I ricercatori restano precari, blitz al Cnr: ‘Le risorse ci sono, perché non le usano? Chiediamo 400 assunzioni’

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Arturo Bandiera

08 settembre 2021 07:30

Alcuni di loro lavorano come ricercatori da 10, o anche 15 anni. Eppure ancora non sono stati stabilizzati. E’ una storia balzata spesso alle cronache negli anni ma mai risolta. La legge di bilancio, a dicembre 2020, ha previsto lo stanziamento di 25 milioni solo per gli enti di ricerca, da utilizzare per l’assunzione dei precari. Sono circa 400 che da tempo chiedono di veder riconosciuti i propri diritti (e le proprie battaglie).

Ma nonostante l’esito positivo dello stanziamento, arrivato dopo un lungo pressing dei ricercatori, le assunzioni non sono ancora arrivate. Una vicenda paradossale, che viene portata nuovamente alle cronache dopo un blitz del movimento dei Precari Uniti Cnr nella sede fiorentina dell’ente, al Polo scientifico di Sesto Fiorentino.

Una quindicina di loro (nel rispetto delle normative anti-Covid sul contingentamento del numero) hanno consegnato alla Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza, un documento sulla loro storia e i diritti che rivendicano. E’ appena arrivata ed hanno così voluto mettere alla sua attenzione la loro situazione e metterla a conoscenza della situazione “perché non si dica che non sapeva”.

Anni di lavoro per la ricerca italiana e di regolarizzazioni mai arrivate. Nonostante le continue battaglie e le numerose proteste portate in piazza. “Quando il Ministero ha chiesto di indicare il numero di precari da assumere in seguito allo stanziamento dei 25 milioni – racconta Lorenzo Marconi, fiorentino fiorentino, fra i responsabili del movimento dei Precari Uniti Cnr – sembra che il Cnr abbia risposto ‘zero’. Fatto sta che le assunzioni non sono arrivate. Non accettiamo prese di giro, vogliamo chiarezza”.

I precari si augurano che la nuova Presidente prenda atto della situazione: “Sollecitata dal Ministero la nuova amministrazione avrebbe dato il numero di 50 precari da stabilizzare al Cnr. Ma non può bastare, è giusto che assumano tutti. Anche perché in questo modo le risorse spese per l’assunzione dei precari degli altri enti di ricerca sono appena la metà. L’altra metà resta inutilizzata: chiediamo che gli enti decidano autonomamente di non fare nuovi concorsi ma di usare i fondi per le stabilizzazioni di tutti i 400 precari”.

Nei prossimi giorni il nuovo Cda dell’ente dovrebbe svolgere una riunione informale per decidere il da farsi sulla vicenda: “Per questo abbiamo consegnato alla nuova Presidente Carrozza un documento che descrive la situazione. A dicembre 2021 le graduatorie scadranno: se non ci saranno tutte le assunzioni il livello della nostra protesta salirà nuovamente grazie anche al supporto completo che ci hanno sempre dato in questi anni di lotta i sindacati Cgil, Cisl e Uil”.

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