Il tappo resta attaccato alla bottiglia: ecco come Coca – Cola anticipa una parte della normativa Sup

Coca-Cola, immagini che illustrano la nuova tecnologia dei tappi che restano attaccati al collo della bottigliaCoca-Cola produce ogni minuto circa 200 mila bottiglie di plastica e, a causa della dispersione di questo materiale nell’ambiente, è stata per anni ripetutamente in cima alle classifiche dei principali inquinatori del pianeta. Un dato che non stupisce, visti i 500 marchi di bibite e di acqua in bottiglia che distribuisce in oltre 200 paesi. Anche nel 2021 Coca-Cola è stata indicata da Greenpeace tra le multinazionali responsabili di favorire l’espansione della produzione di plastica. Con un curriculum come questo, l’azienda di Atlanta non può certo permettersi di essere collocata in fondo alla classifica delle imprese in grado di allinearsi agli obiettivi europei stabiliti dalla direttiva Ue 2019/904 (Sup, Single use plastic). Il suo ruolo da protagonista tra i produttori di imballi in plastica la impegna a essere tra le realtà industriali più attive nel mettere in pratica i punti previsti dal processo di riduzione/eliminazione della plastica monouso.

Dopo l’annuncio dello scorso febbraio, con il quale la compagnia dichiarava di voler impiegare il 25% di bottiglie riutilizzabili a livello globale entro il 2030, è la volta di nuovi annunci. In questo caso si tratta di traguardi meno ambiziosi, che prevedono l’adempimento anticipato, nelle filiali italiana e del Regno Unito, di uno dei punti previsti dalla normativa Sup. Il punto in questione è quello che riguarda l’obbligo di realizzare, a partire dal luglio 2024, bottiglie di plastica con tappi che, anche una volta aperti, restano attaccati al collo della bottiglia, in maniera tale da evitarne la dispersione nell’ambiente (lo stesso obbligo varrà per i coperchi di tazze e bicchieri). Questi oggetti sono infatti stati identificati tra i prodotti più frequentemente rinvenuti sulle spiagge dell’Unione.

Coca-Cola, bottiglia di Fuzetea con tappo che resta attaccato alla bottiglia
Coca-Cola Italia ha introdotto i nuovi tappi a partire da FuzeTea

Dallo scorso aprile, quindi, Coca-Cola Italia ha introdotto le prime bottiglie con i tethered caps (tappi uniti alla bottiglia), promuovendoli con la campagna di comunicazione ‘Uniti per riciclare’. Nel caso del nostro paese la novità si svilupperà a partire dalle confezioni da 400 ml e da 1,25 l di FuzeTea. Entro un anno l’innovazione sarà estesa a tutte le confezioni in Pet dei principali marchi dell’azienda nel Paese. Oltre a limitare la dispersione nell’ambiente, la nuova soluzione consente anche una riduzione del 14% della plastica utilizzata per ogni tappo. Certamente una piccola quantità, se si considera la singola bottiglia, che diventa però significativa visto il grande numero di imballi prodotti dall’azienda.

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Nel comunicare l’iniziativa Coca-Cola Italia sottolinea che questo progetto non rappresenta un caso isolato, anzi i Tethered caps si inseriscono nella strategia di sostenibilità denominata da Coca-Cola Company World Without Waste (cioè: mondo senza rifiuti). Tra gli esempi di quest’impegno, Coca-Cola cita anche le bottiglie realizzate completamente con plastica riciclata (rPet) per diversi formati di Coca-Cola, Fanta, Sprite e FuzeTea. Anche in questo caso l’iniziativa viene presentata come un’anticipazione, anzi, come un ampliamento rispetto alla normativa europea, che prevede una composizione di almeno il 25% di plastica riciclata entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030. Rispetto a questo punto, però, il rapporto sul Greenwashing, recentemente presentato al festival dell’economia circolare, cita proprio Coca-Cola come un esempio di tale pratica, sottolineando che le bottiglie realizzate a livello internazionale in rPet sono solo una minima parte della produzione totale. L’azienda vanta comunque anche altre iniziative per la riduzione dell’impatto dei suoi pack, come la recente introduzione di KeelClip, una soluzione che permette la riduzione degli imballaggi secondari eliminando l’involucro in plastica dalle confezioni multiple di lattine, sostituito da un sistema in carta e, infine, la rimozione del colore dalle bottiglie di Fanta e Sprite, che ne ha reso più facile il riciclo.

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microplastiche, battigia e primo tratto di mare pieno di rifiuti. Concept: Coca-Cola tra i principali responsabili dell'inquinamento
I tappi e i coperchi sono indicati dalla normativa Ue sulla plastica monouso tra i rifiuti più numerosi trovati sulle spiagge dell’Unione europea

Con il mese di maggio, poi, i nuovi sistemi di apertura sono stati introdotti anche nel Regno Unito, a cominciare dalla Scozia. L’obiettivo di Coca-Cola Great Britain è ampliare progressivamente l’impiego dei tethered caps, arrivando a integrarli su tutti i prodotti gestiti dalla filiale proprio entro il gennaio del 2024. Questo genere di anticipazioni rispetto alla normativa non rappresenta però una novità nemmeno per la filiale Great Britain, che l’anno scorso ha dichiarato di aver raggiunto prima del previsto, anche in questo caso come la filiale italiana, l’obiettivo di utilizzare plastica riciclata, esclusi tappi ed etichette, nelle bottigliette dai 500 ml in giù, contribuendo a risparmiare circa 29 mila tonnellate di plastica all’anno. Si tratta di scelte in linea con le politiche messe in atto governo britannico, che, con il nuovo Environment Act, promuove il riciclo in tutto il paese, realizzando progetti che prevedono il deposito cauzionale e il coinvolgimento attivo dei produttori.

© Riproduzione riservata; Foto: Coca-Cola, Fotolia, AdobeStock

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare


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