In Puglia è l’ora della Blue economy: fioccano le imprese e per l’occupazione è record

Mezzogiorno, 11 ottobre 2022 – 08:06

Positivi i dati pubblicati nel Rapporto sul business del mare

di Franco Lella

Lo sviluppo economico dovr passare attraverso la Blue economy. Un sistema articolato che comprende tutte le attivit che utilizzano il mare, le coste e i fondali come risorse per scopi industriali e lo sviluppo dei servizi. In tale contesto la Puglia con i suoi 800 chilometri di costa ha un ruolo primario, insieme ad altre regioni costiere. A dimostrarlo il decimo rapporto sull’Economia del Mare 2022, realizzato da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne, che fotografa lo stato dell’arte della filiera nazionale legata al mare, confermando l’importanza dei porti (con la loro movimentazione di merci e passeggeri), del turismo marittimo, della cantieristica nautica, e dell’intero comparto ittico.


Una filiera lunga che ruota intorno al mare, attraversa l’intero Paese da nord a sud su due versanti tirrenico e adriatico, e costituisce una parte importante del sistema produttivo nazionale. Ma andiamo per ordine.

Secondo il rapporto Unioncamere-Tagliacarne a livello europeo, l’Italia occupa posizioni di rilievo nella formazione del valore aggiunto di tutti i settori consolidati dell’economia blu. In particolare l’Italia tra le quattro pi grandi economie blu d’Europa sia in termini di occupazione che di valore aggiunto. Si colloca al terzo posto preceduta solo da Spagna e Germania e seguita a distanza dalla Francia. Dunque in Italia, nonostante gli effetti della pandemia Covid19, il valore aggiunto prodotto dalla Blue economy nel 2020 (ultimo disponibile) stato di 51 miliardi di euro, pari al 3,7 per cento sul totale dell’economia nazionale. Nel 2021 gli addetti sono stati 920mila e 224.677 le imprese, di cui 49.301 di impronta femminile e 21mila riconducibili all’imprenditoria giovanile. In termini assoluti quasi la met del totale imprese si trova nel Mezzogiorno ed opera nel comparto turistico.

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La Puglia nella top ten della Blue economy

La dinamica regionale vede la Puglia tra le prime top ten nella classifica nazionale della Blue economy. I dati espressi dalla regione sono tutti oltre la media nazionale: il valore aggiunto prodotto nel 2020 in Puglia dalle imprese dell’economia del mare stato di 2 miliardi di euro, pari al 4,1 per cento del totale (3,4 per cento la media nazionale). Un esercito gli occupati: 45mila (4,9 per cento contro una media nazionale 3,7 per cento) distribuiti in 10.784 imprese di cui 5.296 presenti a Bari e provincia, perlopi operanti nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione, ed a seguire quello della movimentazione di merci e passeggeri, e quello ittico. Insomma l’importanza economica per la Puglia, e non solo, del sistema che ruota intorno al mare ed ai suoi porti fuori dubbio.

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C’ da dire che il Rapporto, rispetto alle precedenti edizioni, presenta un elemento di discontinuit rappresentato da una ridefinizione del perimetro territoriale entro le quali alcune attivit economiche (ad esempio quelle turistiche) possono essere considerate connesse o meno al concetto di mare. Prima a farne parte erano solo i comuni litoranei, vale a dire comuni i cui confini toccano il mare, ora invece come stabilito dal Regolamento UE (2017/2391) rientrano tutti quei comuni che sono confinanti con il mare o prossimi allo stesso. A riguardo l’Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione Europea) ha precisato che il concetto di prossimit afferisce a quei comuni che hanno almeno il 50 per cento della loro superficie entro una distanza massima di 10 chilometri dal mare.

Ed cos che tra le ciclopiche navi da crociera, il turismo balneare, il mercato immobiliare delle seconde case sulla costa, e gli altri settori della filiera, l’economia del mare in Puglia vale 2 miliardi di euro (51 miliardi per il Paese), senza tener conto dell’effetto moltiplicatore che indica quanto valore aggiunto viene attivato per ogni euro prodotto da una attivit della Blue economy. Non a caso, si legge nel Rapporto, il Sistema mare sar oggetto di una serie di investimenti, previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), mirati a sostenere la transizione ecologica e contribuire ad uno sviluppo sostenibile e circolare delle attivit blu, incrementare le energie rinnovabili marine, razionalizzare e digitalizzare la logistica portuale. Una svolta per l’intera economia pugliese. E non solo.

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11 ottobre 2022 | 08:06

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