Italia Viva, Rosato contro il Reddito di Cittadinanza: “Misura sbagliata”

Italia Viva, Ettore Rosato si scaglia contro il Reddito di Cittadinanza: “Misura profondamente sbagliata”. Il presidente nazionale del partito guidato da Matteo Renzi ha detto la sua sul sussidio: “Dobbiamo dire basta all’assistenzialismo”.

Italia Viva, Rosato attacca il Reddito di Cittadinanza: “Misura profondamente sbagliata”

Il Reddito di Cittadinanza resta uno dei temi più controversi e discussi in questa campagna elettorale. La sua abolizione e revisione resta uno dei punti cardine delle campagne di Italia Viva ed Azione. Nonostante il flop del referendum abrogativo, il partito guidato da Matteo Renzi continua la sua crociata contro la misura di integrazione del reddito, definita nel programma del Terzo Polo come “uno strumento pensato male che ha ormai mostrato i suoi limiti”.

Lo ribadisce anche Ettore Rosato, presidente nazionale di Italia Viva, durante un suo intervento in un convegno del Meeting a Rimini: Penso che il Reddito di Cittadinanza sia una misura profondamente sbagliata. La povertà non si combatte solo con i soldi. La lotta alla povertà richiede un insieme di servizi che enti locali e terzo settore possono dare. Non basta un assegno“.

Le proposte alternative: “Basta assistenzialismo. Combattiamo il lavoro nero e tagliamo le tasse”

Secondo Rosato, il Reddito di Cittadinanza va lasciato indietro: “Uscire dalla cultura dell’assistenzialismo di Stato è un dovere che noi dobbiamo mettere in campo e non vuol dire lasciare indietro nessuno abolendo il Reddito di Cittadinanza”. Piuttosto, per combattere la povertà, il politico sostiene che vadano fatti tagli alle tasse e che vada intensificata la lotta al lavoro nero: “Sotto i 25 anni per chi lavora non si paghino. Aboliamole. Abbattiamo il lavoro in nero.

Bisogna togliere demagogia. Oggi il datore di lavoro sa che il suo primo patrimonio è chi lavora nella sua impresa. Il pensiero che ci debba essere una lotta di classe è un pensiero assurdo e la contrattazione aziendale va sostenuta. Il vero pericolo non è il salario minimo basso è il lavoro nero che c’è al Nord e al Sud. L’economia sommersa strappa risorse: la lotta al lavoro nero è uno dei punti su cui dobbiamo investire

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