Italgas, Gallo: poche opportunità per M&A. Revisione dividendi il prossimo anno

Quello presentato oggi da Italgas è un piano strategico più internazionale, grazie all’acquisizione della greca Depa, che punta sul biometano e sull’idrogeno per ridurre la dipendenza dal gas russo, e che testimonia la maggiore attenzione per i principi ESG (Environmental, social, governance). Il gruppo quotato su Euronext Milan, che è il più importante operatore in Italia nel settore della distribuzione del gas naturale, prevede al 2028 un fatturato superiore a 2,6 miliardi di euro e un EBITDA sopra gli 1,8 miliardi. Inoltre, ha previsto investimenti per 8,6 miliardi di euro per completare la trasformazione digitale degli asset e dar vita a uno dei principali player a livello nazionale nel settore dell’efficienza energetica.

Il piano stanzia 160 milioni di euro al settore idrico per selezionate operazioni di M&A, anche se l’AD Paolo Gallo ha mostrato cautela sulle opportunità presenti sul mercato. “Noi siamo pronti a fare acquisizioni, ma bisogna essere in due e in questo momento possibilità sul mercato non ce ne sono molte. Se ci saranno opportunità sul mercato le guarderemo con molta attenzione”, ha affermato il manager alla stampa dopo la presentazione del piano alla comunità finanziaria. “Le opportunità che ci sono sul mercato – ha aggiunto – hanno problemi di Rab con valore basso, e in queste condizioni acquistare non è conveniente. Queste dinamiche hanno ridotto il numero di possibilità sul mercato”.

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Il numero uno di Italgas ha anche fornito aggiornamento sul closing dell’acquisizione di Depa Infrastructure. “Siamo fiduciosi di chiudere l’acquisizione di Depa entro l’estate e di consolidarla negli ultimi 4-5 mesi dell’anno“, ha detto.

Per quanto riguarda la divident policy, oggi Italgas ne ha una “che sta funzionando e sta dando soddisfazione ai nostri azionisti”, ha detto. “La dividend policy – ha spiegato – è ancora in vigore e non c’era motivo di rivederla e quindi il prossimo anno il consiglio d’amministrazione farà le sue valutazioni e deciderà. Non era il consiglio d’amministrazione di ieri che doveva decidere visto che era chiamato ad approvare un piano strategico importante come quello che stiamo presentando”.

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Le domande hanno toccato anche il tema dell’approvvigionamento di gas. “Bisogna fare i conti prima di preoccuparsi. Un elemento positivo è il livello di stoccaggio che è significativamente elevato, quindi si prosegue con il riempimento degli stoccaggi. Certamente è un elemento da prendere in considerazione”, ha detto a proposito dei tagli alle forniture di gas da parte di Gazprom all’Europa attraverso Nord Stream.

Eni certamente ha una visione più ampia di noi – ha aggiunto – Ma bisogna capire come i flussi di gas continueranno e come il livello di stoccaggio si muoverà. Noi, rispetto a altri Paesi, abbiamo livelli di stoccaggio più elevati. Quindi abbiamo un piccolo vantaggio.

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