«In ritardo», «Rispettati i tempi»- Corriere.it

Pnrr, lo scontro Meloni-Draghi:

Botta e risposta a distanza tra il premier uscente, Mario Draghi, e la probabile entrante, Giorgia Meloni, sul Pnrr. Uno scontro sui tempi di realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza — in anticipo secondo Draghi, in ritardo per Meloni — che ha improvvisamente guastato, nella giornata di ieri, il clima di leale collaborazione instaurato dopo il 25 settembre per gestire la transizione tra il governo Draghi e il prossimo.

Ieri pomeriggio il presidente del Consiglio ha riunito la cabina di regia per fare il punto sul Pnrr. Ha ricordato che l’Ue sta per erogare all’Italia la seconda tranche da 21 miliardi, dopo aver accertato il conseguimento dei 45 obiettivi previsti dal piano per il primo semestre del 2022 e che questi fondi si aggiungono ai 45,9 miliardi gi ricevuti finora. Non ci sono ritardi nell’attuazione del Piano — ha affermato Draghi —. Se ce ne fossero, la commissione non verserebbe i soldi. Il premier ha aggiunto che, per quanto riguarda il secondo semestre del 2022, l’attuazione procede pi velocemente dei nostri cronoprogrammi originari. Ad oggi, sono gi stati conseguiti 21 dei 55 obiettivi e ci aspettiamo di raggiungerne 29 entro la fine del mese. Il governo ha adottato tutte le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano, ha concluso Draghi, lanciando un messaggio al prossimo esecutivo: essenziale dimostrare che le riforme e gli investimenti siano portati a termine come previsto.

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Completamente diversa l’analisi della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che, sempre ieri, parlando all’esecutivo del partito, ha detto: Ereditiamo una situazione difficile, i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sar una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verr attribuita anche da chi l’ha determinata. Parole che hanno irritato e sorpreso Palazzo Chigi, che non si aspettava che alla collaborazione istituzionale offerta ai vincitori delle elezioni seguissero attacchi al governo, comunque impegnato a rappresentare fino alla fine l’Italia negli appuntamenti internazionali, compreso il consiglio europeo del 20 ottobre sull’energia. Una riunione ad alto rischio di fallimento e rispetto alla quale Meloni ha gi detto che non ci sono i tempi tecnici per pensare che il nuovo governo sia in carica e quindi dovr andarci Draghi.

In ogni caso, la risposta di Palazzo Chigi alle valutazioni della Meloni affidata alla relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr licenziata ieri: 110 pagine accompagnate da schede dettagliate per altre 400 pagine. Materiale sulla base del quale la Ue ha verificato la piena attuazione del Piano.

Prende posizione anche il presidente dell’Anci, l’associazione dei comuni, Antonio Decaro, che fa sapere di aver ringraziato nella cabina di regia Draghi e i ministri per l’efficacia dell’azione portata avanti. Come sindaci possiamo solo auspicare che il prossimo governo sappia mantenere lo stesso standard di collaborazione. Decaro sottolinea che dei 40 miliardi destinanti dal Pnrr a investimenti dei comuni, 37 sono gi assegnati. Abbiamo alla nostra portata l’obiettivo di 3mila autobus elettrici in pi, di 264mila posti in pi negli asili nido, di 16.500 alloggi popolari. Ora bisogna dare attuazione a questi progetti. E qui qualche problema c’, soprattutto nel Sud.

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A margine della riunione di ieri a Palazzo Chigi va registrata la polemica di Forza Italia, che si lamentata con Draghi per non essere stata convocata alla riunione, dato che i ministri Gelmini, Carfagna e Brunetta non fanno pi parte del partito. Soddisfatto invece il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, per il via libera europeo al potenziamento della Stm di Catania che attinge anche 292,5 milioni del Pnrr.

Dalla piena attuazione del Piano dipende non solo il flusso di risorse da Bruxelles, ma anche una certa spinta al Pil , che ieri l’Istat ha certificato in aumento dell’1,1% nel secondo trimestre rispetto al primo e del 5% sul secondo trimestre del 2021 (in miglioramento sul 4,7% della stima preliminare). Sul fronte della crisi energetica, ieri il consiglio dei ministri ha sbloccato 8 progetti di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e la realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. La prossima settimana il consiglio dei ministri approver il Draft budgetari plan da inviare alla Ue con lo schema delle spese indifferibili per la manovra 2023, che poi verr integrato con le misure che decider il prossimo governo.

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