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Incendi in Sicilia: a Trapani e Palermo roghi di origine dolosa

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Questa mattina, le prime “comunicazioni di notizie di reato” sugli incendi che hanno assediato l’ultimo week-end di agosto arriveranno sul tavolo dei procuratori di Palermo e Trapani. Le inchieste sono già partite. Gli investigatori di Vigili del fuoco e Forestale hanno accertato che i terribili roghi attorno ad Altofonte e alla riserva dello Zingaro sono di origine dolosa. Sono stati scoperti diversi “punti di innesco”, segno di una regia ben precisa.Di “mano dolosa” parla anche il direttore del Dipartimento di protezione civile della Regione, Salvo Cocina, che invoca “un’azione di prevenzione, perché non basta più spegnere gli incendi, bisogna bloccare sul nascere l’azione dei piromani. Anche con ronde di pattugliamento e un’attività di intelligence messa in campo dalle forze investigative”. Il governo regionale ha convocato per oggi pomeriggio una seduta straordinaria di giunta per discutere di incendi dolosi e migranti.
 

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Il bilancio dei roghi che hanno flagellato le province di Palermo e Trapani è drammatico. Ad Altofonte, si è anche sfiorata la tragedia, 400 persone sono state evacuate, mentre veniva divorato il bosco della Moarda, il polmone verde che manda frescura fino a Palermo e dosa l’acqua piovana raccolta dal fiume Oreto. Un disastro che sconvolge un’area socialmente debole e un ecosistema fragile. Gli investigatori hanno accertato che sabato sera, intorno alle 21, cinque inneschi sono partiti quasi contemporaneamente creando un fronte di fuoco di oltre due chilometri, salito su per la collina a causa del forte vento da sud. Una mossa studiata e messa in atto quando le condizioni meteo si annunciavano più favorevoli al piano di distruzione. Ieri mattina, le fiamme hanno valicato Altofonte e si sono spinte all’interno, in direzione di Portella della Ginestra e Piana degli Albanesi, aree con intensa vegetazione. Il lavoro di Canadair, elicotteri, forestale, volontari è stato incessante, mentre su alcune zone di Palermo cadeva la cenere e dalla parte orientale dell’isola arrivavano notizie di altri roghi: a San Vito Lo Capo, nel Trapanese; nella Riseva naturale dello Zingaro, già incenerita dalle fiamme nel 2012. Un’area incastonata tra mare e collina, dove dal disastro non si è salvata neanche l’unica caletta inizialmente sfuggita al rogo, la “Tonnarella dell’Uzzo”.
 

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L’ultimo bollettino degli incendi è impietoso: le fiamme hanno circondato il Parco archeologico Himera, nel Palermitano, dopo che sabato avevano minacciato quello di Selinunte, risparmiando, per fortuna, il museo e lambendo un ristorante. Il fumo è arrivato sull’Autostrada A19 Palermo-Catania. Altro rogo sulle colline di Messina, nel Villaggio di San Saba, dove dalle 21 di sabato sera e fino alle 4 del mattino l’incendio ha costretto i residenti a lasciare le case. E a Pettineo, sempre nel Messinese, tre roghi divampati in punti diversi e poi riuniti in un vasto fronte hanno minacciato il centro abitato.
 
Dice ancora Salvo Cocina: “Il Dipartimento della protezione civile è sceso in campo con 35 organizzazioni regionali di volontariato delle provincie di Agrigento, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Enna e Messina: duecento uomini e 30 automezzi, tra i quali molti pick-up dotati di modulo antincendio, diversi pulmini e alcune ambulanze. La Regione Siciliana ha richiesto e ottenuto dal centro operativo di Roma l’invio di ulteriori canadair, gli aerei antincendio che hanno operato in aggiunta ai due già impiegati nei vari teatri delle operazioni di spegnimento”.Il governo regionale siciliano si riunirà nel pomeriggio per affrontare il tema degli incendi dolosi, che in queste ultime ore hanno devastato il patrimonio ambientale dell’isola, come conferma su Facebook il presidente della Regione, Nello Musumeci, sottolineando che i piromani “spesso la fanno franca” ma “quando vengono presi dovrebbero ricevere ben altre pene”. “Ora – aggiunge –  voglio dire grazie a tutti coloro che si sono impegnati in queste ore ed hanno spento decine di focolai, salvaguardando centinaia di famiglie. Hanno operato il nostro Corpo forestale, il dipartimento della protezione civile, centinaia di operatori forestali e volontari di protezione civile, il corpo nazionale dei vigili del fuoco. E con loro i mezzi predisposti dalla Regione, 5 canadair, 9 elicotteri, compresi quelli comprati per i vigili del fuoco proprio da noi. E’ stato un lavoro complesso, coordinato dai nostri dirigenti generali sotto lo sguardo attento dell’assessore Toto Cordaro”.

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