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Cronaca

Jesolo, pusher presi con i droni: 12 arresti, tutti liberi. Tra i clienti anche una famiglia con un bimbo nel passeggino

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JESOLO (VENEZIA) Gli spacciatori erano organizzati, come una rete. Erano tutti pendolari, ma una volta arrivati sul litorale veneto assumevano posizioni e ruoli precisi. La polizia ha risposto con altrettanto metodo, mettendo in campo agenti infiltrati, telecamere nascoste sulla spiaggia e persino un drone, che dall’alto ha ripreso i movimenti dei pusher. Gioved notte ne sono stati arrestati dodici, che dopo il processo per direttissima sono tutti usciti: addosso avevano poca droga perch fosse possibile trattenerli in carcere. Gli stato notificato solo l’allontanamento dal Veneto.

Con il bimbo nel passeggino a comprare la coca

Una volta tutta la famiglia passeggiava assieme per prendere il gelato. A Jesolo, invece, mamma e pap vanno con il bambino in passeggino a comprare la dose di cocaina — ha spiegato il questore di Venezia Maurizio Masciopinto —. Lo spaccio si sta intrecciando sempre pi con il contesto sociale, addirittura famigliare, del territorio, per questo abbiamo dovuto dare una risposta forte. In effetti, nelle immagini riprese dai droni e dalle telecamere si vedono una sequenza di trattative, scambi, passaggi di mano e anche quell’acquisto fatto dalla famigliola a spasso con il bimbo in carrozzina.

Gli spacciatori erano tutti pendolari

La scorsa notte una ventina di agenti in divisa sono arrivati da Venezia, unendosi agli uomini del commissariato locale e ai poliziotti della Squadra mobile che da quasi un mese agivano sotto copertura, fingendosi clienti dei pusher nigeriani. Dodici gli arrestati, arrivati nel Veneziano da varie localit d’Italia: tanti Veneti (da Vicenza, da Padova), ma anche alcuni residenti a Trento e persino a Torino. Raggiungevano Jesolo con i mezzi pubblici portando, spesso in bocca o nell’intestino, solo la droga che sapevano di riuscire a vendere. Quindi trascorrevano la giornata e la notte ciascuno in un determinato punto dell’arenile, dividendosi la clientela.

Clienti di ogni et, turisti e residenti

Stando alle indagini si tratta di veterani con precedenti specifici collezionati in tutta Italia che puntavano su Jesolo come interessante piazza di spaccio. In una sola serata un singolo pusher poteva arrivare a incrociare oltre una decina di clienti, persone di ogni et, turisti e residenti, non solo giovani rimasti orfani delle discoteche — spiegano il dirigente della Mobile Giorgio Di Munno e il commissario di Jesolo Marco Fabro —. Qui si riversavano diecimila ragazzi per andare a ballare, e anche adesso che le piste sono chiuse i ragazzi arrivano lo stesso.

Un mese di filmati e pedinamenti

L’estate di Jesolo stata particolarmente movimentata tra risse e divieti al consumo di alcolici. Anche per questo la questura ha deciso di intervenire in forze contro la banda di spacciatori. Rischiava di passare un messaggio pericoloso — insiste il questore —. Residenti e commercianti non possono pensare che usiamo il pugno duro con alcol e teppisti, tollerando di peggio. Ma un mese di filmati e pedinamenti non stato sufficiente per trattenere in carcere i pusher. La modesta quantit di droga sequestrata — due etti — ha infatti imposto al giudice di limitarsi al momento soltanto al loro allontanamento dal Veneto.

29 agosto 2020 (modifica il 29 agosto 2020 | 07:55)

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