Il discorso che ha chiesto chiarezza ai partiti

Coraggio, altruismo e credibilità. Ma con paletti, argomenti e ruoli che suonano nelle parole del premier Draghi come il voler intraprendere una leadership forte senza intralci capace di arginare e bacchettare chi mette sul cammino del Governo beghe e ultimatum. Così le comunicazioni del premier al Senato dopo la concessioni su Patto sociale, Salario minimo, cambio sul RdC; non sono state affatto accomodanti. Draghi ha insistito sui punti di rottura, dall’invio alle armi all’Ucraina, a quel bordeggiate dentro e fuori la maggioranza, metodo che per Draghi non riguarda solo i 5S ma anche la Lega con lo smarcarsi di Salvini sulle scelte di Governo. Pur non citando gli episodi, potrebbero valere, ad esempio, l’annunciato viaggio in Russia di Salvini, o scelte che erano in contrasto con quelle dell’esecutivo, come catasto o balneatori, e taxi. Argomenti che il premier ha citato come lavoro fatto ma nel contempo nel citarli ha riaperto i distinguo che hanno pur rallentato le riforme.

Appello e interrogativi

L’appello e l’interrogativo rivolto alle forze politiche sé siano “pronte” a sostenerlo è stato il finale di un discorso dove sono combaciate le questioni passate e il possibile nuovo. La giornata, almeno nelle intenzioni della maggioranza dei partiti – tranne i 5S – che sostengono il Governo, doveva volgere al bello ma poi il clima è cambiato, i segni di una irritazione del Centrodestra sono cresciuti. Da un battimano tiepido, al distacco con in mezzo riunioni tra Salvini e Berlusconi e i contatti telefonici con il presidente Mattarella.

Chiarezza e stop ultimatum

Il premier è rimasto in silenzio, pur sollecitando impegno corale non ha voluto fare sconti. Draghi ha elencato le cose fatte, le emergenze affrontare e quelle da risolvere che sono drammatiche e imprevedibili.
Il premier è parso rinfrancato dagli inviti pressoché generali a rimanere a capo del Governo, ma pone una condizione invalicabile, quella di stabilire “Un nuovo patto di fiducia”, fondato su chiarezza e responsabilità. Un Patto che non prevede ultimatum e i capricci politici sulla strada delle riforme da completare. Una via che impone, sottolinea con forza Draghi ai senatori: “la responsabilità” di tutti davanti alle emergenze e alle richieste dei cittadini.

Appello alla responsabilità

Le parole del premier a chiusura del suo intervento sintetizzano la volontà di un ritorno alle decisioni di Governo, di un nuovo impegno in un nuovo Esecutivo programmatico, ma c’è una linea da seguire quella della responsabilità di fronte all’Italia e ai suoi cittadini.
“La domanda di stabilità arrivata da cittadini”, evidenzia chiamando ad una presa di coscienza corale della politica e dei partiti, “impone a noi tutti di decidere se sia possibile ricreare le condizioni con cui il Governo può davvero governare. È questo il cuore della nostra discussione di oggi. È questo il senso dell’impegno su cui dobbiamo confrontarci davanti ai cittadini”.

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L’altissimo consenso

“L’unica strada”, ha scandito Draghi, “se vogliamo ancora restare assieme, è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità”.
Il discorso del presidente del Consiglio ha due aspetti il primo il sottolineare l’ampiezza del consenso il secondo i paletti che pone per il ritorno alla guida di una maggioranza.
“L’altissimo consenso di cui il governo ha goduto in Parlamento ha consentito di avere quella tempestività delle decisioni chiesta dal Presidente della Repubblica”, ricorda il premier, “A lungo le forze di maggioranza hanno saputo tenere da parte le divisioni, per interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini”.
“Mercoledì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condiviso. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta”.

Le emergenze affrontate

Nelle due comunicazioni Draghi ha sottolineato le emergenze affrontate nei 17 mesi da presidente.
“Il presidente della Repubblica mi affidò l’incarico” di premier con l’obiettivo di affrontare “tre emergenze: pandemica, economica e sociale”, “tutti i principali partiti, con una sola eccezione, decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso che tenni in quest’Aula feci riferimento all’unità nazionale, che in questi mesi è stata la miglior garanzia di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere il consenso più ampio”. “Grazie alle misure di contenimento sanitario, alla campagna di vaccinazione, ai provvedimenti di sostegno economico a famiglie e imprese, siamo riusciti a superare la fase più acuta della pandemia, a dare slancio alla ripresa economica”, ha ricordato il premier, sottolineando, le “riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti oltre alla corposa agenda delle semplificazioni sono un passo essenziale per l’Italia. Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti”.

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Risultati, un merito corale

“Il merito dei risultati”, ha evidenziato il presidente del Consiglio, “è vostro, della vostra disponibilità a lavorare nell’interesse del paese. La vostra è stata la migliore risposta all’appello del presidente della repubblica”.
Gli “italiani hanno sostenuto le misure che di volta in volta abbiamo messo in campo, sono diventati veri protagonisti politiche, penso al paziente rispetto durante le restrizioni della pandemia, della vaccinazione, dell’accoglienza spontanea ai profughi ucraini accolti con affetto e solidarietà. Penso alle comunità locali con il Pnrr: mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano”.

L’Europa e il sostegno a Kiev

Passaggio importante nel discorso del premier quello su Europa e Ucraina.
“Il pieno sostegno all’Ucraina ha mostrato come l’Italia possa e debba avere un ruolo di guida nell’Ue e nel G7”, ha evidenziato Draghi, “Allo stesso tempo non abbiamo mai interrotto la ricerca della pace, accettabile per l’Ucraina, sostenibile e duratura. Siamo stati fra i primi a impegnarci affinché Ucraina e Russia potessero lavorare insieme per uno spiraglio negoziale. I progressi della scorsa settimana sono incoraggianti”.

L’agenda sociale, gli aiuti

“Accanto al Piano nazionale di Ripresa , c’è bisogno di una vera agenda sociale, che parta dai più deboli, come i disabili e gli anziani non autosufficienti”. Ha insistito Draghi, che sul tema sociale ha dedicato un ampio spazio.
“L’aumento dei costi dell’energia e il ritorno dell’inflazione hanno causato nuove diseguaglianze, che aggravano quelle prodotte dalla pandemia.
Fin dall’avvio del governo abbiamo condiviso con i sindacati e le associazioni delle imprese un metodo di lavoro che prevede incontri regolari e tavoli di lavoro”. “Oggi è essenziale proseguire in questo confronto e definire in una prospettiva condivisa gli interventi da realizzare nella prossima legge di bilancio”, ha indicato il Premier.

Ad Agosto nuovi provvedimenti

I prossimi giorni per Draghi saranno importanti per dare sostegno a imprese e cittadini.
“Bisogna adottare entro i primi giorni di agosto un provvedimento corposo per attenuare l’impatto su cittadini e imprese dell’aumento dei costi dell’energia, e poi per rafforzare il potere d’acquisto, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione”.

Ora un Patto sociale

Le proposte sul sociale hanno avuto nelle comunicazioni una parte centrale e delicata.
“Ridurre il carico fiscale sui lavoratori, a partire dai salari più bassi, è un obiettivo di medio termine. Questo è un punto su cui concordano sindacati e imprenditori”, ha annunciato Draghi, “Con la scorsa legge di bilancio abbiamo adottato un primo e temporaneo intervento.
Dobbiamo aggiungerne un altro in tempi brevi, nei limiti consentiti dalle nostre disponibilità finanziarie”
“Occorre anche spingere il rinnovo dei contratti collettivi”, ha fatto presente Draghi,
“Molti, tra cui quelli del commercio e dei servizi, sono scaduti da troppi anni.
La contrattazione collettiva è uno dei punti di forza del nostro modello industriale, per l’estensione e la qualità delle tutele, ma non raggiunge ancora tutti i lavoratori.

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Il Salario minimo

Tra i sostegni il premier ha dato risalto al Salario minimo argomento oggi al centro dell’agenda di Governo, sindacati e Associazioni di categoria. “A livello europeo è in via di approvazione definitiva una direttiva sul salario minimo, ed è in questa direzione che dobbiamo muoverci, insieme alle parti sociali, assicurando livelli salariali dignitosi alle fasce di lavoratori più in sofferenza.
Il reddito di cittadinanza è una misura importante per ridurre la povertà, ma può essere migliorato per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro.
C’è bisogno di una riforma delle pensioni che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita in un impianto sostenibile, ancorato al sistema contributivo”.

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