In occasione del voto tutti promettono tutto

Siamo in campagna elettorale, ed i partiti, tutti senza eccezioni, si stanno dando da fare per cercare di convincere qualche elettore a prestargli il proprio voto. Il metodo tradizionalmente utilizzato in questi frangenti è quello delle promesse. Non siamo ancora arrivati alla promessa della felicità (come fece Prodi a chiusura della campagna elettorale dell’Ulivo) ma poco ci manca: dalla pensione minima di mille euro (e perché non duemila, ha giustamente suggerito qualcuno) alla flat tax al 23% di Berlusconi, dalla flat tax al 15% all’abolizione della legge Fornero di Salvini, dal bonus di diecimila euro ai diciottenni di Letta al salario minimo di Conte, alla riduzione del cuneo fiscale promesso da quasi tutti.

Ma la realtà è ben diversa da questo paese dei balocchi. Radicalmente diversa. Con il decreto Aiuti bis si sono distribuiti 17 miliardi, raschiando il fondo del barile, adesso le casse dello Stato sono vuote. Il governo che prenderà le redini del Paese sarà costretto, se non vuole perdere i duecento miliardi del Pnrr, a chiudere la politica del denaro facile e dei bonus a pioggia. Anche perché l’inflazione che incalza non si ferma con la spesa facile, ma al contrario aumentando il costo del denaro e riducendo la spesa non produttiva.

Leggi anche:  Torre Annunziata, spaccio di droga con baby pusher: arresti nel quartiere 'Poverelli"

Si può vivere a debito per un po’, ma non per sempre. E l’Europa è lì a ricordarcelo. In base alle ultime Raccomandazioni della Commissione Ue, infatti, l’Italia «deve limitare la crescita della spesa corrente» per una «riduzione credibile e graduale del debito» e deve in ambito fiscale, «rivedere le aliquote marginali e allineare i valori catastali ai valori di mercato». A settembre è prevista una verifica di Bruxelles sui conti degli Stati europei, e quella sui conti italiani sarà particolarmente attenta, e potrà concludersi con l’apertura di procedure di infrazione per eccesso di debito. Per nulla rassicurante come scenario.

Peraltro la Commissione sta già mettendo le mani avanti: «La pressione fiscale italiana sul lavoro è elevata, il cuneo fiscale sul lavoro rimane alto, le altre fonti d’entrata sono sottoutilizzate». Tradotto: più tasse sui capitali e sugli immobili. Ma questo, in campagna elettorale, non lo dice nessuno.

Leggi anche:  Decreto Green Pass: approvato emendamento per il diritto alle visite nelle RSA

Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook GRAZIE!.

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Leggi anche:  Superbonus e unit unifamiliari, come funziona la data spartiacque del 30 settembre

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Facebook