Italia preda delle disuguaglianze: cosa dice il rapporto annuale dell’Istat

È un quadro a tinte fosche quello tracciato dall’Istat sulla situazione economica italiana. La vulnerabilità nel mercato del lavoro, il disagio economico delle famiglie, il diverso grado di accesso all’istruzione e alle competenze digitali, la presenza di disabilità, sono tutte forme di disuguaglianza che caratterizzano il nostro Paese. Un quadro aggravato dalle ampie differenze a livello retributivo, che penalizzano giovani, donne e residenti nel Mezzogiorno, e dal recente aumento dei prezzi di beni primari. L’ultimo rapporto dell’Istat evidenzia come, dal 2005 a oggi, il numero di persone in povertà assoluta sia quasi triplicato.

Povertà assoluta in costante crescita

Dallo studio emerge anche che dal 2005 la povertà assoluta in Italia è più che raddoppiata: le famiglie coinvolte sono passate da poco più di 800mila a 1 milione 960mila nel 2021 (il 7,5% del totale). Per effetto della diffusione più marcata del fenomeno tra le famiglie di ampie dimensioni, il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato, passando da 1,9 a 5,6 milioni (il 9,4% del totale).

Due milioni di italiani necessitano di aiuti alimentari

Secondo un’analisi di Coldiretti, pubblicata sabato 9 luglio, la punta dell’iceberg della povertà assoluta in Italia sono 2,6 milioni di persone costrette addirittura a chiedere aiuto per mangiare. Si tratta di dati relativi al 2021, che sono peraltro in aumento nel 2022 a causa della crisi scatenata dalla guerra in Ucraina con l’aumento dell’inflazione, dei prezzi alimentari e i rincari delle bollette energetiche. Il Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) in Italia aiuta 2.645.064 persone tra cui 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili, secondo l’analisi della Coldiretti.

Gli effetti delle misure di sostegno al reddito

Il rapporto dell’Istat evidenzia che le misure di sostegno economico erogate nel 2020, in particolare reddito di cittadinanza e di emergenza, hanno evitato a un milione di individui (circa 500mila famiglie) di trovarsi in condizione di povertà assoluta. Le misure di sostegno hanno avuto effetto anche sull’intensità della povertà che, senza sussidi, nel 2020 sarebbe stata ben 10 punti percentuali più elevata, raggiungendo il 28,8% (a fronte del 18,7% osservato).

Leggi anche:  Doppio bonus vacanze da 320 euro a 900 euro per Ferragosto: come averlo senza ISEE

Le crepe nel mercato del lavoro: stipendi sotto i 12mila euro l’anno e contratti precari

Il mercato del lavoro rappresenta ancora il principale vulnus del tessuto economico italiano, a causa del livello dei salari e della crescente precarizzazione dei rapporti di lavoro. Circa 4 milioni di dipendenti del settore privato, con l’esclusione dei settori dell’agricoltura e del lavoro domestico (il 29,5% del totale) percepiscono una retribuzione teorica lorda annua inferiore a 12mila euro mentre per circa 1,3 milioni di dipendenti – il 9,4% del totale – la retribuzione oraria è inferiore a 8,41 euro l’ora (sono a bassa retribuzione oraria). Tra questi, quasi 1 milione percepiscono meno di 12mila euro l’anno e meno di 8,41 euro l’ora.

Solo 6,5 milioni di dipendenti del settore privato (esclusi i settori dell’agricoltura e del lavoro domestico) hanno un’occupazione a tempo indeterminato e full time per l’intero anno. Le loro retribuzioni annuali sono superiori anche a quelle degli altri dipendenti che, pur essendo a tempo parziale o determinato, hanno lavorato in tutti i mesi dell’anno: i dipendenti a tempo pieno e a termine hanno retribuzioni inferiori di quasi il 30%, quelli a tempo parziale e indeterminato di oltre il 50% e i dipendenti a tempo parziale e a termine di oltre il 60%.

Salari e potere d’acquisto: balzo indietro fino al 2009

Nel tempo, spiega l’Istituto nazionale di Statistica, è progressivamente diminuita l’occupazione standard, a tempo pieno e a durata indeterminata, mentre sono sempre più diffuse modalità ibride di lavoro. La conseguenza è il peggioramento della qualità complessiva dell’occupazione. La combinazione tra contratti di lavoro di breve durata e intensità e una bassa retribuzione oraria si traduce in livelli retributivi annuali decisamente ridotti.

Leggi anche:  Ristrutturazione, come ottenere la detrazione fiscale al 50%

Il valore dei salari va chiaramente pesato sulla capacità di acquisto (salari reali). La crescita dei prezzi, osservata dalla seconda metà del 2021 fino a maggio 2022, in assenza di altre variazioni al rialzo, (stabilizzazione o ribasso) potrebbe determinare a fine anno una variazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo del +6,4%, senza rinnovi o senza un meccanismo di adeguamento questo significa una diminuzione delle retribuzioni contrattuali in termini reali che a fine 2022 tornerebbe sotto i valori del 2009

Lavoratori non standard: 39,7% occupati under 35 e 34,3% stranieri

Sono lavoratori non standard il 39,7% degli occupati under 35, il 34,3% dei lavoratori stranieri, il 28,4% delle lavoratrici, il 24,9% degli occupati con licenza media e il 28,1% dei lavoratori residenti nel Mezzogiorno. La sovrapposizione di tali caratteristiche aggrava le condizioni di debolezza nel mercato del lavoro: la quota di lavoratori non-standard raggiunge il 47,2% tra le donne sotto i 35 anni e il 41,8% tra le straniere.

Le categorie più colpite: donne, giovani e residenti del Mezzogiorno

La presenza all’interno della famiglia di individui che si trovano in una posizione di svantaggio rispetto al mercato del lavoro può determinare condizioni di forte disagio economico. Donne, giovani, residenti nel Mezzogiorno e stranieri si confermano i soggetti più fragili, insieme ai portatori di disabilità e ai loro familiari.

Continua il calo demografico: come cambiano le famiglie italiane

La popolazione continua a diminuire dal 2014 per via del saldo naturale negativo non compensato dall’apporto positivo delle migrazioni. Secondo i primi dati provvisori, al 1°gennaio 2022 la popolazione è scesa a 58 milioni 983mila unità, cioè 1 milione 363mila in meno nell’arco di 8 anni.

In vent’anni sono fortemente cresciute le donne in coppia con titolo universitario (dal 7,2% al 17,6%) o diploma superiore (dal 28,8% al 37,6%). Più modesti gli incrementi delle donne in coppia che si dichiarano occupate la cui incidenza eguaglia quella, in diminuzione, delle casalinghe (entrambe al 38% circa); crescono le donne in coppia in cerca di occupazione (6,4%), stabili le ritirate (14,6%).

Leggi anche:  Superbonus, la normativa lascia spazio ad escamotage?

Sempre più giovani restano a casa dei genitori

Nel 2021 erano poco più di 7 milioni i giovani di 18-34 anni a vivere in casa con i genitori (67,6%), in aumento di 9 punti dal 2010, cioè prima che gli effetti della Grande recessione tornassero a far crescere la permanenza in famiglia. Rispetto al 2019, ossia prima della pandemia, la permanenza è cresciuta di 3,3 punti. Nel Mezzogiorno la situazione per i giovani in famiglia è più critica. Non solo perché in questa area del Paese sono relativamente di più quelli che vivono con i genitori (il 72,8% contro il 63,7% del Nord e il 67% del Centro) ma anche per l’alta incidenza di giovani in famiglia che si dichiarano disoccupati (35%), doppia rispetto al Nord (17%), e la contestuale bassa incidenza di quelli occupati (29% nel Mezzogiorno contro 46% nel Nord).

Fonte Adnkronos

Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook GRAZIE!.

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Facebook