Italia Viva e Azione siglano l’intesa: nasce il Terzo Polo

Sarà Carlo Calenda a guidare il Terzo Polo. Passo di lato di Matteo Renzi che lascia al leader di Azione la guida della lista centrista. L’accordo è arrivato dopo il faccia a faccia tra i due leader.

Il sì sofferto è arrivato. Carlo Calenda e Matteo Renzi siglano il patto elettorale per dare vita al Terzo Polo. Dopo settimane di avvicinamenti e strappi, c’è la fumata bianca al termine del faccia a faccia tra i due leader: Italia Viva e Azione confluiranno in un’unica lista alle prossime elezioni politiche fissate per il 25 settembre prossimo. A guidare il Terzo Polo nella campagna elettorale sarà Carlo Calenda. Al Terzo Polo aderiscono anche la Lista civica nazionale, ispirata dall’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il partito Repubblicano e i Moderati di Giacomo Portas. Scelto anche il simbolo: in alto il nome di Carlo Calenda sotto i loghi di Azione e Italia Viva. L’intesa sui collegi uninominali prevede una spartizione al 50%: metà dei candidati andranno a Italia Viva, l’altra metà ad Azione.

Calenda ringrazia Renzi

“Nasce oggi per la prima volta un’alternativa seria e pragmatica al bipopulismo di destra e di sinistra che ha devastato questo paese e sfiduciato Draghi. Ringrazio Matteo Renzi per la generosità. Adesso insieme Italia viva e Azione per Italia sul serio” scrive su Twitter il leader di Azione.

Il passo di lato di Matteo Renzi

Su Facebook Matteo Renzi in un lunghissimo post conferma l’accordo tra Italia viva e Azione di Carlo Calenda: “Tutti parlano da giorni di Terzo Polo. Ma che cosa si nasconde davvero dietro questa sigla burocratica? Una casa nuova, bella, che riaccenda la passione per la politica e la speranza dell’Italia. Una proposta concreta, competente, seria sul lavoro, sull’ambiente, sulle tasse, sulla cultura, sul sociale. E sulla posizione internazionale dell’Italia, tema fondamentale in questo tempo di crisi. Costruire una casa simile non è facile, ma è possibile. E forse è persino doveroso in un momento nel quale sovranisti e populisti giocano a chi la spara più grande. E nel momento in cui tutte le altre forze politiche – tutte, di destra e di sinistra – imbarcano in coalizioni contraddittorie chi ha fatto cadere Draghi. Facendo male all’Italia. Abbiamo deciso di provarci. Il 25 settembre troverete sulla scheda elettorale anche questa possibilità: non accontentatevi dei meno peggio, mandate in Parlamento persone di qualità. Per costruire una casa nuova ci vuole un pizzico di follia, e quella non manca. Ci vuole l’entusiasmo, che in queste settimane è stato addirittura straripante. E ci vuole anche tanta generosità. Perché consentire a un progetto di partire richiede anche che qualcuno sappia fare spazio e non pretendere ruoli”.

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Poi Renzi continua: “Per questo lascio volentieri che sia Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale. Talvolta abbiamo discusso, lo sapete, ma i punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono. Chi ci crede deve fare di tutto per unire, non per dividere. E io ci credo. Per questo faccio il primo passo con il sorriso: perché so che sarete in tanto a camminare con noi. Io faccio politica da tanti anni e ho avuto l’onore di servire ai livelli apicali la mia città, il mio Paese, la mia comunità. Ho imparato che bisogna sempre essere ambiziosi, puntare in alto, non sognare in piccolo. Ma ci sono dei momenti in cui le ambizioni personali lasciano il passo ai sogni collettivi. Servono gli assist per fare i gol. Il progetto del terzo polo è molto più grande dei singoli destini personali e io con impegno e tenacia sarò in campo (e in qualche circoscrizione al Senato) per dare una mano e farlo vincere. Dico alla comunità di Italia Viva: adesso tutti al lavoro con Carlo e gli amici di Azione per salvare l’Italia dai sovranisti e dai populisti. A testa alta, a viso aperto. Ci siamo riusciti con Draghi quando non ci credeva nessuno, riproviamoci adesso. Con il nostro sorriso, con la nostra generosità, con il nostro stile orgogliosamente controcorrente. L’Italia ha bisogno di noi per evitare l’incubo populista e tornare a sognare buona politica. Ci siamo, con tutto il nostro coraggio”.

Nasce il listone

Nasce, dunque, il listone centrista, che si ispira all’agenda Draghi e che punta a superare la soglia del 3%: la legge elettorale in vigore (Rosatellum) fissa a livello nazionale lo sbarramento al 3% dei consensi per ogni lista per l’assegnazione dei seggi. Al Senato lo sbarramento, sempre al 3%, viene calcolato su base regionale. Il Terzo Polo presenterà candidati propri nei 147 collegi uninominali (inclusa la Valle d’Aosta) per la Camera dei Deputati e 74 collegi uninominali per il Senato. Ora entro il fine settimana va depositato il simbolo al Viminale. Mentre nei giorni 19 e 20 agosto è fissato il termine per presentare le liste.

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Lo scoglio delle firme

A favorire il matrimonio tra Carlo Calenda e Matteo Renzi lo scoglio delle firme: Azione, il partito fondato da Carlo Calenda, per concorrere alle elezioni politiche, dopo lo strappo con Più Europa, che ha confermato l’intesa con il Pd, aveva bisogno di raccogliere le sottoscrizioni per presentare liste e candidati. L’obbligo scatta per i partiti che si presentano per la prima volta alle elezioni nazionali. La legge fissa una quota di 750 firme per ogni collegio uninominale. L’ostacolo sembra superato: con la fusione con Italia Viva, partito che si è già presentato ad altre competizioni elettorali ed è presente in Parlamento con gruppi al Senato e alla Camera, non c’è l’obbligo di raccogliere le firme per prendere parte alla competizione elettorale.

Lo strappo tra Calenda e Pd

Prima di arrivare all’intesa con Matteo Renzi, il segretario nazionale di Azione Carlo Calenda aveva siglato mercoledì 3 agosto un patto elettorale di coalizione. L’accordo tra Azione, partito federato con Più Europa di Emma Bonino e Riccardo Magi, e Pd è stato ufficializzato nel corso di una conferenza stampa. L’accordo prevedeva una ripartizione dei collegi uninominali: 70% al Pd e 30% a Azione. E poi alcuni punti programmatici comuni: revisione del Reddito di cittadinanza, del Supebonus e agenda Draghi. Quattro giorni dopo in diretta al programma Mezz’ora in più condotto da Lucia Annunziata, Calenda rompe l’accordo e annuncia che Azione correrà da sola alle elezioni politiche. Più Europa si dissocia dalla decisione di Calenda e conferma l’intesa con il Pd.

Il patto per Costituzione: il passo falso di Letta

Nella giornata del 7 agosto il patto Calenda-Letta salta. A far precipitare la situazione l’intesa tra il Pd e la federazione Sinistra Italia-Europa Verde. Il segretario del Pd annuncia l’accordo con Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Angelo Bonelli (Europa Verde). Letta lo definisce un “patto per difendere la Costituzione”. È la formula trovata per tenere dentro anche Calenda.L’intesa tra Pd e Sinistra Italia-Verde è finalizzata esclusivamente a impedire la vittoria schiacciante del centrodestra. In pratica, con l’accordo Letta vuole evitare che il centrodestra conquisti i 2/3 dei seggi in Parlamento: un numero sufficiente per cambiare la Costituzione senza il passaggio referendaria. Calenda si ribella e manda all’aria l’accordo, precedentemente, sottoscritto con Letta.

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Le reazioni delle altre forze politiche

“Il problema non sono i punti in comune di una programma, il problema vero è la credibilità, l’affidabilità. Calenda per un anno e mezzo ha invocato l’unità per sostenere il governo Draghi, ha detto che i patti sono sacri, poi ha criticato Conte, Berlusconi e Salvini che hanno buttato giù il governo Draghi e poi anche Calenda non mantiene i patti: martedì ha stretto la mano a Letta e la domenica se ne è andato. Calenda non è affidabile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e fondatore di Impegno Civico, Luigi Di Maio, commentando l’alleanza tra Azione e Italia Viva. Ironico anche il presidente del M5s Giuseppe Conte: “Nuova settimana, nuovo cambio di alleanza per Calenda. Ora è il momento di abbracciare il Rinascimento saudita di Renzi, per provare insieme a trovare un posto in Parlamento. Le emergenze di cittadini e imprese? Un dettaglio secondario”.

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