I giovani e le scelte di salute e formazione (di A. Parente)

Simona Granati – Corbis via Getty Images

ROME, ITALY – JUNE 01: Nurses prepare doses and syringes of Vaxzevria Vaccine (formerly COVID-19 Vaccine AstraZeneca) in the Vaccine Hub at Auditorium della Tecnica, on June 1, 2021 in Rome, Italy. Italy Covid-19 vaccination plan proceeds and many corporations have been allowed to organize public vaccination hubs within their spaces. (Photo by Simona Granati – Corbis/Corbis via Getty Images)

Molti oggi parlano dei giovani; ma non molti, ci pare, parlano ai giovani.   
Le generazioni in genere cambiano visioni, linguaggi, modalitá di espressione.    Spesso pensiamo che le ragazze e i ragazzi  non abbiano voce ed invece con le loro scelte, a volte molto pratiche e silenziose, determinano il corso delle cose. Pensiamo all’adesione massiccia alla vaccinazione nella fascia di età 20/29 anni o anche alla volontà degli adolescenti di accedere al vaccino,  in qualche caso anche con la contrarietà dei genitori.

Ad oggi infatti, nella fascia di età compresa tra i 12 e i 19 anni, il 24% risulta essere vaccinato con prima dose e il 34% ha ricevuto anche la seconda dose; corrisponde, invece, ben al 60% la percentuale di giovani tra i 20 e i 29 anni ad aver completato il ciclo vaccinale, mentre il 17% di loro è in attesa di ricevere la seconda dose di vaccino.

Sono dati importanti, destinati a crescere, che dimostrano come i giovani,  ancora una volta, abbiano dato una forte risposta al Paese; risposta che sa di consapevolezza, di responsabilità e di fiducia nella scienza e nel futuro.
Il senso di responsabilità appena richiamato, poi, è emerso chiaramente anche quando il Governo, ad inizio agosto, ha istituito la restrizione che consente l’accesso a numerosi servizi – tra cui musei e luoghi di cultura, piscine e palestre, trasporti pubblici, – solo a chi é in possesso di Green Pass: sono stati gli under 30 a trainare la rimonta delle vaccinazioni, facendo registrare un incremento del 15% sulle prenotazioni per le vaccinazioni, ben superiore alla media degli aumenti registrati per le altre fasce di età.   

La terribile pandemia ha sospeso l’esercizio della sostanza stessa dell’umanità, l’essere in-relazione con l’altro anche tramite un abbraccio, un bacio. Gli adolescenti e i giovani hanno vissuto questa profonda rinuncia sulla propria pelle,  in un periodo della vita di approccio al mondo e di essenzialità di esperienze per la crescita . E quindi,  per la maggioranza delle ragazze e dei ragazzi,  aderire alla scienza e vaccinarsi è sinonimo di ripresa della vita “umana” di relazione e di studio.   Infatti quanto più siamo vaccinati più si riprende la normalità della scuola e dell’Università in presenza.   I giovani ne sono consapevoli. E proprio dopo questa “privazione formativa”  deve partire lo scatto per una grande stagione di “ sostegno alla formazione”  di  nuove classi dirigenti, di professionisti eccellenti, di personale tecnico di valore.

Saranno differenti aree tematiche a dover raccogliere la sfida del cambiamento e della innovazione.  Dalla politica alla finanza, all’istruzione, ai rapporti con l’estero, al rapporto con le tecnologie, all’alimentazione. Cruciali sono gli investimenti di crescita e di competenze nell’ambiente, nell’economia. Privilegiati i settori della comunicazione, della  salute e delle prevenzione.   

Come Commissione Sanità, stiamo svolgendo un’indagine conoscitiva dalla quale è emersa una forte necessità di forza lavoro giovane, nonché un’estensione delle competenze in materia di sanità: servono medici, giovani e preparati, le cui competenze non si limitino solo all’ambito sanitario, ma si estendano anche a quello manageriale e gestionale; occorrono ricercatori, figure come infermieri, fisioterapisti, ostetriche e tutte le altre professioni sanitarie che, insieme ai medici, siano in grado di lavorare in équipe e di creare una rete funzionale tra l’ospedale e il territorio. Dovremmo superare gli steccati delle “Ssecialistiche“ ed imparare a lavorare insieme e in squadra. Nei prossimi mesi di post pandemia  ci attendono tanti mutamenti, di una cosa sono certa:  non deve più accadere che i giovani cambino paese, il nostro obiettivo deve essere che siano, invece, i giovani a cambiare il nostro Paese.

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