Irpef, cashback, catasto, Irap e Iva: via libera alla delega fiscale. Ecco cosa cambia (ma servono i decreti attuativi)

Verrà ricordata soprattutto per il braccio di ferro sulla riforma del catasto, alla fine modificata eliminando il valore patrimoniale e con un richiamo implicito a quello di mercato. Ma nella delega fiscale, che dopo sette mesi di scontri ha avuto il via libera della Camera con 322 voti a favore, 43 contrari e cinque astenuti ed ora passa al Senato, ci sono i pilastri di una riforma che mira a ridurre le aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi, confermare le cedolari, introdurre il cashback fiscale (con priorità alle spese socio-sanitarie), a superare l’Irap e razionalizzare l’Iva. Contro il testo han votato Fdi e Alternativa; Leu si è astenuta.

 

 

Delega fiscale, servono i decreti attuativi

Tutto, però, resterà sulla carta senza i decreti attuativi: c’è tempo 18 mesi dopo l’approvazione definitiva del Parlamento. Turbolente sono state le sedute sul catasto, con la spaccatura della maggioranza rientrata dopo un paio di mesi a fine maggio. Grazie a una mediazione che secondo Lega e FI ha scongiurato una stangata, mentre per il centrosinistra ha esplicitato un concetto già chiaro, la nuova fotografia degli immobili attesa per il 2026 non influirà su Imu e Isee. E comunque i partiti hanno ottenuto di inserire una clausola di salvaguardia secondo cui dalle nuove norme introdotte non deve derivare un incremento della pressione tributaria.

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Revisione dell’Iva

In commissione è stato aggiunto anche che la revisione dell’Iva dovrà tenere conto dell’impatto ambientale dei prodotti. La semplificazione dell’Iva punta anche a contrastare l’evasione, missione per cui si introduce l’uso dell’intelligenza artificiale, il pieno utilizzo dei dati della fatturazione elettronica e il rafforzamento del regime di adempimento collaborativo. Nel secondo dei 10 articoli è saltato il riferimento al modello fiscale duale (un’aliquota proporzionale per i redditi da capitale e l’Irpef progressiva su quelli da lavoro).

 

Flat tax

Di conseguenza sono confermate flat tax (con scivolo di due anni per chi sfora i 65mila euro e rientra nel regime ordinario, e una quota del gettito destinata a Comuni e Regioni), cedolari secche e aliquote agevolate. E vengono armonizzate le tasse sul risparmio, facendo rientrare plusvalenze e minusvalenze su titoli o dividendi nella stessa categoria fiscale dei redditi da capitale. Queste novità sono passate senza il voto di Leu, secondo cui sono in contrasto con il principio di equità orizzontale affermato nel primo articolo.

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Superamento dell’Irap

La riforma si spinge poi per il superamento dell’Irap con priorità a società di persone, studi associati e società tra professionisti. Sulla codificazione della materia tributaria, la delega stabilisce infine di evitare inutili rinvii fra norme e prevede un monitoraggio periodico della legislazione.

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