mascherine di merda, dal sapore di merda, che non filtrano merda, ma era proibito dirlo, fino a che un giorno qualcuno in televisione lo ha detto e meglio ha fatto parlare i tecnici che se lo dicevano solo fra loro e allora hanno ritirato tutte le mascherine di merda, tranne quelle che non si sa dove siano finite.
Ho visto infermiere eroine dolorose affaticate spararsi le pose e poi finire al festival del Cinema, a quello di Sanremo.
Ho visto guittoni da sprezzo dire cazzo, lo volete capire che è solo un raffreddore e poi dire cazzo lo volete capire che qua si muore.
Ho visto selvatiche armate di telefono ardente riprendere i sovversivi che pretendevano di andare al supermercato per non morire d’inedia.
Ho visto gente guidare da sola in macchina con un pezzo di carta da culo verde sulla faccia.
Ho visto altra gente fare il bagno in mare da sola con lo stesso pezzo di carta da culo sulla faccia, ho visto poliziotti dare la caccia a spauriti camminatori del bagnasciuga.
Ho visto litorali divisi da linee immaginarie, fino a qua puoi respirare, dopo di qua devi ansimare dietro il pezzo di carta da culo verde.
Ho visto scuole chiuse e studenti farsi le pippe da un computer e insegnanti disperati e presidi e bidelli trombare inconsapevoli in videoconferenza.
Ho visto ristoranti deserti alle 6 di sera e pieni alle 6 di mattina.
Ho visto ubriachi di buon mattino, come alpini, vagare senza meta in albe livide disperate.
Ho visto sbarchi di teste di cuoio in ristoranti dove ballavano la Macarena, li ho visti filmare tutti i partecipanti esterrefatti e quindi multarli con severità.
Ho visto vicini di casa spiarsi, colleghi telefonare alle guardie, nel regno della delazione che non risparmia nessuno.
Ho visto amicizie di una vita frantumarsi per uno straccio di carta da culo in faccia, per un vaccino che neanche è arrivato.
Ho visto umani senza umanità, altri ne ho visti terrorizzati allarmarsi di tutte le malattie logorati sfiniti spremuti, li ho visti morire di cancro e di ictus e venire rubricati come Covid perché sulle loro carcasse i nosocomi prendevano duemila euro cadauno.
Ho visto vecchi entrare negli ospizi sani e non uscirne che cadaveri dopo due settimane di tortura.
Ho visto giovani impazzire di solitudine, altri ne ho visti allucinati sui treni, dietro tredici mascherine e una barriera di plastica, li ho visti urlare fuori controllo se vedevano un umano a loro non più simile telefonare, respirare oltre la museruola.
Ho visto malati veri, di Coronavirus, curarsi da soli perché i medici non ci andavano a visitarli eppure guarire assai meglio che se avessero seguito i letali protocolli degli scienziati da reality.
Ho visto imbecilli platinate fare il bancomat coi guanti da chirurgo e non riuscirci e metterci sei ore ma nessuno gli spezzava la quinta vertebra della spina dorsale.
Ho visto negozianti cacciare clienti con il pezzo di carta verde da culo non perfettamente allineato e ristoratori felici di non avere nessuno a pranzo.
Ho visto altri ristoratori, umani, troppo umani piangere abbassando per l’ultima volta la saracinesca sui sacrifici di una vita; li ho visti ammazzarsi, lasciarsi morire, non avere più forza di continuare.
Ho visto file lugubri davanti agli uffici postali, agli spacci alimentari, a testa bassa, come i deportati nei lager.
Ho visto cristiani atterriti vantarsi sui social di avere fatto un vaccino.
Ho visto amici ritrovarsi dopo pochi mesi senza riconoscersi, invecchiati di decenni.
Ho visto genitori cadenti protendersi verso figli senza cuore, che negavano un bacio, una mano nella mano.
Ho visto famiglie divise nella stessa casa, le ho viste vivere bardate come nelle centrali nucleari esplose.
Ho visto conduttori televisivi satanizzati togliere il collegamento a chi sosteneva che di Covid si può anche non morire.
Ho visto uomini di scienza ridotti alla scemenza, parlare in collegamento, davanti a uno schermo, nel proprio studio, della loro casa, completamente soli, li ho visti parlare con addosso un pezzo di carta verde o bianca o nera o tricolore o arcobaleno da culo.
Ho visto virus cinesi che non si potevano chiamare cinesi ma americani o italiani sì.
Ho visto varianti brasiliane, britanniche, di Bora-Bora.
Ho visto piani pandemici sparire nella noncuranza generale.
Ho visto gente morire di incidente, di ossido di carbonio e di vasi da fiori sulla testa venire considerati morti di Covid.
Ho visto volontari speranzosi cascare stecchiti dopo una dose di vaccino ma felici perché gli avevano spiegato che “non c’era correlazione”.
Ho visto ultracentenari con diciotto patologie pregresse morire “per colpa del Covid” nello sconcerto generale.
Ho visto rantolanti nei reparti di terapia intensiva dove non può entrare nessuno tenere conferenze stampa appesi a un tubo per raccomandarsi gracchiando di mettersi il pezzo di carta verde da culo.
Ho visto le mail dei governi obbligare gli scienziati a mentire sui morti, sui contagi per tenere al terrore le popolazioni.
Ho visto banchi a rotelle finire in cantina mai usati, comprensori vaccinali a forma di fiori mai usati dai costi esorbitanti, il mio Paese ridotto a una cartina di regioni da colorare e a seconda dei colori si poteva vivere, vivere poco o crepare.
Ho visto un popolo intero rincretinire regredendo a livelli immaturi, infantili, puerili, fetali.
Ho visto noi contro di noi, orfani della speranza di un urlo in cerca di una bocca.
Ho visto politici giustizieri minacciare il lanciafiamme.
Ho visto politici gelidi dietro occhialini abusivamente intellettuali pretendere la prigionia a vita e mandare le guardie per le strade e poi a bussare per le case.
Ho visto scienziati politici vietare gli amplessi; li ho visti affermare che “il coronavirus si rifugia nei testicoli”; giurare che anche una scorreggia può infettare; diffidare degli emiliani con la zeppola e i calabresi con le aspirate.
Ho visto governatori vietare agli innamorati di baciarsi.
Ho visto virologi spiegare come scopare.
Ne ho visti altri assumere agenzie per gestire i troppi impegni, li ho visti diventare influencer.
Ho visto risultare positivi esseri umani morti anni prima.
Ho visto chi si vergognava di non avere avuto il Covid e chi si vantava di averlo avuto, e lo mandavano in televisione.
Ho visto vietare il calcetto e il tango perché potenzialmente micidiali.
Ho visto istruzioni per “spegnere le candeline della torta di compleanno senza correre inutili rischi”.
Ho visto multare anziani di 80 anni perché bevevano un caffè.
Ho visto telegiornali raccontare senza speranze che a Taranto 18 studenti si erano contagiati guardandosi negli occhi.
Ho visto scolari delle elementari derelitti perché avevano dimenticato l’astuccio e nessuno voleva né poteva prestargli una penna.
Ho visto allievi segnalare al preside professori che osavano scostarsi la mascherina un attimo dopo 4 ore di lezioni per non morire soffocati.
Ho visto gente sana farsi 7 ore in coda sotto la pioggia per un tampone e ammalarsi.
Ho visto gente ordinare le pizze per telefono, andare a ritirarle con il panno verde addosso e venire spediti a pagare fuori.
Ho visto gente ordinare un caffè al bar, dentro al bar, dieci minuti di attesa e poi costretta ad andare a sorbirselo fuori per i 12 secondi che ci volevano.
Ho visto docenti picchiare studenti che non volevano mettersi la carta verde da culo sul naso e studenti pestare insegnanti per lo stesso motivo.
Ho visto decreti abusivi prescrivere il pezzo di stoffa verde a chi lavora per conto suo da casa.
Ho visto gatti sofferenti con mascherine, cani idrofobi tentare di liberarsi.
Ho visto giovani evasi da strutture di contenimento mai più accolti da nessuno perché considerati infetti a prescindere.
Ho visto chiamare negazionista chi ragionava e protestava e chiamare savio chi obbediva e nutriva la paura e la trasmetteva agli altri.
Ho visto fomentare e poi premiare l’abitudine al terrore, alla rassegnazione e all’odio, e ho visto condannare e punire l’ultimo spasimo di libertà.
Ho visto politici ammettere serenamente di avere “proibito l’attività fisica non perché sia la situazione più a rischio ma perché volevamo dare il senso di un regime molto stringente”.
Ho visto la mia gente consegnarsi al più stringente dei regimi, al filo di ferro che di giorno in giorno penetrava più a fondo nella carne e ringraziare servili e chiederne ancora e ancora più di ancora.
Ho visto susseguirsi governi che erano sempre gli stessi, tranne il manico che ormai non serviva più; ma il sostituto non era di un legno diverso, non era migliore.
Non ho mai visto un regime di questa violenza in tutta la mia vita.

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