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Cronaca

Il premio Fendi a Elena, l’infermiera della foto che ha fatto il giro del mondo

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Elena Pagliarini va di fretta quando parla, dice di essere ancora stressata perch l’ultima cosa che vuole sentirsi al centro dell’attenzione. Ha 43 anni, l’infermiera che in marzo, all’Ospedale della sua Cremona fu fotografata da una collega col volto accasciato sulla tastiera del computer. La mascherina, i guanti. E lei esausta. Lo so che quella foto ha fatto il giro del mondo.

Dalle mani di Riccardo Muti

Ha modi spicci che ci riportano all’essenza delle cose, ai valori primari della vita. Il suo lavoro quello di chi non pu mollare mai, quello di cercare di salvare vite umane. Ha pensato a quale abito mettere al Festival di Spoleto? Vestir di nero, niente di pi, i fronzoli preferisco guardarli in tv. Elena Pagliarini domenica a Spoleto ricever il Premio Carla Fendi, rilanciato da Maria Teresa Venturini Fendi (che attraverso la Fondazione di cui presidente ha donato contro la pandemia 250 mila euro), dalle mani di Riccardo Muti, al termine del concerto con la sua Orchestra Cherubini. Fendi e Muti dicono che un riconoscimento per chi ha dato tanto senza nulla chiedere rischiando in prima persona, eroi straordinari nell’ordinariet quotidiana.

Elena, un grande direttore, uno storico marchio di moda, il glamour…Come vivr tutto questo?

Eh…con difficolt, sono un tipo sportivo, tutta questa popolarit mi d fastidio. La mia azienda mi ha detto che devo andare a Spoleto e lo faccio. Muti? L’ho visto in tv, lo conosco di fama, come le Fendi.

Cosa ricorda di quel momento?

Erano le 6 e venti del mattino, lavoravo dalle 8 della sera prima. Ho messo un lenzuolo dove ho appoggiato la testa e mi sono coricata per qualche istante. Respirare con la mascherina dodici ore ti rovina naso e gola, continueresti a bere ma non puoi, dovresti togliere il dispositivo di protezione. Quella foto simbolica, il premio naturalmente va anche a chi non si accasciato sulla tastiera come me. Non avrei mai pensato a tutto questo can can mediatico. Quella foto non riesco pi a guardarla.

Ma penser a quello che c’ dietro a quell’immagine.

S, questo s. Mi fa tornare in mente ci che diciamo ai malati, alle parole di conforto perch il nostro mestiere non solo mettere una flebo. Non sapevamo dove mettere i malati. Ricordo le sale piene di pazienti spaventati, molti in insufficienza respiratoria, non dicevano nulla ma avevano gli occhi del terrore, e in quei momenti sospesi tra la vita e la morte non pensi a niente; ricordo il senso del tempo completamente alterato, due minuti o due ore mi sembravano la stessa cosa.

E poi lei prese il virus.

Cinque giorni dopo. Mi vergognavo all’idea di potere essere intubata. Fortunatamente non ce ne fu bisogno. Persi gusto e olfatto, rimasi 23 giorni in casa, da sola, il cibo mi arrivava dal supermercato, c’era anche una cordata di colleghe che dopo il lavoro mi aiutavano. Guardavo la tv, ma mai un tg o il bollettino quotidiano che aggiornava sul Coronavirus. Leggevo tanto, mi piaciuta l’autobiografia di Frida Kahlo. Non vedevo l’ora di tornare in corsia.

Il presidente Mattarella l’ha nominata Cavaliere del Lavoro.

Quando me l’hanno detto, stavo lavorando e ho dovuto lasciare il reparto per le interviste, ho provato fastidio, sono sincera. Ma sar onorata di andare in ottobre al Quirinale. Penso al bene che pu portare la foto per tutte le mie colleghe, per la mia categoria, che viene messa in disparte, sottovalutata. Prima del Covid, non esistevamo. Purtroppo non cambiato nulla, i pazienti ricoverati negli ospedali spesso con noi sono maleducati, indisponenti, arroganti.

Ma lei ama il suo lavoro.

L’ho sposato il mio lavoro, anche se amo i miei tre nipoti. Dopo quella foto non avrei voluto avere contatti con nessuno.

Non lo so, non credo, lo dir il tempo. Spero di tornare alla mia vita tranquilla

Era il suo sogno fare l’infermiera o voleva invece fare La prova del cuoco in tv?

No, quella stata solo una battuta, non sono abituata alle interviste. Venivo dall’insegnamento alla scuola materna. Da quindici anni sono infermiera e non voglio fare altro.

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 14:39)

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