I like che condizionano la nostra vita

I “Mi piace” dei social media cambiano il modo in cui percepiamo i nostri ricordi. Condividere le nostre esperienze personali sui social media può avere un impatto negativo su come ci sentiamo riguardo ai nostri ricordi, soprattutto se il post non riceve a sua volta i  “Mi piace” tanto attesi.

Uno studio nell’ambito delle Neuroscienze fa presente come i ricordi che accompagnano la nostra vita e che sono  molto personali e privati possono trasformarsi, negativamente, a causa dei “Mi piace” che non raggiungono il tanto sperato numero atteso. Eppure, negli ultimi anni, sembrava quasi che le persone, in genere gli abitudinali dell’uso dei social, si fossero abituate alle notifiche   che riceva un loro post o un loro ricordo pubblicato. Le foto che pubblichiamo e che spesso rievocano un ricordo trascorso influenzano non solo la nostra memoria, ma anche gli attaccamenti che abbiamo con quei ricordi stessi.  Un nuovo studio, ha scoperto che i social media hanno il potenziale per cambiare il modo in cui le persone si sentono riguardo ai loro ricordi. Le metriche dei social media come i “Mi piace” di Facebook, il cuoricino like di Instagram, possono avere un impatto negativo su come le persone si sentono riguardo a determinati ricordi, specialmente se questi ricordi vengono condivisi senza ottenere molti Mi piace.  Oltre a questo, l’anticipazione dei giudizi dei social media sul passato può anche avere un impatto su quali ricordi le persone condividono e sul come. Con l’obiettivo di comprendere la presenza quotidiana di questi ricordi automatizzati, è stato esaminato un focus group con circa 60 utenti dei social media. In particolare, è esaminato il modo in cui le persone utilizzano funzionalità come Timehop, i ricordi di Facebook e i ricordi di Apple. È stato chiesto ai partecipanti quali fossero le loro esperienze da ricordare. Mentre  alcuni trovavano i ricordi pubblicati in passato una maniera inquietante ed invasia, altri li trovavano un utile promemoria di esperienze precedenti che avevano dimenticato.

È stato chiesto anche  se il numero di “Mi piace” ricevuti da un ricordo condiviso avesse avuto un impatto su di loro.  In alcuni casi i partecipanti si sono sentiti in modo diverso sui propri ricordi a seconda del numero di Mi piace.

Se per alcuni, i ricordi sono stati convalidati, in parte, attraverso i Mi piace dei social media, e che li hanno avvertito come un giudizio sul valore di quel ricordo, per altri invece il non ricevere abbastanza Mi piace li ha fatti sentireerodere il valore personale associato agli stessi ricordi.  I partecipanti allo studio erano consapevoli di ciò che stava accadendo, ma hanno detto che è stato difficile rompere con quella che è stata descritta come “economia simile”.  Seppur i partecipanti hanno riconosciuto l’importanza emotiva suscitata dai ricordi e che non avrebbero  dovuto essere influenzati dai social network, alcuni hanno comunque scoperto di pensare in modo diverso a un evento a causa della prorpia reazione sui social media.  Ovviamente non tutti i ricordi sono stati influenzati dalle metriche dei social media.  Alcuni erano considerati troppo piccoli per essere di interesse più ampio.  Un partecipante allo studio per esempio ha asserito che se è solo una foto personale con un amico magari presi in atteggiamenti goliardici e non ottiene ” Mi piace ” sperati, rimane indifferente come” qualunque cosa “.”  Tuttavia per altri tipi di ricordi condivisi invece il numero di “Mi piace” sembrava ancora un giudizio ineludibile. Il giudizio quindi che si riceve attraverso i Mi piace dei social media plasma il modo in cui le persone condividono i propri ricordi con gli altri.  Lo studio inoltre ha rilevato come le persone hanno spiegato di essere arrivate a proteggere attivamente i loro determinati ricordi dall’analisi dei social media.

Una partecipante ha detto che si sarebbe trattenuta dal condividere particolari “ricordi cari”, nel caso in cui il numero di Mi piace ricevuti alterasse la sua relazione con quel ricordo.  Inoltre è stato scoperto che le persone sarebbero state selettive riguardo al tipo di memoria che avrebbero continuato a condividere, scegliendo di condividerne alcuni privatamente piuttosto che apertamente nelle loro reti.

Anche qualcosa di privato come un ricordo è ormai diventato una parte di routine dell’utilizzo dei social media e le piattaforme stanno iniziando a modificare il modo in cui viviamo il nostro passato.  In futuro, questa parte di routine della nostra vita potrebbe continuare a plasmare il modo in cui ricordiamo individualmente e collettivamente.

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