Il candidato di Calenda firma le assunzioni in campagna elettorale come Emiliano

Martedì 23 agosto, in piena campagna elettorale, Massimo Cassano, candidato di Azione nel listino bloccato al collegio di Bari dietro Mara Carfagna, già capo della lista civica Popolari per Emiliano, firmava di suo pugno una per una (con una stretta di mano ai vincitori) le assunzioni dei cosidetti navigator regionali, i dipendenti dei centri per l’impiego. Esattamente come fece Michele Emiliano alla vigilia delle Regionali, con quella foto che fece il giro d’Italia che lo ritraeva in un teatro a firmare le assunzioni della sanità.

Cassano ora è candidato di Calenda, ma il metodo rimane quello di Emiliano. Che Calenda finora ha sempre criticato. E chissà che direbbe il leader del Terzo Polo se ad aver assunto i navigator con cerimonia pubblica, in piena campagna elettorale, anziché il suo candidato Cassano fosse stato Di Maio.

Da quando ha fondato il suo movimento Popolari per Emiliano, lista civica che ha eletto i suoi uomini in consiglio regionale e in tutti i comuni pugliesi, Cassano è stato nominato dal governatore prima commissario e poi direttore generale dell’Arpal, l’agenzia per il lavoro regionale che gestisce tutti i centri per l’impiego.

Dopo aver riconfermato i navigator di Di Maio un mese fa (mentre De Luca li ha mandati tutti a casa), ha assunto quelli, sempre per i centri per l’impiego, dipendenti dalla Regione Puglia. Prima prendedone a centinaia a tempo indeterminato tramite agenzie interinali, poi, dopo la polemica scoppiata sulla parentopoli, con i concorsi.

E così il 23 agosto il candidato di Azione ha incontrato uno a uno gli ultimi assunti dall’agenzia regionale per firmare loro il contratto.

Il video con le immagini di Cassano e i volti dei dipendenti che firmano lo ha pubblicato l’Agenzia regionale sui propri canali social: “Nuove assunzioni all’Arpal per potenziare i Centri per l’impiego. Oggi, con il vostro ingresso, abbiamo quasi completato il Piano di potenziamento dei Centri per l’Impiego, garantendo a tutte le province gli stessi standard di servizio. Così il direttore generale dell’Arpal Puglia, Massimo Cassano (con link al suo profilo politico con simbolo di Azione), ha accolto i 71 giovani che dal 1° settembre entreranno a far parte della grande squadra regionale dei servizi pubblici per il lavoro”.

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Le polemiche come abbiamo detto già si erano scatenate nei mesi scorsi quando è stata rivelata l’assunzione in Arpal di molti iscritti al partito di Cassano.

In particolare Massimiliano Scagliarini su La Gazzetta del Mezzogiorno scrive: “A Bari, a marzo, Puglia Popolare ha costituito il suo gruppo. Ne fanno parte la capogruppo Francesca Ferri (eletta in una civica di centrodestra), Giuseppe Di Giorgio e Giuseppe Neviera. All’Arpal sono entrati come formatori i due figli di Di Giorgio (Annamaria, in direzione generale, e Pasquale detto Livio, «collaboratore mirato») e la figlia di Neviera, Gaia (al Centro per l’impiego di Rutigliano). Ma a Bari è ancora più particolare quanto avvenuto nel 5° Municipio, dove – anche grazie alla campagna acquisti di Cassano – il centrosinistra non ha più opposizione. Con Puglia Popolare sono passati la grillina Teresa Valerio e i meloniani Michele Piscopo e Alessandro Lapenna: l’accordo è stato suggellato con una foto nella sede dell’Arpal. Simona Vitucci, consigliera comunale di Modugno, segretaria provinciale di Puglia Popolare, assunta pure lei attraverso un ente di formazione. Lapenna, candidato presidente per il centrodestra e cugino della moglie di Cassano: contratto interinale. Stessa cosa è avvenuta per Piscopo: anche per lui contratto interinale, sempre a Bari. Entrambi, a febbraio, sono stati espulsi da Fratelli d’Italia”. Li sceglie l’agenzia interinale, anche se per un posto pubblico, quindi tutto regolare.

Luigi Mazzei, invece, il segretario di Popolari per Emiliano a Lecce, è stato assunto da Cassano due mesi fa come dirigente.

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I contratti interinali danno punti in più per accedere ad altri bandi, sempre all’arpal, per esempio quello pubblicato il mese scorso per i funzionari.

Dove li mette poi tutti questi assunti? Giorni fa Cassano aveva già messo a bilancio l’acquisto di una sede a Bari con piscina sul terrazzo da 3 milioni e mezzo. È stato il Comune di Bari a scrivergli che non era idoneo un palazzo con piscina per ospitare un centro per l’impiego.

Oggi i 5 stelle pugliesi chiedono a Cassano di dimettersi: “L’Agenzia regionale che si occupa delle politiche attive del lavoro non può essere guidata da un candidato nelle liste di Azione – Italia Viva. Il partito di Renzi ha fatto dell’abolizione del RdC una battaglia, tanto da voler raccogliere le firme dei cittadini per cancellarlo. Parliamo di una misura fondamentale per le politiche attive del lavoro, per cui l’Arpal deve mettere a disposizione i propri strumenti per garantire il diritto alla formazione e al lavoro dei beneficiari. Siamo davanti a un conflitto d’interesse inaccettabile, per cui chiediamo le dimissioni immediate di Cassano”.

Interviene anche Gianmauro Dell’Olio, capogruppo del M5S in Commissione Bilancio al Senato: “È inaccettabile che il direttore generale dell’Arpal Massimo Cassano, candidato nelle liste del Terzo Polo, dichiaratamente contro il Reddito di Cittadinanza, di cui le Politiche attive del lavoro dovrebbero essere una parte fondamentale, non solo non si sia ancora dimesso dall’incarico di dg, ma non abbia avuto neanche il buongusto di sospendersi dall’incarico. E, inoltre, come se niente fosse, su Twitter vediamo le sue foto mentre firma contratti di assunzione, in piena campagna elettorale, per persone che fanno riferimento a posizioni a tempo determinato… che ora diventano a tempo indeterminato”.

Tace invece Michele Emiliano, che come ha nominato cassano direttore dell’agenzia, potrebbe revocargliela immediatamente.

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Del resto che Cassano sia passato in minoranza non risulta da nessuna parte. Massimiliano Stellato, il gilet giallo candidato a Taranto che come modello ha sempre detto di avere Emiliano “un politico di razza che io voglio emulare”, sul sito del consiglio regionale si legge che è ancora capogruppo dei “Popolari per Emiliano”.

E Cassano alla domanda se è vero che uscirà dalla maggioranza di Emiliano ha risposto: “Parlare oggi di quale sarà il mio rapporto futuro con la maggioranza di emiliano non interessa a nessuno. Arpal sono io, e Michele Emiliano ha vinto el elezioni grazie ai 100 mila voti dei Popolari”.

Del resto difronte agli assunti tra la lista di Cassano e i parenti, Emiliano ha detto “mica possiamo evitare ai parenti e agli iscritti a un partito di lavorare”.

Al presidente di firmargli il contratto in campagna elettorale però si. Ma del resto se lo fa anche Emiliano, il candidato di Calenda lo emula.

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