Il programma di Giorgia Meloni che dovrebbe spaventare i giovani

Giorgia Meloni non sarà fascista, ma il suo progetto di educare i giovani rievoca qualcosa di fascista. La leader di Fratelli d’Italia vuole “combattere le devianze e crescere nuove generazioni di italiani sani e determinati”. Come? Con lo sport e la preparazione fisica. Francamente mi sembra di sentir parlare un tizio con i baffetti quando progettava di formare giovani atletici, alti, biondi e con gli occhi azzurri. 

La parola che più delle altre incute timore è proprio questa: “devianze”. Cosa vuol dire per la Meloni devianze? Lei parla di combattere l’uso e l’abuso di droga e di alcool tra i giovani. E fin qui siamo tutti d’accordo. Ma quella parola devianza si presta a tantissime interpretazioni. Si parte dall’omosessualità per finire con l’obesità e l’anoressia. Si, perché per Meloni anche chi è troppo grasso o troppo magro va rieducato con una sana educazione sportiva. 

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Ricorda qualcosa? A me sì. Ricorda Mussolini che concepiva lo sport come “senso della disciplina e dell’obbedienza” tra i giovani, promuovendo il motto fascista “credere, obbedire, combattere”. Mussolini diede grande importanza allo sport come modo di formare e di preparare i giovani alla guerra e alla violenza, piuttosto che prepararli alla pace e alla concordia. 

Ma non c’è solo l’obbligo dello sport tra i programmi di Giorgia Meloni: c’è anche quello del lavoro. Sì, proprio così. Lei vuole costringere i giovani a lavorare, pena sanzioni e penalizzazioni, secondo un disegno già visto nella storia. La sua tesi è questa: i giovani sono pigri, svogliati, perciò devono essere costretti a lavorare. Questo lo si era capito già dalla sua propaganda contro il reddito di cittadinanza, che renderebbe i giovani poco disposti ad accettare lavori precari e sottopagati. 

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Se tutto questo prima era sottointeso, adesso Giorgia Meloni sta giocando a viso aperto, parlando di una vera e propria rieducazione in stile fascista. Lei si definisce “democratica”, ma il suo programma non sembra affatto democratico. Si prospetta piuttosto un regime che costringerà i giovani a fare sport e a lavorare per legge. C’è poco da girarci intorno: finora essere giovane in Italia è stato deprimente, con queste premesse comincia a far paura. 

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