Imu abitazione principale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: imposta municipale propria; esenzione dal pagamento per gli immobili adibiti ad abitazione principale; determinazione del soggetto passivo Imu.

Si applica l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale propria ai coniugi che siano anagraficamente residenti ed effettivamente dimoranti abituali in due diversi immobili situati in due diversi Comuni. E’ consentito qualificare un immobile come abitazione principale ai fini Imu anche ove i coniugi non vi dimorino insieme, purché sia data prova idonea che tale spostamento di dimora sia dovuta ad una frattura del rapporto di convivenza.

Esenzione Imu coniugi residenti in Comuni diversi

Quando la coppia ha stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale del nucleo familiare non solo in immobili distinti, ma anche in Comuni diversi, scatta l’esenzione Imu/Tasi per uno dei coniugi. Il Fisco ammette che l’agevolazione si applica quando marito e moglie stabiliscono l’abitazione principale in due città differenti. Alla norma non si può dare un’interpretazione estensiva al punto da far rientrare nell’esclusione dal beneficio anche le abitazioni principali poste in Comuni differenti. È quanto emerge dalla sentenza 123/19, pubblicata dalla seconda sezione della commissione tributaria provinciale di Novara.

L’esenzione spetta anche nel caso in cui i coniugi, per motivi personali, hanno stabilito la residenza e la dimora in città diverse. Devono, però, esistere motivi di fatto per giustificare le esigenze di dimora in entrambe le abitazioni.

Esenzione dall’imposta municipale unica

Vanno sollevate q.l.c. del quarto periodo dell’art. 13, comma 2, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv., con modificazioni, nella l. 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dall’art. 1, comma 707, lett. b), l. 27 dicembre 2013, n. 147, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)», il quale, nel disciplinare l’esenzione dall’imposta municipale unica (IMU) per l’abitazione principale, ai fini del riconoscimento della relativa agevolazione, definisce quale abitazione principale quella in cui si realizza la contestuale sussistenza del duplice requisito della residenza anagrafica e della dimora abituale non solo del possessore, ma anche del suo nucleo familiare.

Corte Costituzionale, 12/04/2022, n.94

I requisiti necessari ai fini dell’ottenimento del beneficio IMU

Non possono godere dell’agevolazione abitazione principale (IMU), i coniugi non legalmente separati che hanno stabilito la residenza in due distinti comuni perché ciò che consente di usufruire del predetto beneficio fiscale, è la sussistenza del doppio requisito della comunanza della residenza e della dimora abituale di tutto il nucleo familiare nell’immobile di cui si chiede l’agevolazione

Comm. trib. reg., (Abruzzo) sez. VI, 27/01/2022, n.26

Nozione fiscale di “abitazione principale”

Ai fini della nozione fiscale di “abitazione principale” i presupposti previsti in materia IMU sono più rigorosi rispetto a quelli previsti in materia ICI, atteso che per l’ICI si richiedeva il solo presupposto della “dimora abituale” del contribuente e dei propri familiari, mentre in materia IMU si richiede la compresenza, nel medesimo immobile, della dimora abituale e della residenza anagrafica del contribuente e del suo nucleo familiare di cui all’art. 144 c.c.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. VI, 26/01/2022, n.121

Esenzione Imu sulla casa principale

In tema di IMU, ai fini dell’esenzione prevista dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, come novellato dall’art. 4, comma 5, del d.l. n. 16 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 44 del 2012, la nozione di abitazione principale postula l’unicità dell’immobile e richiede la stabile dimora del possessore e del suo nucleo familiare, sicché non possono coesistere due abitazioni principali riferite a ciascun coniuge sia nell’ambito dello stesso Comune che in Comuni diversi.

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Cassazione civile sez. VI, 17/01/2022, n.1199

L’abitazione principale è solo quella ove il proprietario e la sua famiglia hanno fissato la residenza e la dimora abituale
L’abitazione principale è solo quella ove il proprietario e la sua famiglia hanno fissato la residenza e la dimora abituale. Ricordando tale regola la Cassazione ha escluso l’esenzione Imu per i coniugi non legalmente separati che abbiano la residenza in due differenti Comuni. Nel caso di specie, un ente locale notificava a un contribuente un accertamento Imu con il quale disconosceva l’esenzione dell’abitazione principale perché pur non essendo legalmente separati, i coniugi avevano la residenza e la dimora abituale in comuni differenti. La Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente ribadendo che deve escludersi la possibilità per due coniugi residenti in diversi comuni di beneficiare dell’esenzione, salvo provare in atti le esigenze di tale separazione.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2022, n.1199

Mancata previsione di esenzione dall’imposta per l’abitazione adibita a dimora principale 

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 13, comma 2, del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla l. 22 dicembre 2011 n. 214, nella parte in cui non prevede l’esenzione dall’imposta per l’abitazione adibita a dimora principale del nucleo familiare nel caso in cui uno dei suoi componenti sia residente anagraficamente e dimori in un immobile ubicato in altro Comune, per violazione degli artt. 3 e 53 Cost., anche in relazione agli artt. 1,29,31,35 e 47 Cost.

Comm. trib. prov-distr. Napoli sez. XXXII, 22/11/2021

Coniugi residenti in Comuni diversi

Deve ritenersi rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa all’art. 13, secondo comma, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, nella parte in cui non prevede l’esenzione dal pagamento dell’Imposta municipale unica (IMU), con riferimento all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del nucleo familiare, nel caso in cui uno dei coniugi risulti anagraficamente residente e dimori abitualmente in diverso immobile, ubicato in un altro Comune.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXXII, 22/11/2021, n.2985

Esenzione Imu per l’abitazione principale: presupposti

In tema d’imposta comunale sugli immobili, ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali -per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica -, dall’art.8 del D. Lgs. n.504 del 1992, come modificato dall’art.1, comma 173, lett.b), L. n.296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007, occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo. Sicché la detrazione deve essere esclusa se l’immobile costituisce dimora abituale del marito e non della moglie.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 22/01/2021, n.80

Nucleo familiare e agevolazioni Imu

L’esenzione dall’IMU e correlata TASI si applica per l’abitazione principale e relative pertinenze, dove per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Qualora i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi siti nel territorio comunale, le agevolazioni per IMU e TASI si applicano per un solo immobile, è necessario decidere qual è l’immobile ‘abitazione principale’.

Comm. trib. reg., (Lazio) sez. II, 19/01/2021, n.242

Qual è l’abitazione principale ai fini Imu?

Ai sensi dell’art.13, comma 2, del D.L. n.201 del 2011 per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente, ciò comporta la necessità, al fine dell’esenzione I.M.U., che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore, quanto il suo nucleo familiare, non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente.

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Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.152

Agevolazione Imu su abitazione principale: requisiti

In tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, conv. dalla l. n. 214/2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente.

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, n.28534

L’imposta municipale propria

In tema di I.M.U., l’ordinamento ha previsto in via generale l’esenzione dal pagamento per gli immobili adibiti ad abitazione principale, lo stesso legislatore ha disciplinato in modo diverso una particolare fattispecie, prevedendo, in via eccezionale, l’applicazione dell’esenzione per un solo immobile quando si tratti di più immobili collocati nello stesso Comune. Tale eccezione, quindi, non può trovare applicazione nei casi in cui gli immobili siano collocati in comuni diversi in ragione del divieto di estensione analogica di norme eccezionali.

Comm. trib. prov.le Bologna sez. I, 23/12/2019, n.914

Abitazione principale e spostamento della dimora abituale

In tema di agevolazione Imu, è ammessa la possibilità di qualificare un immobile come “abitazione principale“, anche qualora i coniugi non vi dimorino insieme, a causa del verificarsi di una frattura del rapporto di convivenza, compete, tuttavia al ricorrente, al fine di superare tale presunzione semplice, dimostrare e dare idonea prova dello spostamento della” dimora abituale” dovuto alla ” frattura del rapporto di convivenza.

Comm. trib. prov.le Taranto sez. II, 11/03/2019, n.588

L’agevolazione Imu per una singola unità immobiliare

L’agevolazione per l’abitazione principale in materia di IMU può essere riconosciuta per una singola unità immobiliare iscritta nel catasto dei fabbricati non rilevando l’utilizzo di immobili attigui accatastati separatamente.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XVII, 14/02/2019, n.661

Esenzione Imu: spetta per due unità immobiliari accatastate autonomamente?

Non è possibile ottenere l’esenzione IMU “prima casa” per due unità immobiliari accatastate autonomamente anche se in concreto effettivamente destinate ed utilizzate entrambe quale casa di abitazione principale del contribuente.

Comm. trib. prov.le Como sez. III, 11/02/2019, n.16

Agevolazione fiscale: quando è prevista?

L’agevolazione fiscale per l’abitazione principale prevista dalla legge n. 147/2013 non spetta al trust, anche se il beneficiario risiede presso l’immobile soggetto a Imu. Essa viene prevista solo se il beneficiario è una persona fisica.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 23/05/2017, n.342

La nozione di possesso

L’art. 8 comma 2, del D.Lgs. n. 23/2011, per determinare il soggetto passivo dell’Imu fa riferimento, nell’individuare il presupposto per l’applicazione di tale imposta, al possesso di immobili diversi dall’abitazione principale. Si tratta di una nozione di possesso che pone l’accento sul potere di disporre di fatto del bene e dunque a quella detenzione qualificata caratterizzante i rapporti di godimento, come la locazione e il leasing. Dunque, è importante il rapporto di effettivo utilizzo del bene: in caso di leasing, soggetto passivo è l’utilizzatore per tutta la durata del contratto.

Da ciò deriverebbe che in caso di contratto di leasing risolto, ma senza consegna del bene, soggetto passivo non è la società di leasing, non essendo in possesso del bene e non avendone il godimento. Infatti la soggettività passiva si trasmette dal locatario al locatore solo con la riconsegna dell’immobile alla società di leasing.

Comm. trib. prov.le Milano sez. VII, 13/03/2017, n.2046

Esenzione Imu: la prova della dimora abituale

L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale.

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Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605

Esenzione Imu: rileva la categoria catastale di appartenenza?

La legge per l’abitazione principale (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201) non specifica, ai fini dell’esenzione dall’Imu, la categoria catastale di appartenenza dell’immobile destinato ad abitazione principale, limitandosi solo ad individuare la categoria di appartenenza delle unità immobiliari destinate a pertinenze (C/2, C/6, C/7).

Pertanto, ai sensi dell’art. 13, comma secondo, del D.L. n. 201 del 2011, non è soggetto passivo IMU né per l’abitazione principale, né per quella pertinenziale, il contribuente che destini l’immobile di categoria C/6 ad abitazione principale e l’immobile di categoria C/2 a pertinenza.

Comm. trib. prov.le Matera sez. I, 15/06/2016, n.294

Imu: quali sono i presupposti necessari?

Ai fini del pagamento Imu, è presupposto necessario il possesso di immobili non destinati ad abitazione principale e soggetti passivi di tale imposta sono i titolari di diritto reale di usufrutto, uso, enfiteusi sugli stessi ovvero i proprietari di immobili, inclusi anche terreni e aree edificabili, destinati a qualsiasi uso, dove sono compresi anche quelli strumentali.

Per gli immobili, in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data di stipula del contratto di locazione e per tutta la sua durata. Quindi, si considera soggetto passivo dell’imposta solo il titolare di un diritto reale sull’immobile che goda del possesso dell’immobile stesso.

Comm. trib. prov.le Reggio Emilia sez. II, 08/07/2016, n.218

Cosa si intende per abitazione principale?

La norma istitutiva dell’imposta municipale propria (i.m.u.) (d.lg. 14 marzo 2011 n. 23) e quella che ne ha anticipato l’introduzione (art. 13 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201), hanno previsto per l’abitazione principale un regime di favore, caratterizzato nella prima nell’esenzione dell’imposta e nella seconda nell’applicazione di un’aliquota ridotta (del 4 per mille) e di una detrazione d’imposta (di 200 euro ad alloggio), intendendosi per “abitazione principale” l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” nozione questa che l’interprete non può estendere per comprendervi gli immobili che non siano l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Pertanto, atteso che proprietario degli immobili ERP regolarmente assegnati e soggetto passivo dell’imposta è l’ente di edilizia residenziale pubblica (ATER), mentre il rapporto che lega tale ente all’assegnatario dell’alloggio non è di concessione, ma di tipo locativo, gli alloggi di ERP non rientrano nella detta nozione di abitazione principale ragion per cui l’ente proprietario (ATER) è tenuto al pagamento dell’IMU in quanto tali immobili locati non rientrano tra quelli esenti di cui all’art. 9 comma 8 d.lg. n. 23 del 2011.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/08/2013, n.434


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