Il programma della Lega: flat tax, semipresidenzialismo, ponte sullo stretto e accordi con la Libia

Punto per punto il programma elettorale della Lega. Continuano gli approfondimenti di Start Magazine sui programmi dei partiti in vista delle elezioni del 25 settembre

 

Il giorno successivo alla presentazione del programma di governo della coalizione di centrodestra, Matteo Salvini ha presentato il programma della Lega. Il documento del centrodestra è articolato intorno a 15 punti programmatici mente quello del Carroccio è composto da oltre 200 cartelle e 41 temi.

LA LEGA VUOLE IL SEMIPRESIDENZIALISMO ALLA FRANCESE

Il centrodestra, nel suo programma, si impegna a produrre una riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, proposta, irrealizzata, che fu a suo tempo anche di Alleanza Nazionale. Nel programma della Lega si fa riferimento, invece, a una forma presidenziale “alla francese”, e quindi semipresidenziale non presidenziale pura. La differenza non è questione di lana caprina come potrebbe sembrare. In un sistema semipresidenziale sono presenti un Presidente della Repubblica e un premier che condividono il potere esecutivo. Il primo è eletto direttamente dal popolo con un suffragio a doppio turno e nomina il secondo sulla base del risultato delle elezioni legislative. Nel presidenzialismo “puro” invece il potere esecutivo è in capo esclusivamente al Presidente e al suo governo.

GIUSTIZIA: DIRITTO ALLA BUONA FAMA E SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

I punti cardine del piano di riforma della giustizia previsti dalla Lega sono: “rendere effettiva la ragionevole durata dei processi”, “rafforzare la tutela delle vittime del reato” attraverso “l’introduzione di adeguati strumenti di supporto”, “attuare effettivamente il principio di presunzione di innocenza: il diritto alla buona fama” per riconoscere “anche a livello mediatico, il principio della presunzione di innocenza dell’indagato”. Per ciò che riguarda la magistratura anche la Lega, come Forza Italia, suggerisce di “porre limiti all’appello dell’Accusa” e “attuare la separazione delle carriere”. Viene ritenuto fondamentale lottare “contro il correntismo esasperato e i suoi deprecabili effetti garantendo una giustizia uguale per tutti ed efficiente”, “riformare complessivamente il CSM” e la magistratura onoraria.

SICUREZZA: PIÙ UOMINI ALLE FORZE DI POLIZIA E LOTTA ALLA MAFIA NIGERIANA

La Lega si conferma un partito molto attento alle tematiche della sicurezza. Con un occhio di riguardo per gli organici delle forze di polizia. “Gli organici delle Forze di Polizia saranno potenziati per un controllo e prevenzione del territorio maggiormente capillare – si legge nel programma del Carroccio -. Difesa dei presidi di sicurezza: nessuna chiusura degli uffici di polizia su tutto il territorio nazionale, non solo nelle zone particolarmente sensibili”. Nel rispetto del motto “follow the money” il programma del partito di Salvini propone di tracciare i flussi finanziari per “impedire di subappaltare la gestione dei rifiuti o la fornitura di materiale edile a imprese mafiose, o il lavoro in nero. Ma anche per monitorare il dark web e i flussi di denaro legati alla mafia nigeriana”. Il contrasto alla mafia nigeriana è uno dei punti del programma. “La lotta alle mafie deve essere l’unione di molte forze in campo, e sono necessari analisti e studiosi, perché una mafia che si muove dal dark web ai riti voodoo, dal narcotraffico alle truffe telematiche non può essere affrontata solo dal punto di vista di forze dell’ordine ma anche da quello culturale e qui la politica gioca un ruolo determinante – scrivono -. Formare interpreti, traduttori e specialisti della cultura nigeriana. Creare liste per le suddette categorie a disposizione di sindaci e governatori per interrompere i canali creati in Italia dalla mafia nigeriana a monte”.

LIMITARE LO SCIOGLIMENTO DEI COMUNI PER MAFIA

La Lega, inoltre, suggerisce di superare la norma che prevede lo scioglimento di un Comune quando la collusione mafiosa sia accertata anche solo per un consigliere. “Proponiamo invece che la decadenza riguardi solo la singola persona collusa – recita il programma -. Nel caso di funzionario colluso, allontanamento dello stesso e creazione di un fondo ad hoc per i commissari prefettizi volto all’assunzione di personale esterno e quindi certamente non colluso, che vada a sostituire il funzionario corrotto”.

INFRASTRUTTURE: SÌ AL PONTE SULLO STRETTO

In materia di infrastrutture viene sottolineata la necessità di revisionare le norme sugli appalti “per puntare su opere di alta qualità e bassa manutenzione al fine di limitare i rischi infrastrutturali (oggi oltre 15mila opere a rischio)”. Tra le infrastrutture, non solo viarie, più importanti sono annoverate:

  • le infrastrutture per la transizione ecologica nei porti come il cold ironing, rigassificazione e bunkeraggio Lng;
  • la messa in sicurezzadella rete stradale “Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania, Battipaglia-Potenza-Metaponto, tratta adriatica, della statale 106 Jonica, Potenza-Bari, stazioni ferroviarie Agro nocerino-sarnese;
  • le connessioni nel Cilento e nel Molise;
  • mantenere GNL e nucleare nella ‘Tassonomia Ue’ delle fonti di energia compatibili;
  • il Porto di Civitavecchia
  • l’intera rete ferroviaria di collegamento Milano-Ventimiglia, compreso l’inserimento omogeneo del Terzo Valico;
  • completamento del corridoio trans-europeo tra Berlino e Palermo con la realizzazione della continuità territoriale tra Sicilia e Calabria (ponte sullo Stretto).

FLAT TAX A SCAGLIONI NEL PROGRAMMA DELLA LEGA

Tema caro alla Lega è l’estensione della flat tax e una nuova Pace fiscale ritenute “indispensabili per la ripartenza del Paese”. Il percorso della Flat tax prevede diversi passi: prima l’estensione alle “partite Iva con fatturato fino a 100mila euro, come già previsto dalla legge di bilancio approvata nel 2019 (e successivamente abrogata dal governo Conte II)”, poi “l’adozione del sistema di Flat tax cosiddetta incrementale, che assoggetta a imposta sostitutiva gli incrementi di Irpef e Ires, incentivando l’emersione dell’economia sommersa e non penalizzando la crescita delle aziende”, in seguito “l’introduzione della Flat Tax per le famiglie fiscali, l’ulteriore accorpamento delle ultime tre aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (dopo quello disposto dalla legge di bi- lancio 2022), l’introduzione per due anni della Flat Tax sul reddito incrementale Irpef e Ires e la riduzione dell’aliquota dell’Ires al 20%” e infine l’estensione “della Flat Tax a tutte le persone fisiche e giuridiche, senza limiti di reddito”.

EVASIONE FISCALE: ALZARE IL TETTO DEL CONTANTE

L’evasione fiscale, secondo il programma della Lega, non viene contrastata favorendo i pagamenti elettronici. La Lega ritiene, infatti, di inserire nel suo piano l’innalzamento del tetto di pagamenti in contanti che, dal 2023, sarà a 1000 euro. Il contrasto all’evasione fiscale, cui è dedicato un solo paragrafo, si realizza “promuovendo l’effettiva applicazione di sanzioni, che siano commisurate alla gravità dell’illecito, nei confronti dei soggetti inadempienti – si legge -. Un sistema che risponde tempestivamente ed efficacemente all’evasione fiscale, sanzionando adeguatamente i trasgressori, è un sistema fiscale realmente efficiente”.

PENSIONI: I SETTE PUNTI NEL PROGRAMMA DELLA LEGA

La riforma del sistema pensionistico pensato dal partito di Salvini si articola in sette punti:

  • Quota 41: “i lavoratori raggiungono il diritto alla pensione anticipata di anzianità con 41 anni di contributi. Per le donne si aggiunge un anno di contributi figurativi per ogni figlio”;
  • Pensione vecchiaia donne a 63 anni: “per le lavoratrici il diritto alla pensione di vecchiaia matura a 63 anni (oggi 67) di età e almeno 20 anni di contributi”;
  • Pensione di garanzia per i giovani: “per i giovani lavoratori con carriere interamente nel regime contributivo è riconosciuta, in ogni caso, una pensione minima di 1.000 euro. Considerare e dare valore previdenziale anche ai periodi di inattività lavorativa o di formazione”;
  • Rivalutazione pensioni: “al fine di evitare variazioni continue dei trattamenti pensionistici, la rivalutazione annuale è calcolata sulla base dell’indice Istat registrato al 31 dicembre dell’anno prece- dente a quello oggetto di rivalutazione”;
  • Opzione donna: “trattamento pensionistico diventa strutturale
  • Ape social: “proroga anticipo pensionistico”;
  • Riscatto laurea: “estendere la possibilità agevolata di riscatto contributi per il periodo relativo al percorso di laurea”.

LA DIGITALIZZAZIONE DELLA PA E DELLE IMPRESE

Il ricorso alla digitalizzazione è uno dei punti forti del programma leghista, declinato sia in termini pubblici che privati. Per la PA le proposte sono: “digitalizzazione estesa del rapporto tra PA e imprese, soprattutto attraverso il dialogo tra le banche dati pubbliche”, “standardizzazione dei procedimenti e della modulistica” e “riorganizzazione delle competenze e riduzione del numero di enti pubblici coinvolti nel medesimo procedimento”. Più strutturato il set di politiche per le imprese private che vanno dalle “misure di super e iper ammortamento per sgravare i costi in nuovi macchinari di processi produttivi che realizzano i componenti principali di un impianto alimentato da fonti rinnovabili ed i costi relativi alle certificazioni di tali componenti”, al potenziamento di “aliquote del credito d’imposta introdotto con il Piano Transizione 4.0” e alla modernizzazione dell’organizzazione “del lavoro, implementando tecnologie digitali e nuovi modelli di lavoro flessibile, lavoro agile e Smart Working”.

IL REDDITO DI CITTADINANZA: ABOLIZIONE O REVISIONE?

La coalizione del centrodestra vorrebbe sostituire l’attuale “reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro” la Lega ci va più cauta parlando solo di una “revisione”. Nel programma di coalizione è previsto un “potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare”.

IMMIGRAZIONE: LINEA DURA NEL PROGRAMMA DELLA LEGA

Nel documento del Carroccio il tema del reddito di cittadinanza è messo in correlazione con l’immigrazione irregolare.  “Governare i flussi in ingresso in applicazione delle normative vigenti, – legge Bossi-Fini i cui principi vanno tutelati e riaffermati – significa contrastare fenomeni criminali quali caporalato e sfruttamento che creano forme di illegalità e di lesione dei primari diritti umani e della dignità del lavoratore”, si legge. A questo si aggiunge che “oltre a favorire il ‘sommerso’ e a essere, in molti casi, gravemente lesivo dei diritti umani (si veda la piaga del caporalato), il basso costo della manodopera immigrata irregolare può essere foriero di tensioni e conflitti a danno della coesione sociale”. Il programma del Carroccio pronuncia un perentorio “No” allo Ius soli, a ogni sanatoria o riforma della normativa sulla cittadinanza. Vengono confermati, invece, gli accordi con la Libia e la guardia costiera libica suggerendo, inoltre, “accordi di partenariato europei di natura economica, energetica, di sicurezza e di immigrazione con i Paesi di partenza e transito”.

LA POLITICA ESTERA: SÌ ALLA NATO MA ATTENZIONE AGLI ALLARGAMENTI NEL PROGRAMMA DELLA LEGA

Il programma del centrodestra colloca il nostro paese all’interno dell’Alleanza Atlantica. “Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel contesto geopolitico – si legge nel programma -. Rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito all’adegua- mento degli stanziamenti per la difesa”. Anche la Lega ritiene fondamentale l’appartenenza alla Nato e il “rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica”. Il partito di Matteo Salvini, però, mette qualche paletto. “L’Italia deve avere come obiettivo la stabilità, tenendo in considerazione che l’allargamento di un’alleanza su un determinato scacchiere, comporta un’alterazione dell’equilibrio necessario per la pace in Europa”. Il riferimento è al possibile ingresso dell’Ucraina o degli altri paesi dell’ex Patto di Varsavia all’interno Nato.

INTEGRAZIONE EUROPEA CON IL FRENO A MANO

Il programma del centrodestra è stato molto chiaro anche per ciò che riguarda la politica europea per la quale si propone “piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un’Unione Europea più politica e meno burocratica”. Quindi la coalizione conservatrice immagina un’Italia saldamente europea. La prospettiva cambia leggermente nel programma del Carroccio. Insieme all’assenza di riferimenti al processo di integrazione europea (e quindi sia di un possibile allargamento ad altri Paesi sia nella profondità delle legislazioni), il programma della Lega sostiene la necessità di un “governo italiano a Bruxelles a difesa degli interessi nazionali”, con l’obiettivo di “riportare al centro dell’Unione il principio di sussidiarietà che l’Europa ha trascurato”, favorendo invece “decisioni imposte a livello sovranazionale a svantaggio degli Stati”. Il partito di Salvini sottolinea anche la necessità di ricorrere al voto all’unanimità nel Consiglio Ue per “difendere la sovranità nazionale nelle decisioni di politica estera, di sicurezza e di difesa”. Quest’ultimo punto, se applicato, renderebbe molto più difficile e macchinoso il processo decisionale.

LA GUERRA IN UCRAINA: TERRENO DI SCONTRO SPINOSO NEL PROGRAMMA DELLA LEGA

Differenze ancora più marcate sono presenti sullo spinoso tema della guerra in Ucraina. Nel programma di centrodestra il partito di Giorgia Meloni ha preteso che venisse messo nero su bianco il “sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della Federazione Russa” e “il sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto”. Nel programma della Lega il sostegno all’Ucraina assume tonalità molto più sfumate. Per il Carroccio l’Italia deve “lavorare attivamente” per raggiungere “una tregua duratura” e “un accordo di pace che sia un compromesso accettabile tra Ucraina e Russia“. Nessuna netta presa di posizione contro l’aggressore russo.

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