I Cinquestelle e i due mandati: Beppe Grillo tiene il punto, ma la partita non è chiusa

Il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo è arrivato questa mattina a Roma. Ha dapprima parlato per tre ore e mezza con il presidente Giuseppe Conte, poi ci sono state tre diverse riunioni con i parlamentari alla Camera. Dopo la scissione di “Insieme per il futuro” e i cattivi risultati alle amministrative è un momento molto delicato per la forza politica che alle elezioni del 2018 raccolse oltre il 32% dei voti.

A quanto si apprende, per tutta la giornata a tenere banco è stato il tema del limite dei due mandati per gli eletti, che caratterizza il movimento dai suoi primi anni di attività. È una questione urgente perché a ottobre si voterà in Sicilia e allo stato delle cose il movimento dovrebbe rinunciare al suo nome più spendibile, quello del sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri.

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Dell’incontro con Conte non è trapelato nulla. Più permeabile alle indiscrezioni la riunione con i parlamentari, nonostante siano stati costretti a lasciare i telefoni al di fuori dalla sala: Grillo avrebbe tenuto il punto, escludendo ogni deroga alla regola. “Domani spiegheremo tutto…”, è l’unica cosa che ha poi detto ai cronisti rientrando a sera in albergo. La partita comunque non sarebbe chiusa, riferisce l’agenzia Ansa citando “un big”. 

Il fondatore avrebbe inoltre escluso di uscire dal governo Draghi, nonostante il disagio espresso da deputati e senatori rispetto a temi come il superbonus, il termovalorizzatore di Roma, gli attacchi al reddito di cittadinanza. 

Ha inoltre delineato il suo ruolo di consulente (quello previsto dal contratto da 200-300 mila euro stipulato ad aprile), spiegando che sarà operativo, che periodicamente sarà a Roma, e che il suo blog è a disposizione per ospitare parlamentari in modo da dare spazio ad alcuni temi chiave.

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Su Luigi Di Maio si sarebbe limitato a dire: “Nessun rancore per chi se n’è andato”

Il ministro degli Esteri ha parlato ai cronisti proprio mentre Grillo era a Montecitorio: “Questo sui due mandati – ha detto – è un dibattito di cui agli italiani non interessa nulla. Ci sono forze politiche che negli ultimi mesi hanno deciso di picconare il governo un giorno sì e un giorno no. Quando si fa questo, quello che avviene è che queste forze politiche pagano alle elezioni. Perdono voti le forze politiche che causano instabilità”. 

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