Il Superbonus 110% resiste: un Decreto sblocca tutte le cessioni già comunicate all’AdE

A quanto pare il Superbonus 110% è salvo per quanto riguarda le cessione del credito. 

Fintanto che non si terranno le elezioni il 25 settembre Mario Draghi resta in carica, ma solo con il potere ridimensionato di intervenire su questioni urgenti per garantire una continuità con le azioni passate. Si era temuto a questo punto che la fase di scompiglio politico ponesse dei problemi rispetto al Superbonus 110% che sarebbe stato di fatto relegato ad una questione secondaria.

La recente caduta dell’esecutivo Draghi aveva infatti creato una situazione di stallo, con le comunicazioni antecedenti al 1 maggio 2022 bloccate per effetto del disegno di conversione in legge del Decreto Aiuti (50/2022).

Per fortuna la via per risolvere il problema è stata identifica in un emendamento inserito nel contesto della conversione in legge del Decreto Semplificazioni (73/2022), che ha già avuto l’approvazione della Camera e che di fatto rende il provvedimento del precedente testo di legge in merito alla cessione dei crediti retroattivo, cioè si applica a tutte quelle già comunicate all’AdE.

Certo manca l’ultimo passaggio del documento in Senato, ma in ogni caso l’emendamento non dovrebbe trovare troppo ostacoli per quanto approvare una Legge a Camere sciolte sia sempre un’operazione complessa.

Il Superbonus 110% resiste: il Decreto semplificazioni sblocca tutte le cessioni già comunicate all’AdE

La caduta del governo Draghi ha fatto temere il peggio per il Superbonus 110% perché tramutando in Legge il Decreto Aiuti, nel vano e infruttuoso tentativo di sbloccare lo sconto in fattura e la cessione credito, si è deciso con l’articolo 14, commi 1 e 1-bis, che gli istituti bancari possano cedere il credito d’imposta solo ai loro clienti se queste sono imprese, Partite Iva o professionisti. Contemporaneamente però lo stesso testo dimenticando l’articolo 57, comma 3, delibera anche che tale norma si applichi solo se la cessione è stata comunicata all’Agenzia delle Entrate prima della data 1/05/2022.

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Con l’emendamento introdotto durante la conversione in legge del Decreto Semplificazioni (73/2022), a cui manca il sì in Senato, viene abrogato proprio il comma 3 dell’articolo 57 del DL 50/2022 in modo che la norma dell’articolo 14 abbia effetto retroattivo e si applichi a tutte le cessioni presenti nella piattaforma dell’AdE. 

Di fatto le cessioni del credito per il Superbonus 110% sono finalmente sbloccate, anche se si attende solo il passaggio del disegno di legge in Senato che dovrà avvenire entro il 20 agosto.

I limiti del Decreto Aiuti in merito al problema delle cessioni relative al Superbonus 110%

La cessione dei crediti assume per i contribuenti che usufruiscono del Superbonus 110% o hanno intenzione di farlo un punto di cruciale importanza, poiché da lei dipende la possibilità per l’impresa che si occupano delle ristrutturazioni edilizie di applicare il tanto anelato “sconto in fattura”.

Se il complesso meccanismo per cui la ditta può cedere è il credito d’imposta si inceppa, viene meno infatti anche l’opzione per i beneficiari delle agevolazioni di usarle avendo direttamente uno sconto sul prezzo finale dei lavori.

Di fatto però la cessione dei crediti con il Superbonus 110% ha creato non pochi problemi quest’anno, iniziati in parte con il Decreto Antifrode (157/2021) che stabiliva per l’agevolazione maggiore e gli altri bonus edilizi, in caso di sconto o cessione l’obbligo del: 

“visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e dell’asseverazione in relazione alla valutazione della congruità dei costi sostenuti”.

A partire da qui è iniziato un lento e tortuoso percorso delle cessioni per il Superbonus 110%, su cui l’ex esecutivo è intervenuto più e più volte, che al posto di semplificare il meccanismo ed oliare la macchina ha condotto ad una fase di stallo in cui le cessioni dei crediti erano di fatto bloccate, per via di una serie di limiti imposti. 

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Si è deciso così di ricorrere al Decreto Aiuti introducendo una variazione alla norma per cui sia possibile per le banche cedere il credito della detrazione fiscale solo ai propri conto correntisti, il problema però è che è la formulazione della norma prevedeva tale possibilità solo per le comunicazioni effettuate a partire da maggio.

Cosa cambia con il Decreto Semplificazioni per il Superbonus 110%

La situazione che si è venuta a creare attorno al Superbonus 110% ha creato non pochi problemi per via delle scadenze prossime dell’agevolazione che per le unifamiliari è terminata il 30 giugno, con un proroga al 31 dicembre valida solo per quanti entro il 30/09 avranno uno Stato avanzamento lavori (SAL) pari almeno al 30% della ristrutturazione complessiva. Le cessioni bloccate rischiavano perciò di far collassare l’intero apparato e fallire migliaia di imprese e il Decreto Aiuti, vincolato ad una data così recente, di fatto non cambiava assolutamente nulla. 

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Altra ostacolo che si è parato davanti ai condomini, che potranno usufruire dell’agevolazione fino alla fine del 2023, riguarda le nuove richieste perché poche venivano ad essere le imprese in grado di garantire l’applicazione dello sconto in fattura in queste circostanze.

Se la crisi di governo aveva fatto temere che la situazione rimanesse invariata è il Superbonus 110% fosse vicino al “fallimento” è apparsa a sorpresa una modifica nel Decreto Semplificazioni, che dovrà essere convertito in Legge tento il 20 agosto, che sblocca per tutti i beneficiari del Superbonus 110% la cessione del credito a prescindere dalla data in cui è stata comunicata all’organo di competenza.

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