i blaugrana dominano e vincono facile- Corriere.it


La Juve inciampa sul filo. Quello del fuorigioco, certo, perch Morata si vede annullare la bellezza di tre gol, segnati in posizione sempre leggermente irregolare (il pi evidente il secondo). Un deja vu da incubo per il centravanti, dopo gli episodi contro Crotone e Verona. L’altro filo immaginario da cui cade Madama, punita da un tiro deviato di Dembel all’inizio e da un rigore di Messi alla fine quello su cui si esibisce l’equilibrista Pirlo, che prova a sfidare un Barcellona teoricamente minore (1 punto nelle ultime 3 gare in Liga) con le armi del palleggio e sopratutto del coraggio e del gioco d’attacco.

La scivolata bianconera compromette il primo posto nel girone e semina altri dubbi dopo quelli gi scaturiti in campionato. In attesa di ritrovare Ronaldo, De Ligt, Alex Sandro e Chiellini, i nodi da risolvere restano, soprattutto in mediana con Bentancur e Rabiot troppo isolati e mai a loro agio. Il segnale di un cambio di mentalit in Champions, resta per un’idea attorno alla quale costruire qualcosa di nuovo: perch vero che il Dna della Juventus d’acciaio un altro, ma altrettanto vero che la Coppa manca dal 1996. E magari non fa male mettersi al passo con i tempi, anche se il lavoro da fare resta molto.

Il segnale che certifica la vocazione d’assalto la presenza dall’inizio di Chiesa, che vince il ballottaggio con Ramsey sulla sinistra: quello di Pirlo un 4-4-2 con quattro giocatori di pura vocazione offensiva e due terzini che attaccano, o almeno ci provano. L’idea di fondo apprezzabile, ma fin dall’inizio il Barcellona mostra alla Juve come funziona in pratica: dopo nemmeno due minuti si vedono un assist di Demiral per Messi, un tiro di Pjanic respinto da Szczesny e un palo di Griezmann. Anche l’ex Pjanic sbaglia un appoggio, ma Kulusevski non ne approfitta. Le due squadre sono in costruzione e mostrano la loro imperfezione. Ma il capo cantiere della Juve, Ronaldo, assente per il virus. Mentre quello del Barcellona, Messi, si inventa un cambio di campo di quaranta metri da sinistra a destra per Dembel. Il francese porta a spasso Chiesa con un dribbling e trova la deviazione dell’azzurro sul suo tiro, che si trasforma cos in un pallonetto imparabile.

La Juve non resta a contemplare l’avversario e nel giro di un quarto d’ora Morata segna due volte, ma sempre in fuorigioco. Pirlo aveva chiesto di sfruttare la maggior fisicit del suo centrocampo, ma di fronte alla tecnica e alla rapidit di Pjanic e De Jong, il raffronto con Rabiot e Bentancur a tratti impietoso. L’impressione che il Bara sulla trequarti possa lasciare sempre il segno: Messi, dopo uno scambio da ricordare con Griezmann, allarga troppo il diagonale. Dembel e lo stesso Grizou si fanno invece respingere il tiro nella stessa azione, con Szcesny bravo due volte. Dybala, alla seconda da titolare in tre giorni dopo tre mesi di stop, non brillante e ancora una volta solo Kulusevski sembra avere qualcosa in pi per trascinare la Juve verso un possibile pareggio. A inizio ripresa sembra la volta buona, tanto che l’arbitro porta la palla a centrocampo. Ma la Var becca ancora Morata con il ginocchio al di l della linea. Se una linea di confine, la Juve viene respinta, anche perch Messi dopo aver sfiorato il raddoppio, lo centra su rigore, assegnato per un goffo fallo di Bernardeschi su Ansu Fati. il primo gol di Leo a Torino: il suo modo per tenere anche Ronaldo sul filo.

28 ottobre 2020 (modifica il 28 ottobre 2020 | 23:22)

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