ISEE e quoziente familiare: quali le differenze, i vantaggi e gli svantaggi

Siamo pronti per approfondire le differenze tra ISEE e quoziente familiare in modo tale da rispondere alle tante domande che si pongono i contribuenti.

Quale preferire tra ISEE e quoziente familiare? La scelta è possibile e se sì perché dovremmo optare per l’uno piuttosto che per l’altro?

ISEE Quoziente Familiare
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I cambiamenti possono essere positivi ma se non compresi resteranno solamente un ulteriore problema per i cittadini. A fatica i contribuenti hanno capito la necessità di richiedere l’ISEE e le modalità di calcolo e ora spunta un nuovo strumento di valutazione della situazione economica familiare ossia il Quoziente Familiare. Subito sono scattati i dubbi. Che differenza c’è tra i due valori, quale è più vantaggioso, da cosa dipende l’utilizzo dell’uno o dell’altro sono le domande più frequenti tra gli italiani. È arrivato il momento di dare qualche risposta iniziando dal comprendere cos’è l’ISEE e cosa il Quoziente familiare.

Indicatore della Situazione Economica Equivalente, cos’è e sistema di calcolo

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente serve per valutare e confrontare la situazione economica e patrimoniale delle famiglie. Per la richiesta del calcolo ISEE occorre partire dalla compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in modo tale da fornire all’INPS tutte le variabili da considerare nel conteggio. In termini pratici l’ISEE è il rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica e il parametro ricavato da una specifica scala di equivalenza.

Se la famiglia è formata da un solo componente il parametro da considerare sarà 1,00; se da due componenti di 1,57; da tre persone del 2,04; da quattro membri del 2,46 e da cinque componenti del 2,85. Inoltre sono previste maggiorazioni per ogni altro membro del nucleo, in caso di presenza di un componente disabile, di un solo genitore non lavoratore e di figli minori di tre anni.

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Nel calcolo concorre il reddito complessivo della famiglia più il 20% del valore del patrimonio mobiliare (conti correnti, titoli, investimenti, obbligazioni…) e del patrimonio immobiliare. Il risultato, poi, sarà diviso per il parametro della citata scala di equivalenza.

Come funziona il Quoziente Familiare

Passando al Quoziente Familiare, questo è un metodo di calcolo delle imposte. L’imposta da corrispondere è conteggiata tramite un coefficiente che verrà determinato sulla base del reddito complessivo della famiglia nonché dal numero di componenti del nucleo. Per procedere al calcolo, dunque, occorrerà sommare i redditi di tutti i membri e dividere il risultato per il numero delle persone del nucleo. Poi si applicherà l’aliquota di riferimento per quel reddito a tutti i redditi dei familiari. Ciò significa che più la famiglia sarà numerosa minore sarà la pressione fiscale.

La differenza tra ISEE e Quoziente

Aver analizzato i sistemi di calcolo di ISEE e Quoziente Familiare permette di comprendere come il meccanismo del Quoziente tenda a superare la logica dell’Indicatore. Non va, infatti, a considerare l’aspetto patrimoniale del nucleo familiare – ossia i fabbricati di proprietà, i terreni, i saldi e le giacenze medie su conti, prepagate e libretti di risparmio, le polizze assicurative e gli investimenti.

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Come si traduce tutto questo? In un vantaggio maggiore per le famiglie più numerose ma soprattutto per i lavoratori autonomi, le imprese e i professionisti. Inoltre si palesa un’altra possibilità nell’utilizzo del Quoziente Familiare piuttosto che dell’ISEE. Sembrerebbero avvantaggiate le famiglie più ricche rispetto a quelle con redditi più bassi. Il paragone con la Francia – nazione in cui è in uso il Quoziente – non è da fare a detta dell’economista Maria Cecilia Guerra. I vicini francesi hanno un sistema di imposte sulle persone fisiche differente da quello italiano.

Secondo Guerra l’ISEE è nettamente più dalla parte delle famiglie “povere” conteggiando il patrimonio mobiliare e prevedendo delle no tax area per i nuclei in cui lavorano entrambi i genitori. Il Quoziente, al contrario favorisce i nuclei monoreddito (elevato tra l’altro) scoraggiando il coniuge che percepisce una retribuzione più bassa (solitamente la donna) a lavorare.

I problemi non finiscono qui

Spunta un altro problema da vagliare volendo approfondire la differenza tra Quoziente Familiare e ISEE. Il riferimento è alle detrazioni fiscali che permettono ai contribuenti di abbattere l’imposta da corrispondere. Ad oggi sono previste diverse deduzioni utili per abbattere la base imponibile nonché detrazioni da sottrarre all’imposta lorda. Se questi benefici non dovessero più essere corrisposti i contribuenti perderebbero un importante risparmio.

Per aggirare la problematica si potrebbero introdurre misure volte a salvaguardare le famiglie con Quoziente svantaggioso, mantenendo le deduzioni solo per alcuni nuclei. Per evitare complicazioni non sarebbe meglio continuare a fare affidamento sull’ISEE?

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Il Quoziente sostituirà l’ISEE?

Concludiamo con un’ultima risposta. L’idea del Governo Meloni è di sostituire l’ISEE con il Quoziente in diversi ambiti della vita sociale. Il passaggio, però, non dovrebbe essere repentino. In una prima fase, per esempio, l’Indicatore potrebbe essere preso come base di partenza per il cambiamento introducendo modifiche che lo rendano più simile al Quoziente. Poi rimarrà unicamente come strumento di politica assistenziale e non familiare.

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